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Buongiorno Livorno: “E’ il momento di farsi sentire di nuovo, il Livorno calcio è anche un bene pubblico”

24giugno 2017 da Buongiorno Livorno

All’inizio della trattativa tra il gruppo Spinelli e il fondo inglese rappresentato da Primo Salvi per la cessione del Livorno avevamo espresso le nostre posizioni sull’atteggiamento da tenere in questa vicenda. A maggior ragione, vista la preoccupazione che emerge per le sorti della squadra dalle cronache cittadine, è il momento di farsi sentire di nuovo.

Il Livorno calcio, lo ricordiamo, è anche un bene pubblico.

Sia perché l’impianto di cui la società usufruisce è a carico della collettività, sia per le ricadute economiche e sociali della squadra di calcio. Ricadute tanto più forti oggi perché il Livorno, così come è, è un bene economico e sociale inutilizzato sia sul piano puramente commerciale che su quello della progettualità possibile legata allo sport giovanile.

Qui lo diciamo chiaramente:

il gruppo Spinelli, che ha ottenuto in passato ottimi risultati sportivi ma ha anche sottoutilizzato il calcio sul piano delle ricadute economiche e sociali per il territorio, ha fatto il suo tempo. Il problema quindi favorire da parte delle istituzioni un ricambio, quanto più veloce, dei vertici societari. Qui il modello Parma, quello della scorsa legislatura Pizzarotti, è molto utile come esempio. Con un sindaco che intraprende un percorso, pubblico, lineare di accompagnamento alla formazione di una cordata adatta all’acquisizione della società sportiva. Oltretutto, con la riforma della mutualità per la B e la C, dovendo le società spendere obbligatoriamente questo genere di fondi per giovani e infrastrutture, per l’amministrazione ci sarebbe l’occasione di intercettare questi fondi (per le infrastrutture) e favorire progetti per i giovani. Per Livorno sarebbe un importante elemento di giovamento.

La chiave di volta per tutto questo?

Il rinnovo della concessione dello stadio al Livorno che deve contenere le nuove norme per la mutualità nella proposta concessoria. Altrimenti rischia di essere qualcosa di inutile per la città. Nel contesto sarebbe utile anche sapere, visto che le infrastrutture in questo quadro normativo sono sempre più strategiche, quale è lo stato attuale dello stadio. I diciottomila euro stanziati recentemente sono sufficienti per riaprire il Picchi all’inizio del campionato?

Ricordiamo all’amministrazione che le risposte le deve alla città, visto che si tratta di temi sentiti, non a noi. È vero che, da parte dell’amministrazione pentastellata, c’è l’abitudine a non rispondere ai quesiti posti. E qui ricordiamo anche che, alla fine del mandato, l’elettorato tende a punire severamente questo genere di comportamenti.

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