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Area PEEP Vicarello, scontro tra i Comuni Livorno e Collesalvetti dentro Casalp

In merito alla vicenda dell’Area PEEP del Comune di Collesalvetti con lo stallo che si è creato a causa delle incomprensioni tra il Comune di Collesalvetti e quello di Livorno e visti i due comunicati  usciti sulla stampa locale nei giorni scorsi, interviene il segretario comunale di Rifondazione Comunista di Collesalvetti Alberto, Benedetti.

29gennaio 2019 da Alberto Benedetti, Rifondazione Comunista di Collesalvetti

Vorremmo sottolineare imprecisioni che rischiano di complicare ulteriormente questa vicenda. Vicenda sulla quale tenteremo di dire la nostra in quanto la questione fu vissuta dai nostri amministratori nello scorso mandato amministrativo quando Rifondazione Comunista faceva parte dell’amministrazione che governava questo comune e per la quale cercammo di dare il nostro contributo politico, sapendo che quello era, ed è, l’ultimo intervento PEEP in programmazione sul nostro territorio dal punto di vista urbanistico. Da entrambe le parti viene sostenuto e spiegato che tale intervento inizialmente doveva essere realizzato prima di edificare i 16 alloggi a canone concordato di via Valico a Pisa e che solo in seguito fu cambiato l’ordine di realizzazione.

Detto semplicemente ciò non si sottolinea un passaggio ed un particolare rilevante della storia e cioè che i 33 alloggi PEEP di Vicarello dovevano essere tutti venduti da parte di Casalp a prezzi calmierati e non a prezzi di mercato.

Questa operazione era rivolta esclusivamente alla così detta fascia grigia di cittadini colligiani, ovvero coloro che abitavano già in residenze popolari e che con il tempo avevano perso  i requisiti  per continuare a farlo, oppure a coloro che percepivano il così detto contributo all’affitto e che non avrebbero mai potuto comprarsi una casa a prezzi di mercato. Tutta questa operazione, seguita passo passo dagli uffici comunali, avrebbe potuto dare una casa a chi fino a quel momento non l’aveva mai avuta e liberato contemporaneamente alloggi popolari da riassegnare a nuove famiglie in graduatoria di attesa nel nostro comune. Tutto questo oggi non è più così, si è lasciato, da parte dei nostri amministratori, che tale progetto cambiasse nel tempo senza troppo lottare all’interno di Casalp, occupandosene troppo tardi, a giochi oramai fatti  e decisi da altri al di fuori del nostro comune. Non può essere accettata l’idea, così come è stato dichiarato dai Cinque Stelle, che questa operazione è fallita per motivi di mercato, queste operazioni se vogliono dare risposte a chi non ha le condizioni per avere una casa, devono essere fatte fuori mercato.

Detto questo ci sarebbe piaciuto che le polemiche tra M5S e PD fossero state incentrate sul merito di tale progetto, sulla sua storia e sulla sua originale natura, mentre ci ritroviamo a leggere che tale progetto oramai stravolto, oltre a dare una risposta inadeguata ai problemi abitativi di entrambi i comuni è diventate una mera questione economico-campanilistica.

Troviamo inoltre, del tutto fuori luogo  le motivazioni che l’assessore Fantozzi ha reso pubbliche in merito al nodo da sciogliere tra i due comuni, e cioè la richiesta di presa in carico da parte del comune di Livorno, delle famiglie provenienti dalle sue graduatorie. Cosa pretenderebbe l’Amministrazione colligiana, che il comune di Livorno si accollasse le spese di cittadini che diventerebbero a tutti gli effetti contribuenti del nostro Comune? Allora, vorremmo chiedere all’Amministrazione Comunale, che cosa avrebbero fatto, se si fossero concretizzate le varie lottizzazioni approvate dal Consiglio Comunale dal 2009 in poi, visto che prevedevano la realizzazione di centinaia di appartamenti concentrati quasi tutti tra Collesalvetti e Vicarello. Queste si, previsioni urbanistiche approvate e mai realizzate a causa del cambiamento radicale delle condizioni del mercato immobiliare e dalla crisi. Preso atto che lo stravolgimento del  progetto iniziale ha fatto si che questo abbia perso in parte significato e validità sociale e politica, venendo a mancare le prerogative fondamentali per cui fu pensato, e che questo ripropone in maniera forte, la reale inadeguatezza di un organismo come Casalp e di chi oggi l’amministra, chiediamo fortemente che il confronto sia ricondotto, da entrambe le parti, su un terreno di adeguata serietà, senza rivalità politiche e senza inutili campanilismi, nell’interesse dei cittadini e soprattutto di quelle famiglie che attendono da anni una casa.

Sarebbe inaccettabile che per i motivi dichiarati dall’Assessore Fantozzi si perdesse l’ultima possibilità di dare un alloggio a 33 famiglie che lo attendono da anni, indipendentemente dal loro comune di appartenenza.

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