03202019Headline:

Decreto Salvini, immigrazione e sicurezza. Incontro pubblico/studio con avvocati ed esperti del diritto, 25 gennaio a Piombino

Associazione Teranga-Comunità senegalese Rete solidale e antirazzista: “Un brutto giorno per la civiltà del diritto e l’integrazione solidale dei cittadini migranti con i cittadini italiani, i quali tutti – tranne i ricchi – hanno gli stessi problemi: lavoro, salario, sanità, casa, scuola, pensione…” 

Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L.1 dicembre 2018, n. 132 (in G.U. 03/12/2018, n. 281) 

4gennaio 2019 da Associazione Teranga-Comunità senegalese Rete solidale e antirazzista

Un brutto giorno per l’Europa, per la nostra Repubblica e la sua Costituzione. Bloccare l’accoglienza vuol dire infatti creare più irregolari e quindi spingere più persone verso il lavoro nero, a vantaggio di imprese senza scrupoli, e magari fra le braccia della criminalità organizzata.

Vediamo qualche esempio di quanto sta già succedendo, anche a Piombino e dintorni, in forza delle prime circolari applicative della nuova normativa. Gli uomini e le donne titolari di permesso di soggiorno umanitario perdono ogni assistenza da parte del servizio sanitario pubblico, lasciando così loro stessi e chi gli sta vicino più esposti a malattie. Perfino le persone vulnerabili, come le donne incinte e i figli che nasceranno, non hanno più diritto all’assistenza sanitaria gratuita d’urgenza, giacché nei lunghi mesi di attesa del permesso di soggiorno (“tessera di plastica”) non viene loro rilasciata neppure la tessera sanitaria. Anche quando sono titolari di regolare permesso di soggiorno, i cittadini stranieri incontrano molte più difficoltà di integrazione, nel momento in cui viene meno il Servizio di protezione richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Il provvedimento abolisce sostanzialmente i permessi di soggiorno per motivi umanitari. Senza dimenticare il trattenimento nei centri per il rimpatrio: raddoppiano i tempi della detenzione amministrativa senza processo (peraltro già prevista dalle leggi Turco-Napolitano e Bossi-Fini) , passando da 90 a 180 giorni.

La Rete solidale e antirazzista e la Comunità senegalese preannunciano che il 25 gennaio si svolgerà a Piombino, presso la sala consiliare del Municipio di Piombino, un incontro pubblico di studio su questi temi, con la partecipazione di avvocati ed esperti del diritto, con il patrocinio del Comune di Piombino.

E’ questo anche un modo per partecipare al lutto dell’umanità per l’ennesima strage nel Mediterraneo. Siamo consapevoli che le stragi sono il frutto della vergognosa indifferenza dell’Europa e delle politiche dell’attuale governo e di quelli precedenti, tese a inchiodare i migranti nella Libia dilaniata dai signori della guerra e dai trafficanti, dopo l’aggressione del 2011 alla quale partecipò anche l’Italia. Intanto, resta al palo la quota di risorse destinata alla cooperazione allo sviluppo.I temi che verranno affrontati il 25 gennaio riguardano la civiltà del diritto; la vita quotidiana di tante persone; l’attività degli addetti agli sportelli informativi e della pubblica amministrazione; il mondo del lavoro e della scuola. Sono quindi invitati a partecipare le cittadine e i cittadini italiani e immigrati e le loro comunità; operatori dei vari sportelli informativi, dei servizi sanitari e sociali, dello stato civile, riguardati dalla nuova normativa; forze sociali, sindacali, culturali, politiche; comunità religiose; sindaci e consiglieri comunali della Val di Cornia.

Nel frattempo, rinnovano la richiesta affinché il Consiglio comunale di Piombino discuta quanto prima la mozione per sospendere l’applicazione del Decreto Salvini-legge 132, già fatta propria dai comuni di Firenze, Bologna, Torino. Tale mozione è stata da tempo formalizzata da Fabrizio Callaioli (Rifondazione comunista) ed è sostenuta da Daniele Massarri (Spirito libero). Altre mozioni attendono da tempo di essere discusse: Callaioli in precedenza aveva depositato infatti una mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria al sindaco di Riace, Mimmo Lucano, sostenuta da Marco Mosci (Sinistra per Piombino); sullo stesso argomento, c’è pure un’altra mozione promossa dal Partito democratico.

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