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Carlo Colombo, multinazionale che lavora il rame, licenzia, delocalizza e abbandona microinquinanti nel terreno ad Ospedaletto (Pi)

Istituzioni inadempienti, i costi non possono ricadere sulla cittadinanza

04ottobre 2017 da Sì-Toscana a sinistra, Rifondazione comunista e Una Città in Comune

Il 29 settembre Arpat ha pubblicato sul suo sito una relazione in cui si rileva la “presenza di microinquinanti in alcuni terreni ad Ospedaletto” a Pisa. Tale presenza è attribuita alle attività industriali svolte dalla Carlo Colombo, azienda multinazionale che lavora il rame e che ha chiuso improvvisamente il proprio sito di Pisa nel corso del 2016, per trasferire le proprie attività in Lombardia. La Colombo licenziò una settantina di persone senza nemmeno dar loro la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali.

“Come avevamo denunciato, il comportamento tenuto da questa multinazionale è purtroppo un classico: spremere un territorio e poi andarsene, lasciando un deserto. Lavoratori e lavoratrici a casa e un territorio inquinato. Con la relazione dell’Arpat abbiamo la conferma definitiva che è andata proprio così, mentre per questo avevamo chiesto con decisione di verificare subito, a luglio 2016, la situazione ambientale sul sito, in modo da poter agire prima della chiusura. Avevamo anche chiesto che le istituzioni si muovessero con decisione e tempestività per tutelare i lavoratori. Attraverso atti ispettivi avevamo infine potuto verificare che l’azienda non aveva pagato tutte le tasse che avrebbe dovuto.”

Ma, la relazione dell’Arpat arriva “a babbo morto”, confermando lo scenario peggiore che potevamo immaginare.

Il Comune di Pisa è stato informato per gli eventuali provvedimenti di competenza ma a questo punto ci chiediamo quanto ha vigilato: a noi risulta che abbia ignorato la nostra richiesta di un controllo da parte degli enti preposti sullo stato dell’area, controllo che avevamo chiesto per garantire che fosse adeguatamente bonificata e messa in sicurezza. L’Amministrazione non ha mai dato alcuna risposta puntuale riguardo ad eventuali azioni assunte in proposito. 

Ma, se poniamo il problema a livello locale, sono tutte le istituzioni di governo del territorio che devono rispondere, comprese la Regione e la Provincia.

Tutte sono state assenti, nessuna ha dato risposta, e tutte sono governate dal PD, in base ad uno schema secondo cui si ‘fa sviluppo’ stendendo un tappeto rosso alle imprese, mai costrette a prendere impegni precisi nei confronti dei territori che alimentano la loro crescita. Un modello vecchio e superato, perseguito da un PD impreparato, che evidentemente non ha come primo obiettivo quello di favorire lavoro, salute e qualità dell’ambiente per il territorio. Un sistema di governo sordo che abbandona cittadine e cittadini alla crisi, al danno alla salute, alla distruzione delle risorse naturali.

Gli Enti che avrebbero dovuto agire non si sono preoccupati di farlo quando era il momento.

A questo punto è necessario chiarire ulteriormente qual è il quadro dell’inquinamento nell’area di Ospedaletto, approfondendo le indagini sul sito della Carlo Colombo. Chiediamo analisi dettagliate mirate anche a verificare la presenza di ulteriori possibili attività nell’area che possano rilasciare nell’ambiente le sostanze inquinanti elencate nella relazione dell’Arpat: non vorremmo che la Carlo Colombo non fosse l’unica a non essere in regola.

C’è un’altra verifica assolutamente necessaria:

quali sono le responsabilità delle amministrazioni PD? Per questo ora chiediamo al Comune atti ispettivi urgenti per verificare se ci siano state gravi omissioni di verifica da parte degli enti. Anche le responsabilità politiche, se ci sono, devo emergere nella loro interezza.
Tanto al Comune di Pisa quanto alla Regione Toscana, con due interrogazioni, chiediamo quali azioni intendano intraprendere affinchè i danni ambientali e i costi del risanamento non ricadano sulla collettività ma siano addebitati alla multinazionale Carlo Colombo.

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