10182017Headline:

48 morti sul lavoro in Toscana dall’inizio dell’anno. Dal 1 settembre la Regione ha chiuso il Settore Prevenzione e Sicurezza sui luoghi di lavoro

Sabato 23 settembre 2017 è morto sul lavoro un altro operaio in Toscana, a Pontedera. Si chiamava Fabio Cerretani e aveva 54 anni. Non chiamatele più morti bianche

24settembre 2017 da Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, Firenze

E’ morto schiacciato da una pressa alla Revet, azienda specializzata nella raccolta differenziata di vetro e plastica. Nell’ultimo mese si contano già 5 operai morti in Toscana (due nel Rogo di Vaiano del 26 Agosto, 2 operai morti a Lucca il 1 Settembre e l’ultimo proprio oggi).
E dall’inizio del 2017 sono già 48 i morti sul lavoro in Toscana, in Italia 682 nei primi 8 mesi del 2017. Questo secondo i dati Inail, che come ben sappiamo tengono conto solo dei loro assicurati, quindi in questi dati non ci sono compresi i lavoratori che muoiono e non sono assicurati con l’Inail (carabinieri, poliziotti, personale di volo, vigili del fuoco, volontari della protezione civile, sportivi dilettanti, giornalisti). Questo è inaccettabile!

E c’è ancora chi le chiama, purtroppo, “morti bianche”, un termine andrebbe abolito perché è un insulto ai familiari e alla memoria delle vittime del lavoro.

Cosa c’è di bianco in un morte sul lavoro?

E’ un termine insopportabile, ipocrita, quasi a voler sminuire queste morti. Non c’è nulla di bianco in una morte sul lavoro. Le chiamano “morti bianche”, come fossero dovute alla casualità, alla fatalità, alla sfortuna.  Ma invece queste morti non sono mai dovute alla casualità, ma perché in quelle aziende non si rispettavano neanche le minime norme per la sicurezza sul lavoro.
Le chiamano “morti bianche”, tanto non meritano che due righe sui quotidiani, si e no una citazione nel telegiornale (quando va bene, se no neppure quella).

Le chiamano “le stragi nell’indifferenza” e mai parole furono più vere.

Non c’è nulla di bianco in una morte sul lavoro, lo si vuole capire oppure no? E intanto, ancora in troppi usano quel termine sbagliato. Negli anni 60 le chiamavano omicidi sul lavoro. E’ un termine forte, lo so, ma sicuramente più realistico.
Non chiamatele più morti bianche, è anche partendo dal linguaggio che si combatte una battaglia di prevenzione e per la sicurezza. 

Dal 1 settembre 2017 (decreto dirigenziale 11866 del 10 agosto 2017, pubblicato sul Burt il 23 agosto),  la Regione Toscana ha chiuso il Settore Prevenzione e Sicurezza sui luoghi di lavoro.
Al suo posto è stato costituito un settore generico, di cui si sa ancora ben poco, dal nome “Prevenzione collettiva”, che accorperà tante materie, dagli alimenti, alla veterinaria, ai vaccini, all’igiene pubblica, fino ad arrivare alla sicurezza sul lavoro.

“Sinceramente non mi aspettavo questo passo indietro sulla sicurezza da parte della Regione Toscana. Il Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, ci continua a dire che da qui al 2020 saranno stati stanziati 8 milioni di euro per la sicurezza sul lavoro.
Io gli chiedo, invece, di ripristinare quanto prima il Settore Prevenzione e sicurezza sul lavoro, perché era un settore di riferimento importante, che non trovo giusto sia stato accantonato.
Inoltre, cosa sta facendo di concreto la Regione Toscana per porre un freno al dramma delle troppe morti sul lavoro che affliggono la nostra regione?”

“E per cortesia Governatore Enrico Rossi e Presidente del Consiglio Regionale Toscano Giani, non le chiamate più morti bianche, non c’è nulla di bianco in una morte sul lavoro”

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