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La sanità in Toscana, al centro del dibattito delle “4 giornate” a Livorno, di Sinistra Italiana

Interessante e partecipato dibattito all’interno delle 4giornate della sinistra (Circolo Farnesi di Coteto) su dove sta andando la sanità pubblica

16settembre 2016 di Oriana Rossi

Image and video hosting by TinyPicTra i relatori, il prof. Gavino Macciocco, direttore di “salute.internazionale.info.it”, ha presentato i dati economici che rilevano i progressivi e pesanti tagli alla sanità pubblica.

Tagli ingiustificati soprattutto se confrontati con i dati della spesa sanitaria negli altri paesi europei.

Image and video hosting by TinyPicInoltre ha rappresentato un caso paradigmatico di spesa non giustificata: il caso del super farmaco per la cura dell’epatite C, una malattia che nel nostro Paese colpisce circa un milione di persone.

Questo farmaco salvavita, Sofosbuvir, per motivi speculativi e di brevetto ha un costo di circa 40.000euro per trattamento, quando il costo reale potrebbe essere inferiore ai 500euro per l’intero trattamento qualora fosse prodotto in Italia.

Macciocco con alcuni Ordini dei Medici (Torino Firenze e Genova) stanno promuovendo una legge a livello nazionale che consenta di definire come una esigenza di sanità pubblica tale produzione. Ulteriori informazioni possono essere acquisite presso questo indirizzo: Saluteinternazionale. Epatite C il diritto alla cura Poiché, per ottenere ciò è necessaria una forte spinta dal basso possono essere raccolte all’indirizzo email Gavino.macciocco@gmail.com adesioni di organizzazioni non governative, associazioni,sindacati, ordini o singole persone per condividere insieme questa battaglia di giustizia per il diritto alla salute così da svolgere una forte e decisa attività di pressione sui decisori politici.

Necessaria sia per il risparmio, calcolabile in alcuni miliardi di euro, sia per consentire l’accesso alle cure al totale dei pazienti ( l’Italia ha il primato in Europa per numero di soggetti HCV positivi e mortalità per tumore primitivo del fegato, in particolare al sud) . E’ gravissimo infatti che,

“a causa dell’alto costo di questi trattamenti, il Servizio sanitario nazionale abbia deciso di iniziare ad erogarli gratuitamente partendo dai pazienti più gravi. Al momento nel nostro Paese sono stati trattati solo circa 52 mila pazienti (il 5% dei potenziali beneficiari. Si verifica così, per la prima volta in Italia, una situazione tanto paradossale quanto iniqua: attualmente solo i pazienti nello stadio più avanzato della malattia hanno diritto al trattamento, quando un trattamento nelle fasi meno avanzate della malattia eviterebbe non solo le sofferenze del paziente, ma anche i costi assistenziali connessi”.

Invitiamo, pertanto, a aderire alla richiesta di una soluzione legislativa ad hoc per questo caso veramente significativo, uno dei tanti esempi delle purtroppo frequenti scelte diseconomiche che non hanno paura di penalizzare la sanità pubblica a favore delle case farmaceutiche multinazionali.

Image and video hosting by TinyPicPaolo Sarti, consigliere regionale di “Si Toscana a Sinistra” ha presentato il quadro della riforma sanitaria regionale Toscana che, in vista di ulteriori tagli, ha deciso una operazione di fusione in sole 3 grandissime USL . In un contesto in cui la spesa sanitaria utilizza per il 65% i costi in compartecipazione degli utenti (la più alta d’Italia) tramite i superticket (con conseguente incentivo a rivolgersi verso un privato che attualmente appare competitivo), la preoccupazione della regione sembra rivolta esclusivamente a:

  • accentrare il potere decisionale al fine di gestire direttamente tutta la parte economica (gare, appalti attraverso l’ ESTAR)Ridurre il numero delle aziende per togliere autonomia funzionale alle zone e di conseguenza potere ai sindaci e alle conferenze dei sindaci ovvero alla volontà dei cittadini e riducendo le possibilità di equo accesso alle stesse sulla base della residenza.
  • Togliere corpi intermedi di partecipazione alle decisioni.
  • Eliminare il concetto della organizzazione funzionale in strutture indipendenti per funzioni complesse e multidisciplinari ma riorganizzare le funzioni monoprofessionali tramite i dipartimenti delle professioni (amministrative, infermieristiche, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia, della prevenzione etc) e di fatto rendendo ingestibile una organizzazione rivolta ai pazienti creando disfunzioni quotidiane e non certezze organizzative secondo linee gerarchiche non legate alle strutture periferiche ma solo alle linee professionali.
  • Taglio del personale a partire dai dirigenti ma anche di tutto il personale attraverso il meccanismo degli esuberi e cancellazione dalla pianta organica.
  • Incentivare convenzioni con strutture private e in particolare verso le cosiddette imprese sociali attualmente vere e proprie holding finanziarie (con l’introduzione dell’art. aRT. 34 bis LR 40/2005 di cui viene richiesto il referendum abrogativo).
  • Riduzione risorse per Prevenzione ( incremento 50% di infortuni mortali nel 2015 in Toscana!!)

Image and video hosting by TinyPicIl medico di base Carla Russo ha ben rappresentato il quadro di chi si trova a operare come front office nei confronti di cittadini incavolati per le lunghe liste di attesa e l’assenza di risposte ai loro bisogni di salute.

Infine la Senatrice Petraglia (video) ha presentato il quadro nazionale e la preoccupazione di Sinistra Italiana dello smantellamento della sanità pubblica a favore di convenzioni con il privato o con un ritorno ai meccanismi assicurativi diversificati per categorie economiche. Ha ricordato inoltre le problematiche legate alla de valorizzazione degli operatori sanitari , penalizzati anche economicamente con un contratto fermo da 7 anni.

Image and video hosting by TinyPicQuesti sono solo alcuni dei temi trattati e coordinati da Oriana Rossi, medico del lavoro, che ha ricordato alcuni indicatori di esiti già evidenti sugli effetti legati alla riduzione della prevenzione e accessi alle cure sanitarie anche associate alla crisi economica generale (sono oltre 4 milioni le persone che non si curano più): l’aumento del numero di morti nel 2015, l’abbassamento dell’aspettativa di vita in buona salute oltre i 65anni di età, l’incremento degli infortuni mortali sul lavoro.

“La crisi economica ha infatti offerto al governo l’opportunità che capita una sola volta nella vita. Come Naomi Klein ha descritto in molte differenti situazioni, quelli che si oppongono al welfare state non sprecano mai una buona crisi.”

Tra i partecipanti al dibattito ricordiamo l’Avv. Filippo La Marca, presidente del Tribunale dei Diritti del malato, sulla situazione livornese. E alcuni interventi di operatori della sanità, oltre a singoli cittadini con particolare riguardo alle problematiche emergenti della Salute Mentale.

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