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Anas entra nel gruppo Ferrovie dello Stato, investimenti per 108 miliardi di euro in 10 anni. I dati del gruppo nato dalla fusione

2gennaio 2018 di Ruggero Morelli

L’ingresso di Anas in Ferrovie dello Stato si è concluso dopo venti mesi di studio del Ministero dei trasporti. Il Gruppo nato dalla fusione diventa il primo polo integrato di ferrovie e strade in Europa, sia per abitanti serviti che per investimenti

Si ricorda che Anas mostrava carenze nella gestione del sistema viario su gomma mentre Ferrovie aveva iniziato una radicale trasformazione del sistema  dei trasporti. I dati del gruppo Fs nato dalla fusione :

  1. a) disporrà di una rete infrastrutturale, ferroviaria e stradale, di circa 44.000 chilometri.
    I 2,3 miliardi di veicoli che percorrono annualmente 64,5 miliardi di km sulle strade e autostrade in gestione ad Anas vanno cosi’ a sommarsi al traffico gestito dal gruppo: circa 750 milioni di passeggeri all’anno su ferro (di cui 150 all’estero), 290 milioni su gomma (130 all’estero) e 50 milioni di tonnellate merci.
  2. b) Il nuovo  gruppo con 81.000 dipendenti è in grado di sviluppare nel 2018 un fatturato di 11,2 miliardi di euro e una capacita’ di investimento di 8 miliardi, con un capitale investito di circa 50 miliardi. Per Ferrovie dello Stato  e’ una tappa fondamentale nel percorso di attuazione del proprio piano industriale 2017-2026.

Il conferimento di Anas a Fs Italiane – si legge nelle note di accompagnamento  del Governo – permettera’ anche di progettare e realizzare strade e ferrovie in modo integrato, riducendo progressivamente gli extra-costi e generando risparmi grazie allo sviluppo coordinato delle opere. Inoltre, consentira’ di condividere know-how e tecnologie, anche per lo sviluppo di progetti innovativi come le smart road, da realizzare in Italia e all’estero.

Secondo il ministro dei Trasporti Graziano Delrio

nasce oggi un gruppo industriale, che diventa il primo polo integrato di ferrovie e strade in Europa per abitanti serviti e investimenti, è in grado di contribuire  alla crescita degli investimenti pubblici e alla loro realizzazione rendendo piu’ efficiente e moderno il sistema dei trasporti.’’

Con l’AD Renato Mazzoncini saranno alla direzione Gioia Ghezzi, Simonetta Giordani, Federico Lovadina, Wanda Ternau; entrano nel consiglio Francesca Morace (dal cda di Anas) e Giovanni Azzone rettore del politecnico di Milano ( già incaricato dal Governo per la ricostruzione delle aree del terremoto con Renzo Piano). Lo scorso mese di ottobre fa il direttore di Nova del Sole 24 ore, Luca De Biase,  aveva visitato Fs durante il viaggio nel lavoro del futuro ed aveva messo in luce i progetti e le  notevoli innovazioni operate anche a seguito dell’incarico del Governo di progettare la mobilità del futuro.

Ecco quanto emerse dall’incontro con l’amministratore Renato Mazzoncini.

Nei 25 anni passati le Fs italiane hanno ridotto sensibilmente il personale sostituito da ‘macchine’ nello stile seguito dalle grandi aziende private.   Ma dal 2015, ricevendo un autorevole riconoscimento da ”cesop” – www.cesop.it consulting company – il Best Employer per i neo laureati italiani, ha invertito le azioni ed assunto un cambio di prospettiva con oltre 2.300- assunzioni nel 2016 e 3.000- sino al 30 settembre nel 2017. L’Ad  Renato Mazzoncini ha così chiarito la nuova linea:

Essere di nuovo i primi nel gradimento dei giovani laureati ci rende orgogliosi; il contributo di questi giovani può creare nuovo valore permettendo all’azienda di offrire ai clienti servizi sempre più qualificati, per migliorare la vita quotidiana di tutti. E per questo occorre individuare non solo persone eccellenti per il loro curriculum, ma soprattutto appassionate al grande progetto di cambiamento che stiamo realizzando per il Paese.”

Resta aperto il tema della occupazione e se il progetto dell’azienda può favorirne di nuova. Il direttore descrive la situazione dei trasporti e la strategia delle Ferrovie.

Noi offriamo la maggioranza del servizio di trasporto ferroviario, ma teniamo conto che questo equivale al 5% della mobilità perchè l’80% è in autoconsumo. Quindi se noi riusciremo ad offrire servizi di mobilità più comodi ed efficienti dell’auto, il nostro mercato crescerà e con esso l’occupazione nell’ecosistema.”

La ricerca di Ambrosetti e Ferrovie ha suggerito che il miglioramento della mobilità nel 14 aree metropolitane porterà più sicurezza, effetti positivi sull’ambiente ed un risparmio di circa 12 miliardi annui.

‘Per questo – dice Mazzoncini – dovremo ridisegnare ricostruire il movimento urbano nei prossimi 5 anni. E questo lo raggiungeremo con più efficienza e con innovazione.”

Il ministero dei trasporti ha organizzato una raccolta di idee per la mobilità del futuro insieme a Italia Camp – www.italiacamp.com – ci  possiamo aspettare risultati interessanti da un nuovo sistema per integrare diversi modi di spostamento, servizi ai nodi di passaggio da un mezzo all’altro; e le grandi aziende dovranno riconoscere il contributo delle startup che che trovano soluzioni anche radicalmente nuove per risolvere i problemi. 

”Le Ferrovie si candidano ad essere la spina dorsale di questa ristrutturazione.” 

La prospettiva è di un ecosistema della mobilità con occupazione crescente che sostituisce in parte la quota preponderante dell’autoconsumo può essere davvero realistica. 

In merito a questo tema Silvia Candiani – Ad della Microsoft Italia – scrive che ”per ogni dollaro di nostra tecnologia altri dieci sono prodotti dai nostri partner. ”
E prosegue :’ …e noi cresciamo insieme a loro; l’azienda monolitica che fa tutto da sola è superata. Il ruolo di volàno si sviluppa con iniziative di formazione, di organizzazione e finanziarie. Abbiamo chiaro il tema della intelligenza artificiale con con le conseguenti preoccupazioni del lavoro che rischia di sparire. La nostra interpretazione dell’intelligenza artificiale è chiara: non è fatta per sostituire gli umani ma per offrire più ampi poteri, in particolare ai fondatori di startup. Al mondo ci sono 600.000- sviluppatori che usano i nostri servizi congnitivi per creare nuovi prodotti.”

Trovo in queste parole le tesi che il prof. Paolo Dario ripete ad ogni incontro sulle prospettive dell’impresa 4.0

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