04232017Headline:

ERP, l’assessore regionale Ceccarelli risponde all’Unione Inquilini di Livorno. La replica di Simoni (U.I.)

A seguito della seconda assemblea degli assegnatari di Livorno: le dichiarazioni dell’assessore regionale Ceccarelli e la replica di Simoni (presidente dell’Unione Inquilini)

19aprile 2017 da Pamela Pucci, Firenze

ERP, l’assessore regionale Ceccarelli risponde all’Unione Inquilini di Livorno: “No a inutili allarmismi sul nuovo testo unico casa”

“Le persone hanno il diritto ad essere informate, su questo sono pienamente d’accordo con quanto dichiarato alla stampa locale dall’Unione Inquilini di Livorno. Aggiungerei però che hanno anche il diritto a non essere disinformate nè inutilmente spaventate. E questo vale anche riguardo alle modifiche alle leggi sulla casa che sono previste nella proposta di testo unico in via di definizione”. A dirlo è l’assessore regionale alla casa Vincenzo Ceccarelli, che ha voluto rispondere a quanto affermato dal sindacato Unione Inquilini nei giorni scorsi.

“In ciò che leggo – aggiunge Ceccarelli – si percepisce una evidente volontà di generare inutile allarmismo. E’ difficile trovare qualcosa di costruttivo, laddove si vuol spiegare una legge di cui non si conosce il testo. Nei mesi scorsi mesi abbiamo tenuto un costante e aperto confronto con i rappresentanti dei sindacati ed abbiamo accolto molte delle osservazioni, poi tradotte nel testo della proposta di legge. Ma dobbiamo ancora iniziare ad illustrare il testo ai Comuni dei Lode, anche se cominceremo presto, prima ancora della fase di concertazione prevista per legge”.

“In questa partita – afferma inoltre l’assessore – gli unici che non hanno rappresentanti sindacali in grado di difenderne gli interessi, sono gli oltre 25mila cittadini che stanno nelle graduatorie dei Comuni e che avrebbero diritto ad una casa. Per chi, come noi, ha un ruolo istituzionale tutti i cittadini sono uguali e devono veder riconosciuti i propri diritti. Vanno in questo senso le modifiche alle legge previste con il testo unico: vanno verso una maggiore equità nella determinazione degli affitti e puntano a fornire ai Comuni e ai gestori gli strumenti per una più equa gestione a garanzia di chi ha diritto ad un alloggio popolare”.

“Per quanto riguarda la riforma della governance del sistema – conclude Ceccarelli – è evidente che da quando furono definiti gli atti ottimali a livello provinciale, venti anni fa, ad oggi la situazione è profondamente cambiata. Nel 2017 dobbiamo prendere atto di una cornice assai diversa, ridisegnare ambiti più coerenti con la situazione attuale e pensare a soggetti gestori coerenti con la riorganizzazione, più omogenei e capaci di garantire efficienza. Le risorse che si libereranno saranno a disposizione dei Comuni e dei gestori per la manutenzione dell’edilizia popolare esistente o per investimenti in nuovi erp”.

20 aprile da Unione inquilini; Livorno

La replica di Vincenzo Simoni (regionale toscano Unione Inquilini) 

Nella foto, Vincenzo Simoni. Presidente nazionale dell’Unione Inquilini

L’assessore Ceccarelli, presente all’assemblea regionale di un anno fa dei 600 assegnatari nel salone di San Bartolo a Cintoia a Firenze, ricorderà certamente il contenuto degli interventi sindacali: era una severa e motivata critica di buona parte delle norme della cosiddetta legge Saccardi (LRT 41/2015) che trasformava l’edilizia residenziale pubblica da elemento di emancipazione a residuo assistenziale; erano già allora richieste nuove norme, fortemente correttive; ma al tempo si esprimeva la necessità di corposi finanziamenti strutturali per la manutenzione e lo sviluppo del settore, unico mezzo per cominciare a soddisfare una crescente sofferenza abitativa dai numeri ben noti, espressi anche – e non  solo – nelle graduatorie dei bandi di ERP.

Da allora ci sono stati degli incontri, nei quali ci siamo confrontati con l’assessore e il suo staff, fino alla presentazione sindacale di una serie di unitarie proposte emendative alla bozza di testo unico sull’ERP della Toscana. Questi i criteri utilizzati per la stesura degli emendamenti consegnati all’assessore il 20/10/2016 (testuale):

  • Inserire un vero coinvolgimento dei sindacati inquilini, come rappresentanti degli assegnatari, delle politiche abitative del settore pubblico, così come normato per il settore privato con la legge 431/98;
  • Attenuare la scelta di dare provvisorietà alla presenza in ERP; salvaguardare maggiormente il diritto sociale rispetto all’assistenza temporanea;
  • Regolamentare in modo più sostenibile per gli inquilini le scelte penalizzanti per superare i problemi relativi al sovraffollamento e al sottoutilizzo;
  • Attenuare e rendere più sostenibile (soprattutto per gli inquilini per il più basso reddito) il criterio di calcolo dei canoni;
  • Chiarire e rendere attuabile e fattibile il criterio che stabilisce la proprietà dei beni immobiliari e mobiliari, come stabilito nell’allegato b);
  • Indicare una revisione dei criteri di punteggio indicati nell’allegato c) in modo da dare maggiore equilibrio tra le condizioni sociali e le condizioni abitative.
  • Solo sul punto 6 sono state concordate delle ipotesi di correzioni.

Il nocciolo duro è emerso il 27 marzo 2017 in un corposo articolo sul quotidiano La Repubblica a firma di Massimo Vanni nel quale venivano anticipati alcuni passaggi della Bozza regionale (il cosiddetto Testo Unico): i canoni sarebbero stati aumentati dal 15-20 % per le fasce più alte; la perdita dei requisiti per il mantenimento dell’assegnazione avrebbe coinvolto il 15% degli inquilini delle case popolari (stima su 50.000 famiglie di assegnatari revoca e sfratto per oltre 7000 !). E i tempi? Massimo Vanni così riferiva: “ Certo, si dovrà attendere ancora uno o due mesi… ma le linee di fondo sono ormai consolidate” (Sic!)

Attenzione! Al blocco di ogni percorso emendativo,  da noi rifiutato, ci viene opposta una alternativa secca: “Allora vi tenete la legge Saccardi!”. E’ qualcosa di persecutorio e come tale avvertito lucidamente da un numero crescente di assegnatari che sanno leggere i testi e che diffondono tale consapevolezza tra i loro vicini. E’ un “movimento” civile che ha la vitale necessità di difendersi e che, come tale, va ascoltato e rispettato !

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