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Al Teatro Verdi di Pisa, 11 e 12 febbraio: “Il cappello di paglia di Firenze”. Repliche a Livorno e Lucca

Giovani cantanti al Teatro Verdi di Pisa per presentare “Un Cappello di Paglia di Firenze”, il nuovo progetto Opera Studio destinato a voci emergenti nel panorama lirico non solo italiano.

In puro stile vaudeville, la commedia, una farsa in cinque atti scritta da Eugène Marin Labiche nel 1851, è diventata super-popolare in Italia grazie alla reinterpretazione del compositore Nino Rota nel 1945.

9febbraio 2017 di Beatrice Bardelli

In scena sabato 11 febbraio, alle 20.30 e domenica 12 febbraio alle 16. Repliche al Teatro Goldoni di Livorno, venerdì 17 febbraio alle 20.30 e domenica 19 febbraio alle 16.30. Al Teatro del Giglio di Lucca, sabato 4 marzo alle 20.30 e domenica 5 marzo alle 16.

Cosa scegliere di più elettrizzante e coinvolgente per giovani cantanti lirici in (alta) formazione che farli diventare protagonisti, sulla scena di un grande teatro di tradizione come il Teatro Verdi di Pisa, di un’opera famosa come “Un chapeau de paille d’Italie”, la farsa in cinque atti scritta da Eugène Marin Labiche con Marc Michel, nel 1851, e diventata super-popolare in Italia grazie alla reinterpretazione del compositore Nino Rota che, nel 1945, ne trasse l’opera lirica “Il cappello di paglia di Firenze”?

“Sabato 11 febbraio, alle 20.30 e domenica 12 febbraio alle 16, “Un Cappello di Paglia di Firenze” diventerà la palestra ideale per i giovani cantanti del progetto Opera Studio che offriranno al pubblico la dimostrazione di quanta professionalità, energia, non solo vocale, passione e freschezza interpretativa possiedano le giovani leve, italiane e straniere, della lirica. Oggi più che mai.”

Cos’è Opera Studio

Il progetto L.T.L. Opera Studio (all’inizio denominato CLOS CittàLirica Opera Studio) è un’esperienza unica nel panorama nazionale delle stagioni liriche dei teatri di tradizione, di continuità fra i processi di perfezionamento artistico e produzione professionale. Rappresenta dal 2001 uno dei cardini del progetto di attività lirica regionale della Regione Toscana e costituisce per i tre teatri di Pisa, Lucca, Livorno e, dal 2013, Novara l’iniziativa di riferimento e di sviluppo di tutte le proprie attività destinate al perfezionamento e all’alta formazione dei giovani cantanti e delle altre professioni legate al teatro musicale. Il lavoro scaturito da L.T.L. Opera Studio gode di una forte identità e riconoscibilità, testimoniate dalla considerazione dell’ambiente teatrale italiano ed europeo (oltre che nei tre teatri toscani, le sue produzioni sono state ospitate nei teatri di Ravenna, Mantova, Chieti, all’Opera Royal de Wallonie di Liegi, al Teatro Wielki-Opera di Poznan), dalla risposta dei protagonisti delle esperienze (docenti e allievi provenienti da tutta Italia e dall’estero), dalla critica nazionale e perfino dall’esistenza di un pubblico specificamente affezionato alle sue realizzazioni.

Il cappello di paglia di Firenze

In puro stile vaudeville, la commedia rappresenta uno dei tipici esempi dell’imbroglio alla francese, ovvero un insieme di situazioni in cui qualcuno è sempre in cerca di qualcosa che non riesce a trovare se non pochi attimi prima che il sipario cali sulla scena. In questo caso, la vicenda – come è comprensibile fin dal titolo – ruota intorno ad un cappello di paglia di fattura italiana. Basata su uno dei più conosciuti vaudeville di Eugène Labiche, considerato all’epoca ‘rivoluzionario’, vede al lavoro, sul libretto, lo stesso Nino Rota insieme alla madre Ernesta Rinaldi. Composta nel 1945, la farsa musicale venne rappresentata per la prima volta solo nel 1955 al Teatro Massimo di Palermo. Da allora è un susseguirsi di allestimenti in Italia e all’estero con crescente successo. Oggi è considerato il capolavoro di Nino Rota.

La trama

È il giorno del matrimonio del protagonista, il giovane Fadinard. Un inconveniente interviene a turbare la vigilia delle nozze. Il suo cavallo, infatti, mangia il cappello di paglia di una giovane donna, Anaide, impegnata in tenera conversazione con un soldato. La coppia segue Fadinard fino a casa di questi, rifiutandosi di lasciare l’abitazione fino a quando non avrà avuto un cappello identico a quello danneggiato. Anaide è, infatti, sposata e il geloso marito sicuramente si insospettirebbe della scomparsa del copricapo. Fadinard, senza dire nulla ai componenti del corteo nuziale che sempre lo segue, parte alla ricerca di un cappello di paglia, compito apparentemente facile ma che, invece, si rivela assai complicato, con tappe in luoghi inusitati e sempre con corredo di parenti ed amici al seguito. Il finale avviene davanti a casa di Fadinard ed è lieto e, naturalmente, improntato alla comicità.

Motore dell’azione. E’ il cappello di paglia

indossato da Anaide, durante un incontro clandestino con il proprio amante, e mangiato dal cavallo del giovane Fadinard nel giorno delle proprie nozze. Sospetti, scambi di persona, situazioni rocambolesche costellano la vicenda che si sviluppa a ritmi frenetici nell’arco di una sola giornata. La magica leggerezza della sua ambientazione, le molteplici forme compositive che Nino Rota mette in campo per dare vita a quello che si rivela sempre un meccanismo perfetto, insieme al cast molteplice e variopinto, rendono Il Cappello di Paglia di Firenze la palestra ideale per i giovani cantanti del progetto Opera Studio. L’ultima rappresentazione de Il Cappello di Paglia di Firenze risale alla Stagione Lirica 2001 quando l’opera, presentata nella coproduzione di cui era capofila il Teatro del Giglio di Lucca, con la regia di Attilio Corsini (il grande attore e regista, fondatore della compagnia Attori & Tecnici, scomparso nel 2008), fu il primo frutto dell’allora appena nato progetto CLOS Opera Studio, poi divenuto LTL Opera Studio.

Opere derivate

Dal lavoro teatrale originale il compositore Nino Rota trasse, nel 1945, la sua opera lirica Il cappello di paglia di Firenze, rappresentata solo dieci anni dopo, nel 1955, al Teatro Massimo di Palermo. Già nel 1928 il regista René Clair aveva tratto dal testo teatrale un film muto dal medesimo titolo, Un cappello di paglia di Firenze. Del film, conosciuto anche con i titoli alternativi di An Italian Straw Hat e The Horse Ate the Hat, fu realizzato nel 1944 da Maurice Cammage: un remake con l’attore Fernandel e con lo stesso titolo francese, Un chapeau de paille d’Italie. Un ulteriore adattamento cinematografico fu fatto nel 1974 dal regista russo Leonid Kvinikhidze, che realizzò la pellicola Solomennaja šljapka (Соломенная шляпка, Il cappello di paglia).

In scena anche a Livorno e Lucca

Il nuovo allestimento del Teatro di Pisa, in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca ed il Teatro Goldoni di Livorno, verrà messo in scena in due parti, con un unico intervallo. “Il cappello di paglia di Firenze” sarà presente in cartellone al Teatro Goldoni di Livorno, venerdì 17 febbraio 2017 alle ore 20.30 e domenica 19 febbraio alle ore 16.30. Al Teatro del Giglio di Lucca, sabato 4 marzo 2017 alle ore 20.30 e domenica 5 marzo alle ore 16.

Interpreti

Fadinard: Claudio Zazzaro (11/02, 19/02, 04/03), Andrea Fermi (12/02, 17/02, 05/03); Nonancourt: Veio Torcigliani (11/02, 17/02, 04/03), Giordano Farina (12/02, 19/02, 05/03); Beaupertuis: Alessandro Biagiotti (11/02, 19/02, 04/03), Claudio Mannino (12/02, 17/02, 05/03); Lo zio Vézinet: Nicola Vocaturo; Emilio: Rui Ma (11/02, 19/02, 04/03), Chen Li (12/02, 17/02, 05/03); Felice: Victor Hernan Godoy; Achille di Rosalba/ Una guardia: Federico Bulletti; Un caporale delle guardie: Claudio Mugnaini; Elena: Maria Veronica Granatiero (11/02, 19/02, 04/03), Sonia Bellugi (12/02, 17/02, 05/03); Anaide: Federica Grumiro (11/02, 19/02, 04/03), Caterina Poggini (12/02, 17/02, 05/03); La Modista: Federica Livi (11/02, 04/03), Chiara Milini (12/02), Anna Roberta Sorbo (17/02), Maria Ferraro (19/02), Francesca Matta (05/03); La Baronessa di Champigny: Antonia Fino (11/02, 04/03), Maria Candirri (12/02, 19/02), Alessandra Masini (17/02, 05/03). Direttore Francesco Pasqualetti, regia di Lorenzo Maria Mucci, scene di Emanuele Sinisi, costumi di Massimo Poli, disegno luci di Michele Della Mea. OGI Orchestra Giovanile Italiana, Ensemble vocale del Progetto LTL Opera Studio, CLT Coro Lirico Toscano con la partecipazione di giovani cantori del Coro delle Voci Bianche di Teatro del Giglio e Cappella di Santa Cecilia. Maestro del Coro Andrea Chinaglia. Maestri collaboratori Valeria Affatato, Beatrice Carraro, Honglin Zong.

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