“La situazione dei 4.000 lavoratori, diretti ed indiretti, della fabbrica ex-Lucchini e delle loro famiglie è sempre più drammatica …” un accorato appello

Lettera aperta a

Giorgio Cremaschi (già presidente del com. centrale Fiom); Giuliano Giuliani (padre di Carlo Giuliani); Sergio Bellavita (USB); Emanuele Salvati ( Fiom ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni); Ugo Bertinelli (SGB naz. Metalmeccanici); Antonio Ferrari (FLMUniti -CUB Nazionale); Antonio Piro (SGB Toscana); Barbara Mangiapane (SGB livorno); Eliana Como (com. dir. nazionale Fiom, Opposizione Cgil); Riccardo Antonini (coordinatore regionale toscano Opposizione Cgil); Anna Della Ragione, coordinatrice Opposizione Cgil provincia Livorno; Giusy Di Pietro (Rsu Fiom Scienzia e Fabrica Machinale, Navacchio, Opposizione Cgil); Carlo Iozzi, (Rsu Fiom Perini Lucca, com. dir. reg. Fiom Toscana, Opposizione Cgil); Alessia Petraglia (Sel-Si); Paolo Ferrero (Prc); Sara Paglini (M5S); Franco Turigliatto (Sa); Marco Rizzo (Pc); Tommaso Fattori (Ts); Marco Ferrando (Pcl); Stefano Mugnai (Fi)

22gennaio 2017 da Coordinamento art. 1 – Camping Cig

Cara Amica/caro Amico,

siamo i membri del Coordinamento Articolo 1 – Camping CIG di Piombino, che da sempre ha tenuto un atteggiamento critico verso la soluzione alla crisi della siderurgia portata aventi da Sindacati Confederali e forze governative a tutti i livelli. Da sempre abbiamo denunciato i rischi presenti nel cosiddetto Piano Piombino presentato da Cevital ma che, al di fuori del nome, non presentava nessun piano industriale né tantomeno finanziario.

Ci rivolgiamo a te e a tutte quelle persone, associazioni, forze politiche che nel corso di questa vicenda ci hanno dimostrato la loro solidarietà e partecipazione con interventi, parole, atti per ringraziarti per quanto fatto e detto e per chiederti un ulteriore sforzo di partecipazione.

La situazione dei lavoratori (diretti e indiretti, per un totale di circa 4000 posti di lavoro!) della fabbrica ex-Lucchini e dei cittadini di Piombino e della Val di Cornia è sempre più drammatica. Saprai che, a 20 mesi dalla firma dell’accordo che sanciva la vendita della fabbrica siderurgica a Cevital, nulla di quanto contenuto nell’accordo è stato iniziato.

Nulla per la ripresa della produzione siderurgica, nulla per l’investimento agroindustriale, nulla per il settore logistico/portuale (che comunque, anche se realizzati mentre da un lato necessitano di grandi spazi dall’altro non garantirebbero la piena occupazione). Neanche il mantenimento dei livelli produttivi è stato garantito, per cui rischiano di saltare anche i contratti di solidarietà, forma meno pesante tra gli ammortizzatori sociali.

Ma la cosa ancora più grave è che stiamo arrivando al 30 giugno 2017, cioè alla scadenza dei due anni durante i quali, secondo la legge Marzano, l’imprenditore acquirente deve rispettare i vincoli, del mantenimento, per due anni, dei livelli occupazionali e le attività produttive stabilite all’atto della vendita. A partire dal 1° luglio l’imprenditore avrà le mani totalmente libere e potrà liberamente decidere quale utilizzo fare della fabbrica, quali indirizzi produttivi, quante persone occupare.

La nostra valutazione è che, probabilmente, l’unico vero interesse della Cevital è acquistare il controllo di 5 banchine, che ancora deve realizzare sostenendo ingenti impegni finanziari, di cui una da utilizzare per la siderurgia ,  del rinnovato porto di Piombino  e che una volta terminato disporrà di 20 banchine, con una politica tendente al predominio delle banchine commerciali e con livelli occupazionali insufficienti. Per il settore siderurgico, l’unico capace di garantire in tempi relativamente brevi uno sbocco alla disoccupazione ormai endemica, vediamo profilarsi un futuro senza investimenti, senza un piano industriale credibile e quindi il non lontano abbandono di tutto il settore. Se malgrado questo Cevital rimarrà proprietaria dello stabilimento avremo la chiusura di impianti di laminazione e un numero di lavoratori inferiore di un terzo della forza lavoro della ex Lucchini. Inoltre acquisirà una posizione previlegiata sul porto, unita alla proprietà di larga parte del territorio retrostante in quanto proprietà Lucchini (ancora con impianti e capannoni da demolire, oltre che da bonificare). Ciò inibirà ogni possibilità ad altri soggetti di investire e realizzare la necessaria diversificazione produttiva.

Nonostante tutto questo, si è accettato e si continua ad accettare che non vengano presentati programmi industriali e finanziari, si propone l’uso di denaro pubblico per coprire le inadempienze sul garantire la continuità produttiva, si rimodella il territorio comunale per compiacere presunte esigenze tecniche di Cevital che sono senza fondamento alcuno, si concede senza  colpo ferire la non assoggettabilità dei nuovi impianti alla Valutazione di Impatto Ambientale, permettendo così enormi risparmi di investimenti necessari per la salvaguardia del territorio.

Le posizioni di cedimento e acquiescenza nei confronti di Cevital da parte di forze di governo e sindacati confederali e l’inazione da essi dimostrata, facilita il percorso di Cevital verso la scadenza dei due anni e condanna i lavoratori ed i cittadini tutti ad un futuro di disoccupazione e di miseria. A fronte di questo ulteriore drammatizzarsi della situazione, chiediamo a te e a tutti coloro che ci sono partecipi, di fare ulteriori azioni di pressione verso il governo, la stampa, i vostri contatti affinché la nostra vicenda non venga nascosta e dimenticata.

Avremmo l’intenzione, per questo, di organizzare al più presto a Piombino una manifestazione pubblica (un’assemblea, un comizio, un incontro con lavoratori e cittadini) alla quale chiediamo la vostra partecipazione. Stiamo pensando ad una data intorno alla fine di gennaio/primi giorni di febbraio. Ti chiediamo di inviarci un riscontro, indicando se possiamo contare sulla tua adesione e suggerendoci la data o le date che per te risultassero più agevoli. Contiamo su di te. Per approfondire le attività da noi svolte, puoi connetterti con la nostra pagina fb Coordinamento Art. 1 Camping CIG. Per una tua risposta, che sollecitiamo anche in caso di non disponibilità, puoi fare riferimento all’indirizzo mail del mittente.

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