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7 aprile 2017: Giù le mani dalla Sanità! La manifestazione a Firenze

Un lenzuolo bianco alle finestre in ogni paese in Europa per dire: Salute per tutte/i e accesso universale alle cure. Diritti sociali, economici, culturali e ambientali per tutte/i.

7aorile 2017 da Beatrice Bardelli

 

Oggi, 7 aprile, si celebrerà in tutte le grandi capitali europee, la seconda Giornata Europea contro la commercializzazione della salute in difesa di un Servizio Sanitario Nazionale: #santepourtous #healthforall #salutepertutti. Anche in Italia ci saranno manifestazioni, presidi, eventi. A Firenze la manifestazione (inizio ore 16 in piazza Duomo) si è trasformata in una vera e propria manifestazione nazionale. Hanno aderito partiti, sindacati, movimenti, associazioni regionali ma anche nazionali. Accanto a Medicina Democratica, promotrice dell’iniziativa nazionale, il Comitato Salute Toscana ed i Comitati nazionali per il NO e contro l’Italicum.

Da anni in Italia si assiste alla progressiva distruzione del Servizio Sanitario Nazionale che non garantisce più né assistenza, né servizi di qualità per tutte/i, mentre la salute di lavoratori e cittadini è trattata come una merce qualsiasi: un business su cui lucrare. Altro che salute come “fondamentale diritto dell’individuo” e “interesse della collettività”, sancito dalla Costituzione!

Ogni giorno, piccoli ospedali e servizi territoriali vengono chiusi. Le liste d’attesa per visite ed esami si allungano. L’accesso a servizi di qualità non è più garantito a tutti. Negli ospedali in funzione i posti letto vengono tagliati, il personale viene ridotto e nei Pronto Soccorso si assiste giornalmente a casi di sovraffollamento e spesso anche di impossibilità di ricovero. L’inefficienza del SSN nazionale non è una fatalità ma un progetto politico: creare un servizio sanitario pubblico poco efficiente per i meno abbienti e una sanità privata per chi se la può pagare. Come? Tagliando i finanziamenti pubblici al SSN e spingendo i cittadini a rivolgersi alle strutture private.

Ma i soldi ci sono.

Per gli armamenti il governo Renzi ha stanziato quasi 13 miliardi per il triennio 2015-2017. Invece, per la sanità, l’Italia spende, in percentuale sul Prodotto Interno Lordo, meno di Paesi come Grecia, Portogallo e Spagna. L’investimento economico in sanità in Italia rispetto al PIL è pari all’8,8% (anno 2015): decisamente sotto la media dei Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) che si aggira intorno al 9,3% e molto più basso rispetto a Paesi che ne fanno parte, quali Olanda (11,8%), Francia (11,6%) e Germania (11,3%).

Con la legge di stabilità 2016, il governo ha ridotto il previsto finanziamento del SSN di oltre 4 miliardi: da 115,4 miliardi a 111 miliardi. Considerando che l’assistenza sanitaria in Italia non è più gratuita e che dal 1989 i cittadini sono costretti a pagare ticket sempre più esosi che variano da regione a regione (così come le esenzioni), le conseguenze per la tutela della salute sono diventate disastrose.

La salute degli italiani è già a rischio.

Nel 2016, già 11 milioni di italiani hanno dovuto rinviare o rinunciare a prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche. Ben 2 milioni in più rispetto al 2012. D’altra parte, sempre nel 2016, il 45,4% degli italiani ha preferito rivolgersi al privato a causa, soprattutto, delle lunghe liste d’attesa nel pubblico consegnando di fatto alle strutture sanitarie private ben 34,5 miliardi di euro. Alla programmata riduzione di finanziamenti in sanità, il governo ha già risposto con un’offerta di tipo privatistico: assicurazioni private e ritorno al sistema mutualistico.

Ritornano le mutue.

Nel 2016, il governo Renzi ha deciso di finanziare le mutue di categoria. Infatti, con la legge di stabilità, sono state definite norme che detassano le spese delle aziende che offrono ai propri dipendenti l’assistenza mutualistica integrativa. Trovata, questa, che va a discapito degli aumenti salariali che, dalla contrattazione sindacale, vengono alleggeriti della quota relativa a tale assistenza. Per cui il cosiddetto “welfare aziendale” sarà a carico dello Stato.

In Europa.

Anche in Europa l’obiettivo comune dei governi è quello di “vendere la nostra salute”, privatizzandola con la motivazione che il “privato” è più efficiente e meno caro. Bugia! I paesi che hanno puntato su un sistema sanitario pubblico spendono meno e i loro cittadini godono di maggiori tutele e di cure migliori.

In Toscana.

Anche in Toscana  è stata organizzata una grande mobilitazione per domani per il diritto alla salute e alla sanità pubblica. Nella Regione Toscana, infatti, scrivono i promotori, “stiamo assistendo ad  un progressivo smantellamento della sanità pubblica:  tagli di posti letto, chiusure e ridimensionamenti dei piccoli ospedali, chiusure e accorpamenti di distretti sanitari e consultori, esosi ticket (solo in Toscana esiste anche il contributo di digitalizzazione). Le prestazioni specialistiche e diagnostiche sono state spostate verso il privato sociale, a causa delle liste di attesa , dove si possono ottenere prestazioni in tempi brevi e spesso al costo equivalente al ticket, sono state ceduti alle case di cura private gli interventi più remunerativi (vedi ad esempio la chirurgia programmata), si persegue la logica dell’esternalizzazione dei servizi. La stessa riorganizzazione delle zone-distretto appare una manovra centralizzatrice, calata dall’alto con la riproposizione delle società della salute, strutture fonti di sprechi, disservizi, burocrazia. E’ inoltre in corso la controriforma del sistema sanitario regionale, voluta dalla giunta Rossi  nonostante fossero state raccolte 55.000 firme per richiedere il referendum abrogativo della stessa. Con il piano di accorpamento delle ASL, che non ci risulta abbia portato ad alcun risparmio, fuorché a quello derivato da 2000 prepensionamenti, si sono creati ulteriori “buchi” nel servizio pubblico: manca il personale (solo 1 su 5 lavoratori  che vanno in pensione  viene sostituito) e di conseguenza si procede  con personale precario (aumentano i lavoratori interinali, a partita IVA, a tempo determinato) che peggiora la qualità dei servizi  e a sempre maggiori esternalizzazioni. Anche nella nostra regione enormi risorse vengono spostate verso grandi opere, come inceneritori, aeroporto, TAV, che aggiungono nocività e mettono a rischio la salute, oltre a sottrarre soldi  che potrebbero essere meglio impiegati per garantire un servizio sanitario efficiente. Per questo anche in Toscana chiediamo:

Diritti sociali e ambientali per tutt@ – salute e accesso universale alle  cure. La manifestazione:

  • Ore 16:00 concentramento piazza Duomo, davanti sede della Presidenza della Regione Toscana.
  • Ore 16:30 Corteo sino a Piazza San Lorenzo.
  • Ore 17:00 interventi con la partecipazione di esponenti politici, sindacali, comitati territoriali, associazioni, ecc.
  • Ore 19:00 spettacolo teatrale  “Il matto, la crisi e la luna” a cura del gruppo teatrale “Fra(m)enti di luna verde”
  • Ore 20:00 musica dal vivo                    

 https://www.facebook.com/groups/825461600860734/

Ecco i loghi, gli slogan ed i link dove puoi trovare la mappa delle iniziativa in Europa ed anche negli Stati Uniti.

  • “Our Health Is Not For Sale”  – “La nostra Salute non è in vendita.
  • Vogliamo che la tutela della salute sia considerata un diritto per tutte/i!
  • Vogliamo un SSN pubblico, di qualità, solidale e gratuito!
  • Vogliamo salute per tutte/i e accesso universale alle cure!
  • Vogliamo diritti sociali, economici, culturali e ambientali per tutte/i!

https://www.facebook.com/groups/825461600

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