01162018Headline:

Gestione del sovraffollamento nei Presidi Ospedalieri a Livorno. Cgil contro le linee operative di Usl Toscana nord ovest, nei confronti del personale

La Cgil Fp di Livorno rifiuta totalmente le linee operative che intende adottare l’azienda Usl Toscana nord ovest nei confronti del personale del comparto (infermieri, Tecnici sanitari e OSS) sulla gestione del sovraffollamento delle strutture ospedaliere che si preparano ai picchi di affluenza per patologie stagionali (influenza ecc. ) e di cui siamo stati messi a conoscenza con estremo ritardo.

22dicembre da Giovanni Golino e Simone Assirelli, Funzione Pubblica CGIL Livorno

La gestione in seguito al percorso indicato in caso di sovraffollamento dei Pronto Soccorso, con conseguenti ricadute nelle degenze, rischia di vanificare i buoni propositi introdotti nella Delibera Regionale oltre a  rivelarsi un grande caos, ingestibile con strumenti e risorse sottostimati che potrebbero creare grossi problemi anche nelle attività istituzionali. Il riferimento va alle linee guida introdotte dalla Delibera della Regione Toscana 974 /2017 e condivise con le OO.SS regionali, che detta indicazioni molto chiare  nell’accompagnamento dei nuovi modelli di gestione in caso di sovraffollamento nei maggiori presidi Ospedalieri in Regione Toscana a partire dai Pronti Soccorso.

In particolare, la delibera detta anche le tempistiche entro cui ogni azienda doveva presentare un piano di gestione, non esaurendosi con gli accordi regionali, ma con accordi aziendali in un feedback continuo che rappresenti un processo circolare d’intesa tra Azienda e OO.SS. Le aziende sanitarie, già quest’anno, dovevano introdurre e pubblicare strategie di gestione in caso di sovraffollamento entro il 31 di ottobre, introducendo un aspetto fondamentale che  qualifica la partecipazione dei soggetti sindacali in rappresentanza dei lavoratori. Difatti il piano operativo ci viene presentato il giorno stesso in cui si attiva il progetto di sovraffollamento che va dal 15 Dicembre al 28 febbraio, senza dar modo di avviare una approfondita valutazione, poi spostato al 20 dicembre senza che si sia raggiunto un accordo con i sindacati. Lo stesso introduce concetti operativi irricevibili sia dal punto di vista contrattuale sia nel rispetto delle indicazioni tracciate nella delibera regionale sulle forme di orario di lavoro da adottare.

Quella che doveva rappresentare in prima istanza una scelta volontaria e condivisa degli operatori, diviene una forma di coatta adesione senza appello e dove sorprendentemente vengono tagliati fuori la figure come gli OSS, indispensabili per il buon funzionamento del percorso indicato. I lavoratori e le lavoratrici, dovrebbero aderire ad un progetto a cui non è obbligatorio partecipare, ove l’azienda doveva pensare per tempo ad un piano “B” con l’eventuale introduzione di personale attraverso le agenzie interinali, lì dove non sono disponibili graduatorie da cui attingere personale a tempo determinato, assunto direttamente dall’Usl. Quando sappiamo tutti bene che sono stati mandati via i tempi determinati già in servizio con scadenza ad ottobre. Ricordiamo che gli organici,  già ridotti all’osso devono sempre più spesso sopperire al lavoro istituzionale saltando spesso riposi, ferie non concesse, rientri obbligati su malattie ecc. per garantire il servizio che  coordinatori infermieristici e tecnici, spesso anch’essi in difficoltà, devono continuamente gestire al limite delle normative  contrattuali e delle leggi vigenti in tema di recupero psico fisico dei lavoratori e della loro sicurezza, nell’interesse dei pazienti che non vorrebbero farsi curare da professionisti sempre più stanchi e sovraccarichi di lavoro.

La Fp  Cgil  da tempo chiede su tutto il territorio una seria discussione sugli organici e carichi di lavoro nei nostri presidi Ospedalieri, dove evidentemente non è più sufficiente chiedere disponibilità per prestazioni aggiuntive, anche attraverso forme economiche incentivanti, dove è ormai necessario introdurre risorse umane fresche. Abbiamo chiesto nell’ordine:

  • Assunzioni tempi determinati 
  • Assunzioni da Agenzia interinali
  • Assoluta volontarietà del personale infermieristico e Oss alla partecipazione al progetto pagato dall’Azienda, attualmente gli oss non vengono coinvolti

Tutto il lavoro deve essere retribuito da progetto e non come propone l’azienda che le prime 3 ore siano pagate a straordinario. Infine ci viene spontanea una riflessione sul fatto di cosa accadrà dopo il 28 Febbraio, data ultima nel quale finisce il progetto, se i sei/dieci letti saranno ancora occupati dai pazienti e se l’emergenza sovraffollamento proseguirà. C’è il sospetto che successivamente possano riprendere “appoggi” impropri nei reparti, dunque un cane che riprende a mordersi la coda con il rischio che l’emergenza continui per quella mancanza ormai insostenibile di posti letto cronica che vede avvicendarsi soluzioni temporanee non risolutive.

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