04242017Headline:

Altre 27 denunce nei confronti del movimento diritto alla casa di Livorno

Non si ferma l’ondata repressiva nei confronti del movimento diritto alla casa di Livorno. La Procura ha iniziato a recapitare 27 nuove denunce per reato di interruzione di pubblico servizio

19aprile 2016 da Asia-Usb Livorno

Ad essere colpiti, questa volta, sono principalmente famiglie in difficoltà economica che il giorno 2 febbraio del 2014, dopo che il comune di Livorno (amministrato dalla giunta Cosimi) per rappresaglia decurtò i loro punteggi nella graduatoria per le case popolari, decisero di protestare in consiglio comunale. Punteggi ottenuti grazie ad alcuni certificati prodotti dalla ASL che attestavano una situazione di “antigienicità assoluta” e “sovraffollamento” all’interno di uno stabile pubblico occupato.

Quel giorno, nonostante la rabbia e la delusione, le famiglie si presentarono nella sala consiliare incatenandosi semplicemente alla balaustra divisoria e interrompendo per alcuni minuti i lavori del consiglio. Nessuna violenza né minaccia. A seguito della protesta una delegazione fu ricevuta dal sindaco Cosimi.

A distanza di 3 anni giungono le 27 denunce, recapitate a  pochi giorni dalla notifica di altri 30 procedimenti penali, sempre ai danni di decine di famiglie, relativi alle iniziative di resistenza contro l’abbattimento del blocco popolare in via Giordano Bruno nell’aprile 2014.

Leggendo gli atti del procedimento in questione è facilmente riscontrabile l’inconsistenza delle accuse nei confronti delle famiglie. Alcune persone sono state denunciate perché “confabulavano attivamente e ripetutamente con i manifestanti” altre perché “partecipanti, in qualità di rappresentanti, alla delegazione ricevuta dal Sindaco. Una ragazzo è stato denunciato perché ” entrando nella sala consiliare, parlava fittamente con i manifestanti…”

  • Un’indagine ridicola che farebbe sorridere se non fossero ormai centinaia i procedimenti penali aperti nei confronti delle famiglie appartenenti ai comitati per il diritto alla casa.
  • Un’indagine scaturita dalla volontà repressiva del Partito Democratico che quel giorno accusò i movimenti di fascismo e urlò allo scandalo mentre pochi anni dopo, ormai all’opposizione, difese e dette copertura politica a chi assediò il Consiglio Comunale, in occasione delle votazioni per AAMPS. Da sottolineare anche che il giorno successivo il Sindaco Cosimi fece firmare una documento di condanna a tutti i capigruppo del consiglio comunale compresi Lorenzo Cosimi di Rifondazione Comunista e Andrea Romano dell’IDV.

Mentre alcuni pseudo comitati e personaggi slegati da qualsiasi contesto politico o sindacale vengono evidentemente tollerati mentre sfruttano la disperazione e la povertà dei cittadini chiedendo il “pizzo”, all’interno di alcune occupazioni, chi da anni combatte in prima linea per il diritto alla casa, senza fare sconti a nessuno, viene falcidiato dalle denunce e dai processi.

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