06242017Headline:

Crisi Unicoop Tirreno, 600 posti di lavoro a rischio. La denuncia del Sindacato USB e, Buongiornolivorno chiede convocazione Commissione lavoro

USB:  “invece di colpire i lavoratori, azzerare la dirigenza. Quanti sono e quanto guadagnano i dirigenti Unicoop Tirreno (compreso il Presidente)?”

26gennaio 2017 da Francesco Iacovone USB, Livorno

Come Unione Sindacale di Base ci poniamo questa domanda perché riteniamo inaccettabile che, mentre viene presentato ai dipendenti un piano con 600 posti di lavoro a rischio, nessuno di coloro che era in plancia di comando negli anni in cui è maturata questa crisi, ha ancora proferito parola. Ha parlato solo il Presidente Marco Lami, in una intervista in cui sostanzialmente non ha detto niente di concreto. 

In Italia purtroppo funziona sempre così: quando le cose vanno bene, i manager guadagnano soldi a palate, quando invece vanno male, a pagare sono solo i lavoratori, e i dirigenti cadono sempre in piedi mantenendo i loro posti (al massimo li spostano in società amiche) e i loro lauti stipendi. Noi non ci stiamo. È un sistema ingiusto e malato, e se pensiamo che in questo caso l’azienda si chiama Cooperativa, è ancora più grave. Invece di andare a colpire i lavoratori, la dirigenza Unicoop Tirreno va azzerata. Premi, benefit, lussuose auto aziendali anche per chi vive a pochi chilometri dalla sede. Prima di parlare di qualsiasi altra cosa, è necessario un segnale in questa direzione. Ci rivolgiamo al Consiglio di Amministrazione, chiedendogli di porre la Dirigenza di fronte alle proprie responsabilità. 

Da #BuongiornoLivorno:

“Abbiamo chiesto la convocazione di una terza commissione lavoro dedicata all’approfondimento delle ultime notizie relative al mondo Unicoop, questione che, se non affrontata tempestivamente anche dalla componente politica, rischia di portare sul territorio gravi danni di tipo occupazionale e sociale (come già abbiamo approfondito: Livorno e Coopland un matrimonio in crisi). Per non piangere poi sul latte versato attiviamoci tempestivamente convocando in audizione i vertici dell’azienda e le rappresentanze sindacali in modo da aprire sin da subito un tavolo di confronto e dibattito.”

Post precedenti:
http://www.pisorno.it/da-piombino-la-solidarieta-ai-lavoratori-unicoop-tirreno/
http://www.pisorno.it/unicoop-tirreno-difendere-loccupazione-al-via-le-assemblee-sul-territorio/
http://www.pisorno.it/unicoop-tirreno-proclamato-dai-sindacati-confederali-lo-stato-dagitazione-a-livello-nazionale/
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  • per chi ha buona memoria, già negli anni 90 unicoop tirreno ha beneficiato di una forte ristrutturazione dei suoi debiti e della mala gestione (politica e non commerciale), attingendo a piene mani alle casse pubbliche. possiamo solo dire che i mali endemici della struttura non sono stati curati, e adesso, ci risiamo! Allora servì uno studio della mckinsey per giustificare le manovre che ne seguiriono (outsourcing e altro…) pagato profumatamente, per dire cose talmente ovvie che anche un normalissimo consulente del lavoro, con un pò di professionalità alle spalle, avrebbe potuto dire. la voragine è talmente ampia che nessuna ristrutturazione, ahimè, è possibile. almeno non con le risorse pubbliche. e i sindacati cosa hanno fatto? la concertazione è un grande male si sa, ma gli effetti della divisione tra filcam piombinese e cgil livornese ha certamente dato i suoi frutti. e adesso solo i lavoratori ne pagheranno le conseguenze con la perdita di centinaia di posti di lavoro, che per la cronaca. non sono a rischio, sono già persi!

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