10202018Headline:

Intervista a Pardini (Cisl), su privatizzazione di Porto Livorno 2000

Giovanni Pardini, segretario delle Cisl di Livorno, punta sull’economia del mare come volano dello sviluppo prossimo futuro di Livorno e, con la organizzazione che presiede, auspica una veloce soluzione a tutte le problematiche legate alla privatizzazione di Porto Livorno 2000.

“A Livorno non è più il momento di indugiare, dobbiamo parlare di cose importanti dal punto di vista occupazionale, che siano in grado di creare posti di lavoro. Al riguardo è doveroso guardare con grande attenzione al percorso di privatizzazione di Livorno 2000, o Porto Crociere che dir si voglia”.

22febbraio 2018 intervista Giovanni Pardini, Cisl Livorno

Cosa rappresenta Livorno 2000?

R: “Una grande opportunità per l’intera città, che deve essere assolutamente sfruttata. Il progetto di evoluzione di Livorno 2000 porterebbe sicuramente grandi benefici in termini di economia e turismo, purtroppo dobbiamo registrare dei rallentamenti che ci preoccupano. E’ dall’Aprile dello scorso anno che l’Autorità Portuale ha assegnato, sia pure provvisoriamente, il 66% della proprietà complessiva di Livorno 2000, a Moby e Nsc. Purtroppo, a distanza di 8 mesi, non è ancora stato formalizzato l’iter di assegnazione definitiva”

Cosa prevedeva il bando di gara?

R: “Che gli assegnatari investissero una cifra considerevole – 90 milioni di euro – nella ristrutturazione delle banchine dedicate e le opere ad esse collegate, ad esempio quelle legate alla viabilità. Purtroppo in questo momento viene meno un aspetto fondamentale del bando, quello della certezza degli ormeggi: il piano regolatore ne assegna tre – due all’Alto Fondale (ormeggi 46 e 47), l’altro al terminal Calata Orlando, adesso dedicato alle merci varie -. Invece adesso Porto 2000 può usufruire soltanto di due ormeggio, uno alla banchina 75, che, tra l’altro, può ospitare soltanto navi la cui lunghezza non sia superiore ai 227 metri e un altro all’Alto Fondale, in concessione CILP”.

Quali sono le conseguenze di una situazione del genere?

“In un contesto simile è impossibile fare una seria programmazione; occorrono ormeggi certi, come giustamente reclamato dagli armatori. E per ormeggi certi intendo i tre previsti dal piano regolatore: 2 all’Alto Fondale, dove possono approdare navi da crociera di oltre 300 metri, il terzo al Terminal Calata Orlando. Ciò permetterebbe ai crocieristi di evitare tutti quei vincoli legati alla sicurezza esistenti attualmente; addirittura nel caso di navi approdate alla Calata Orlando i crocieristi potrebbero raggiungere la città a piedi, con tutte le positive ricadute economiche sulla città.”

Oltre alla programmazione quali sarebbero le conseguenze di una operazione del genere?

R: “Bisogna tener presente che Livorno è la porta d’accesso alle bellezze della Toscana, una delle mete più ambite dalla crocieristica internazionale. L’obiettivo deve essere quello di avere nella nostra città una crocieristica di testa e non, come accade adesso, di transito”

Cosa significa crocieristica di testa?

R: “Livorno deve essere la località in cui ci si imbarca e sbarca, un po’ come accade adesso a Genova e Venezia; ciò comporterebbe un indotto notevole, ad esempio dal punto di vista delle forniture”

Quali sono le potenzialità se il piano regolatore venisse rispettato?

R: “Enormi, basti pensare che nell’anno in corso, nonostante tutte queste difficoltà si prevede un incremento di 50 navi da crociera rispetto al 2017, quando sono state 341. Ciò significa che la meta è ambita e, nel caso il pieno regolatore venisse rispettato, porterebbe Livorno ad un boom da questo punto di vista, con notevoli ricadute sul tessuto economico della città. Noi come organizzazione sindacale vogliamo stimolare in tal senso, perchè secondo noi Livorno può ripartire soltanto dall’economia del mare, la vera ricchezza della nostra città, come spesso sottolineato anche dal presidente dell’autorità portuale Stefano Corsini e dal neo presidente della Porto 2000, Luciano Guerrieri”.

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