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Fine settimana al Teatro Verdi di Pisa con “L’ora di ricevimento”. Sabato sera (25 febbraio) alle ore 21 e domenica pomeriggio alle ore 17

“L’ora di ricevimento” di Stefano Massini per la regia di Michele Placido. Nel ruolo del professor i Lettere, Ardeche, uno straordinario Fabrizio Bentivoglio che vive nella sua scuola, situata nel cuore della banlieue di Les Izards, ai margini dell’area metropolitana di Tolosa, un conflitto epocale tra crisi di povertà delle famiglie dei suoi allievi e la sua esigenza-mission educativo di far crescere culturalmente le giovani generazioni.

Uno spaccato sulla realtà di oggi, reale, a volte brutale ma estremamente coinvolgente: che emoziona e fa riflettere. Sabato pomeriggio, alle ore 18, incontro con la compagnia in Sala Titta Ruffo, coordinato da Franco Farina.

24febbraio 2017 di Beatrice Bardelli, Pisa

Penultimo appuntamento della Stagione teatrale, che si chiuderà – lo ricordiamo – in aprile con la prima nazionale di Franco Stone, approda ora a Pisa, al Teatro Verdi, L’ora di ricevimento (banlieue) di Stefano Massini, regia di Michele Placido, protagonista Fabrizio Bentivoglio: in scena sabato sera (25 febbraio) alle ore 21 e domenica pomeriggio alle ore 17. 

Dalla penna di uno dei drammaturghi più rappresentati in Italia e all’estero, premio speciale Ubu 2013, attuale consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano, un autore che sa affrontare con guardo profondo e acuto le contraddizioni, i conflitti, le ingiustizie e le complessità dei nostri tempi, ecco questo spettacolo, un ‘istant-theatre’ coinvolgente ed emozionante, con verità e ironia,  che va al cuore dell’«incontro–scontro culturale, sociale e religioso tra le famiglie di una classe di bambini delle periferie delle metropoli europee e un Professore attento e partecipe alla crescita culturale dei suoi allievi, ma che, nel percorso dell’anno scolastico cui assistiamo, si trova a mettere in discussione il modello educativo di una classe intellettuale borghese sempre più spiazzata dai cambiamenti epocali della recente storia contemporanea», come annota Michele Placido. 

L’ora di ricevimento è infatti ambientato in una scuola nell’esplosiva banlieue di Les Izards, ai margini dell’area metropolitana di Tolosa.

Qui Eugene Ardeche insegna materie letterarie. È un professore di mezza età, disilluso, cinico, spietato osservatore e lucidissimo polemista, amante di Rabelais e di Voltaire. La scolaresca che gli è stata affidata quest’anno è ancora una volta un crogiuolo di culture e provenienze, con l’incognita sempre in agguato di improvvisi crolli: nella convinzione che il vero trionfo sarebbe portare fino in fondo i suoi allievi senza perderne nessuno per strada, il professor Ardeche riceve le famiglie degli scolari ogni settimana per un’ora, dalle 11  alle 12  del giovedì. Ed è attraverso un incalzante mosaico di brevi colloqui con questa umanità assortita di madri e padri, che prende vita sulla scena l’intero anno scolastico della classe Sesta sezione C, da settembre a giugno. Spiega lo stesso Massini:

«Al pubblico spetta il compito di immaginare i visi e le fattezze dei giovanissimi allievi, ognuno ribattezzato dal professor Ardeche con un ironico soprannome, e ognuno protagonista a suo modo di un frammento dello spettacolo. Sullo sfondo, dietro una grande vetrata, un grande albero da frutto sembra assistere impassibile all’avvicendarsi dei personaggi, al dramma dell’esclusione sociale, ai piccoli incidenti scolastici di questi giovani apprendisti della vita. E il ciclo naturale della perdita delle foglie e della successiva fioritura accompagna lo svolgersi regolare di ogni anno scolastico, suonando quasi come un paradosso davanti a quel mondo, esterno alla scuola, che di anno in anno è sempre più diverso.»

Nel ruolo di Ardeche Fabrizio Bentivoglio, il grande attore forte di una solida esperienza teatrale e nel contempo tra gli interpreti di maggior spicco nella cinematografia italiana d’impegno, più volte vincitore di premi come il David di Donatello, il nastro d’Argento, il Ciack d’Oro. 

«Per il ruolo del Professore, sottolinea Michele Placido, ho voluto come compagno di viaggio Fabrizio Bentivoglio,  artista di rara intensità e sensibilità con cui ho già collaborato in due miei film come regista: “Un eroe borghese” e “Del perduto amore”. Con Stefano Massini e con Franco Ruggieri (il direttore del Teatro Stabile dell’Umbria, produttore dello spettacolo) abbiamo subito pensato che Fabrizio fosse l’interprete ideale per questo ruolo raro per la drammaturgia italiana».

Con Fabrizio Bentivoglio la Compagnia dei Giovani del Teatro Stabile dell’Umbria: Francesco “Bolo” Rossini nei panni del professor Saint-Pierre, Giordano Agrusta, Arianna Ancarani, Carolina Balucani, Rabii Brahim, Vittoria Corallo, Andrea Iarlori,  Balkissa Maiga, Giulia Zeetti e Marouane Zotti. Scene di Marco Rossi, costumi di Andrea Cavalletto, musiche originali di Luca D’Alberto, voce cantante Federica Vincenti, luci di Simone De Angelis.
Lo spettacolo dura circa 2 ore, senza intervallo. Pochi i posti rimasti disponibili, per informazioni tel 050 941111 e www.teatrodipisa.pi.it
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