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Emergenza freddo a Livorno: situazione monitorata

8gennaio 2017 da Comune di Livorno

La morsa di gelo che sta attanagliando la penisola in questi primi giorni di gennaio ha già purtroppo causato alcuni decessi di persone senza tetto, che specie nelle grandi città sono costretti a trascorrere la notte all’aperto o in posti di riparo improvvisati.

A Livorno la situazione è costantemente monitorata dalla rete del volontariato attiva sul territorio, svolta da associazioni come Sant’Egidio, Caritas, Croce Rossa e Ronda Carità Coteto, che perlustrano le zone cittadine più sensibili come la stazione e i loggiati.

Il SEFA (Social Emergency First Aid) è la struttura pubblica di via Terreni che viene gestita in convenzione da tre associazioni di volontariato attive nel settore sociale: SVS, il Simbolo e coop Humanitas. Si tratta di un centro di pronta assistenza e accoglienza abitativa per persone senza fissa dimora. Il soggiorno è temporaneo e si limita all’effettivo bisogno del soggetto che ne chiede ospitalità. Vengono offerti 23 posti letto, servizio cucina (cena e colazione), docce e lavanderia. Il Centro è aperto la sera dalle 20 alle 9 del mattino e l’accoglienza notturna è gestita da cinque operatori presenti nella struttura per tutta la notte. Sono invece 14 i posti disponibili all’Hotel Giappone che servono allo stesso scopo di  pronta accoglienza per le persone in situazione di difficoltà.

“Il nostro impegno – dichiara l’assessore Ina Dhimgjini – è quella di non farci trovare impreparati di fronte a queste emergenze. La temperatura di questi giorni rende davvero difficile la situazione delle persone che vivono per strada, ma tra la capacità ricettiva del SEFA, che abbiamo ampliato fino a 23 posti, e la convenzione con gli alberghi, riusciamo a far fronte in modo soddisfacente a queste situazioni di estremo disagio. Possiamo quindi dire che a Livorno nessuno è costretto a dormire per strada con questo gelo. Se poi qualcuno lo fa è per sua scelta e non perché non trova riparo nelle strutture pubbliche o convenzionate e comunque sono soggetti conosciuti, seguiti e assistiti anche con cure, indumenti e pasti serali. Nessuno, residente o meno, viene abbandonato a se stesso.  Colgo quindi questa occasione per ringraziare sinceramente tutta la rete di volontariato che specie in questi giorni lavora tanto e bene in aiuto a queste persone”.

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