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La Barontini: festa di popolo, valori democratici e sport. Un omaggio alla bellezza di Livorno

Sabato 17 giugno alle ore 21:30 la 50° edizione della Coppa Ilio Barontini lungo i fossi medicei di Livorno, con partenza e arrivo sugli Scali delle Cantine

10 giugno 2017 da Massimiliano Talini, Presidente del Comitato Organizzatore della Coppa “Ilio (Dario) Barontini”.

“Cinquant’a10 giugno 2017 – di Massimiliano Talini, Presidente del Comitato Organizzatore della Coppa “Ilio (Dario) Barontini”.nni di storia, cinquanta’anni di passione e forte impegno, di incredibili difficoltà da superare per gli “organizzatori” e le cantine, protagonisti in assoluto di quello che oggi è un mito, La Coppa Barontini”

Così Otello Chelli, scrittore e attento conoscitore della Livorno popolare e del mondo del remo, inizia il suo libro sulla storia della “Barontini” uscito in questi giorni.

“Una manifestazione che da sempre possiede un fascino unico, specialmente di notte, quando la folla e la fantasmagoria delle luci, i palazzi che si specchiano nelle acque illuminate, creano un’atmosfera quasi trascendente, capace di trasformarsi nell’incredibile magia di un ritorno fiabesco al passato, quando Livorno era “Ricca Città delle Nazioni” e i Medici governanti illuminati come lo furono, successivamente i Lorena.”

Una gara tra gozzi a dieci remi, che si ripete da cinquanta anni e che vede protagonisti tutti i quartieri livornesi con le loro cantine e sezioni nautiche.

I “Fossi” Medicei sono per un giorno il teatro di una competizione suggestiva dove la potenza dei vogatori e l’abilità dei timonieri spingono i gozzi a districarsi nelle strette curve, ad allungare nei rettilinei fino a dare il massimo nel serrate finale, davanti alla fortezza nuova, in lotta soprattutto con il cronometro.
La Barontini del 2017 sarà ancora una volta l’occasione per salutare l’estate che arriva con una bella festa di sport, di fronte ad un grande pubblico che, siamo certi, parteciperà come sempre sostenendo i colori delle sue sezioni nautiche con passione ed entusiasmo.

La “Barontini” non è solo questo

La “Barontini”, con il suo forte legame ai giovani, al mondo marinaro e delle cantine, è sempre stata qualcosa di più di una manifestazione sportiva, occasione di attenzione su temi attuali e fondamentali per la convivenza civile e sociale, per i diritti e la democrazia. Il lavoro, i valori della lotta al nazifascismo, della resistenza, della liberazione, la Costituzione e i suoi principi, la pace e la solidarietà sono stati gli argomenti che hanno caratterizzato le ultime edizioni della manifestazione. Occasioni per interrogarci su quali mutamenti di pensiero e di azione comporta una visione del mondo e della vita fondata prioritariamente sui valori dell’accoglienza, dell’uguaglianza, dei diritti umani, della misericordia.
“…E’ divenuta ormai una tradizione associare all’evento sportivo un tempo da riservare alla riflessione e al confronto su temi meritevoli d’attenzione della vita della comunità locale e nazionale” così si è espresso alcuni anni fa il Presidente Carlo Azeglio Ciampi “.. un appuntamento sportivo fra i più cari al cuore del livornese, anche per la figura del valoroso combattente per la libertà al quale la manifestazione è intitolata.”
Ilio Barontini ebbe un ruolo chiave nella Resistenza antifascista in Italia, fu protagonista nelle guerre di liberazione in Europa e in Africa, dopo la liberazione fu nominato deputato della Costituente e in seguito senatore per il collegio di Livorno. “Dario” si batté con valore e coraggio in nome degli ideali di democrazia e tanto contribuì alla nascita della nostra Repubblica. Un comunista, un uomo che ha combattuto con forza e coerenza per tutta la sua vita per vedere affermati valori di emancipazione e libertà.

E non è certamente un caso che la “Barontini” nasca nel 1966 per volontà del Partito Comunista Italiano di cui Barontini era stato dirigente amato e rispettato.

Il nostro caro amico, mai dimenticato Luciano De Majo, giornalista e componente per tanti anni del Comitato organizzatore della Barontini, ricorda la prima edizione con una frase del film “Amici miei” del grande Mario Monicelli:

“Cos’è il genio? E’ fantasia, intuizione e rapidità di esecuzione. Ecco senza il colpo di genio tutto toscano e perché no, livornese, forse la coppa “Barontini” non sarebbe nata.”

Gli artefici di quel colpo di genio furono l’allora segretario della sezione PCI San Marco Pontino Renato Tedeschi e i componenti del comitato direttivo di quella sezione. E fu un grande successo.
Le foto, ormai storiche, mostrano la grande partecipazione di pubblico, le spallette dei fossi e il prato della Fortezza nuova stracolmi di persone, tifo, sostegno ai vogatori e ai colori dei quartieri. La rivalità, il confronto vero, duro tra le cantine, il sentimento comune di rispetto ed amicizia, avversari in gara ma uniti nella valorizzazione della città.

  • Nel 1983 la gara diurna lascia il passo alle luci, ai potenti fari messi a disposizione dalla Compagnia lavoratori portuali. La magia dei colori e delle penombre incanta tutti, la festa è ancora più bella.
  • Poi, agli inizi degli anni ’90, con lo scioglimento del PCI inizia il processo d’indipendenza e autonomia della “Barontini”. Si opera una trasformazione profonda della struttura organizzativa che passa in mano ad un comitato che non ha legami diretti con la politica e che è in grado di raccogliere energie nuove e uomini già ampiamente conosciuti nel mondo sportivo livornese. Si devono affrontare grandi difficoltà e nuove sfide per aprire la “Barontini” alla città. Gino Calderini e poi Vittorio Cioni guidano con grande determinazione e capacità il nuovo corso e vincono la difficile sfida.

Oggi la “Barontini” è un soggetto importante della città, rispettato per la sua attività culturale, sociale e sportiva che si svolge durante tutto l’anno e che culmina con la gara, una delle più belle manifestazioni livornesi.
Il legame con la città è forte. Istituzioni pubbliche e tanti soggetti privati sono i “sostenitori” e gli “amici” della “Barontini”.

  • Il Comune crede nella Barontini, dà il suo patrocinio, ne è il più importante sostenitore ed apre le porte del Consiglio comunale alle cerimonie ufficiali della “Barontini”.
  • La Toscana, con il suo Presidente ed il suo Consiglio, inserisce la Barontini tra gli appuntamenti più significativi in ambito regionale e la riconosce meritevole di sostegno e promozione, aprendo così nuovi importanti scenari per il futuro.
  • La Provincia concede in comodato d’uso una cantina nel quartiere della Venezia. La “casa” della Barontini si apre alla città e diviene punto d’incontro per iniziative del mondo del remo, della cultura, delle scuole, dalle elementari alle superiori.
  • L’imprenditoria portuale, pubblica e privata, l’imprenditoria industriale e commerciale si avvicinano alla “Barontini” e la sostengono.
  • La “Barontini” diviene punto di riferimento per altre iniziative pubbliche che l’accompagnano, come “La notte blu” e il “Cacciucco pride”.

Oggi, nel riflettere sui passaggi più importanti della nostra storia e sui valori che ci hanno guidato e che rimarranno anche nella nostra azione futura, vogliamo ricordare con riconoscenza ed amicizia rutti coloro che hanno ideato, costruito e fatto crescere questa storica manifestazione e, insieme a loro, i vogatori e gli uomini delle sezioni nautiche che sono stati i veri protagonisti di cinquanta anni di “Barontini”. In alto i remi, rendiamo onore e festeggiamo insieme questa bella festa di popolo della città e della regione.

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