04202018Headline:

Il Paese dei pensionati

Siamo un paese di vecchi e pensionati? Facile retorica finalizzata ad innalzare l’età pensionabile e a far passare l’idea che anche lavoretti  precari, per pochi giorni e sottopagati rappresentino una strada praticabile per favorire l’occupazione.

2aprile 2018 di Federico Giusti

Intanto i posti di lavoro creati con il jobs act sono in prevalenza precari, scopriamo che le basse mansioni continuano ad essere tra le piu’ ricercate e, una volta venuto meno l’incentivo, le imprese hanno smesso di assumere a tempo indeterminato ricorrendo al vecchio interinale o al tempo determinato.

  • Le statistiche pubblicate dal dipartimeno Finanze meritano attenzione perchè prendono in esame i redditi del decennio che va dal 2006 al 2016 con i redditi da pensione cresciuti del 25,6%, a differenza dei redditi da lavoro dipendente che aumentano solo del 15,1%. Ma tra i lavoratori dipendenti cresce il numero degli attivi (di conseguenza i lavori sono sempre piu’ precari e part time). 
  • Le statistiche dicono anche altro, ossia che il reddito medio da lavoro dipendente è inferiore all’inflazione, lavori sempre piu’ precari e sottopagati, boom delle pensioni, questa è l’Italia degli ultimi anni. Ovviamente non si dice che l’età pensionabile è cresciuta di anni (se 30 anni fa si andava in pensione a poco piu’ di 60, oggi siamo sopra i 65)

La crisi del 2008 e gli anni successivi hanno colpito duramente i redditi da lavoro dipendente, al resto ci hanno pensato le riforme del lavoro di marca Pd e se, nel 2006 il reddito medio da pensione era sotto il 70%, oggi supera l’83%. Un paese di vecchi e pensionati, i redditi previdenziali la fanno da padrone con lavori precari, sottopagati e la forbice salariale e sociale destinata ad allargarsi.
Le statistiche non dicono che le pensioni negli ultimi anni hanno subito meccanismi tali da impedire per molti l’adeguamento dell’assegno al costo della vita, i blocchi hanno riguardato le pensioni alte ma anche quelle medie.

L’Italia fotografata è quella di:

  • un Paese dove il lavoro diventa sempre piu’ precario e mal pagato,
  • dove gli ammortizzatori sociali sono stati (ma nel futuro lo saranno ancora?) una fonte di sostegno per tante famiglie.

Da qui bisogna partire per capire anche l’enfasi che accompagna Industria 4.0, ma guardarsi le spalle perchè i redditi da lavoro diventano sempre piu’ precari e la demonizzazione delle pensioni potrebbe avere l’effetto di peggiorare negli anni la stessa Riforma Fornero, estendendo anche agli assegni bassi il blocco dell’adeguamento al costo della vita. Il numero dei contribuenti con lavoro dipendente negli ultimi anni ha tuttavia ripreso a crescere, anche se in termini insufficienti e troppo lentamente per recuperare gli anni perduti, cresce poco e in  misura insufficiente per un paese a capitalismo avanzato; nel frattempo i pensionati versano il 28,2% dell’imposta, molto piu’ del passato, basti pensare che 10 anni fa si arrivava appena al 20%.

Dati interessanti e preoccupanti sui quali riflettere

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