06232017Headline:

Conferenza stampa durante lo sciopero regionale degli autisti del trasporto merci

In occasione dello sciopero generale degli autisti della Toscana, proclamato a seguito del grave incidente sul lavoro avvenuto a Livorno il 3 marzo nel piazzale Elia, questa mattina (13marzo), unitariamente i sindacati in conferenza stampa hanno affrontato le maggiori criticità inerenti ad un lavoro usurante e dai ritmi che non consentono di garantire la sicurezza

13marzo 2017 da Barbara Uloremi, Livorno

Il documento unitario unitario Cgil-Cisl-Uil:

Per la prima volta in Toscana gli autisti del trasporto merci scioperano per porre l’attenzione sulle condizioni di salute e sicurezza nel settore, a seguito del grave incidente avvenuto presso la base logistica Elia di Livorno, la cui vittima, un autista mantovano di 60 anni, è rimasta gravemente ferita.

Gli autisti toscani, riuniti in assemblea a Livorno, hanno approfondito e dibattuto i temi fondamentali per la categoria e, dal confronto, sono emerse con chiarezza criticità da affrontare immediatamente:

  • Le priorità per gli autisti sono il riconoscimento del lavoro usurante per il personale viaggiante e andare in pensione prima del sessantesimo anno di età, in quanto l’attuale sistema espone a rischi non solo i lavoratori, ma tutta la collettività: il lavoro, infatti, viene svolto in area pubblica dove contemporaneamente si muovono camion e cittadini ed è evidente che il rischio non è soltanto per chi lavora.
  • Contrattualmente dobbiamo cambiare prospettiva, è ormai residuale la definizione di lavoratore discontinuo: i ritmi di lavoro richiesti al personale viaggiante, sempre più serrati, con nastri lavorativi che vanno dalle 13 alle 15ore, rendono inadeguato il modello contrattuale della forfettizzazione del lavoro straordinario.
  • I lavoratori chiedono con forza, quindi, un’ accelerazione sulla trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, che tenga conto delle criticità emerse dal confronto odierno.
  • La selvaggia deregolamentazione dell’orario di lavoro, poi, oltre a mettere in pericolo l’incolumità di tutti/e, incide fortemente sulla questione di genere, mettendo in seria difficoltà il ruolo familiare.
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