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Giornata della Memoria. Tra polemiche per il “Bent” al Verdi di Pisa e convocazione Fondazione Teatro, in Commissione Controllo

Proviamo a mettere in fila i fatti, all’origine di questa convocazione, attinente al merito della gestione, amministrazione e programmazione, del Teatro Verdi

1marzo 2017 di Enrico Bulleri, Pisa

La polemiche sulla programmazione dello spettacolo “Bent” al Teatro Verdi di Pisa, sollevata in occasione della Giornata della Memoria dell’Olocausto, dello scorso 27 gennaio, è approdata, ad un mese di distanza, in una convocazione della 2°Commissione di controllo del Comune, con audizione del Presidente, del Direttore Amministrativo, e del Direttore della Programmazione del Teatro Verdi.

Matinèe 26 gennaio, è inserito nella programmazione del Giorno della Memoria rivolta alle scuole, “Bent” nonostante tutto un diluvio di polemiche per i suoi presunti contenuti troppo forti. L’accusa rivolta da parte di chi ha contestato questa proiezione, cioè il “Comitato Famiglia Scuola Educazione”, è stata quella di strumentalizzare questo evento commemorativo per diffondere ben altri messaggi, quello di agganciare il riconoscimento dei diritti omosessuali (anche loro deportati, nei campi di concentramento) all’Olocausto. La mediazione si è risolta con l’invito anche ai genitori di poter assistere allo spettacolo.

E’ tuttavia un dato di fatto che, l’Olocausto ebraico, in particolare negli ultimi anni, è stato commemorato anche dai movimenti gay e lesbiche, per considerarlo come un unico Olocausto, di cui furono anch’essi vittime, benché parte minoritaria. Il Comitato Famiglia Scuola Educazione aveva motivato la sua rimostranza, poiché a suo avviso, i contenuti del “Bent” risultano essere collegati a contenuti omosessuali, pertanto ritenuti “diseducativi e inadatti a minori”, con “l’ambientazione nella Germania nazista e nei campi di sterminio usata a pretesto, per diffondere ben altri messaggi”, in riferimento ovviamente alla teoria gender.

La replica della prof. Frulli:

“Come curatrice del progetto educativo non sono arrabbiata, ma dispiaciuta e invito questi genitori a venire a vedere lo spettacolo in tutta la sua poesia (perché dalla nota che hanno scritto è chiaro che purtroppo non l’hanno visto) e ad assistere al dibattito con i ragazzi”.

La professoressa Micaela Frulli, docente di Diritto internazionale all’Università di Firenze, risponde alle critiche giunte alla programmazione al Teatro Verdi di ‘Bent’, spettacolo previsto nell’ambito della celebrazione del Giorno della Memoria (matinèe il 26 gennaio). 

“Il progetto “Bent” si chiama “Non c’è futuro senza memoria” ed è stato pensato proprio per collegare la feroce persecuzione nazista a danno degli omosessuali, avvenuta tanti anni fa, a quello che succede oggi in molte parti del mondo. Episodi come questi dimostrano quanto ci sia disperatamente bisogno di far conoscere quegli eventi e di dialogare con i ragazzi intorno al passato per poi riflettere sul presente.”

Resta il fatto che, i massimi organismi a guida del Teatro Verdi di Pisa, forse per la prima volta, sono stati chiamati a rispondere della gestione e utilizzo dei fondi pubblici, sulla messa in cartellone dei singoli spettacoli, nella struttura stabile teatrale, della città. Sul seguente Ordine del Giorno richiesto del consigliere Garzella:

“Ha convocato il presidente della Fondazione Teatro Giuseppe Toscano, per analizzare la gestione e l’attività svolta dall’Ente. Nell’occasione chiederemo anche al presidente un riscontro rispetto alla programmazione di determinati spettacoli, oltretutto rivolti alle scuole. In particolare vorrò capire se la Fondazione ha l’obiettivo di fare formazione scolastica e nel caso su quali programmi, approfondimenti e analisi decide come agire in tale delicato settore, oppure se persegue finalità di indottrinamento specifico rispetto a particolari tematiche. Il Teatro costa alla comunità pisana un sacco di soldi ogni anno ed è giusto che la attività sia valutata dal Comune di Pisa.”

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