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La storia di Ettorina, motociclista libera, l’8 marzo a Cascine di Buti

In occasione della Festa della Donna, la Compagnia Hystrio propone al Teatro Vittoria di Cascine di Buti “Vettorina nella città dei pezzi di ricambio”, della drammaturga cagliaritana Francesca Falchi

4marzo 2017 di Serena Campani

È la storia di Ettorina Sambri, classe 1891, motociclista nei primi decenni del secolo scorso, lesbica. Poco sappiamo di lei, perché le sue vittorie contro i motociclisti uomini non trovavano spazio sui giornali dell’epoca, ed il suo orientamento sessuale mai ostentato ma nemmeno nascosto era inaccettato dalla sua famiglia che, ad eccezione del fratello Romeo, la escluse. Ettorina morì nel 1965 a Ferrara, nella sua concessionaria della moto Guzzi che aveva aperto subito dopo aver cessato l’attività agonistica.

Il testo presentato ha vinto il 6° Premio biennale per nuove drammaturgie In punta di penna nell’anno 2013 a Castelfranco di Sotto e la XIV edizione del Premio Il paese delle donne a Roma. Dal 2013 questa drammaturgia fa parte del repertorio fisso di Hystrio Teatro, ma l’ideazione scenica dell’8 marzo è del tutto nuova rispetto alle precedenti e si deve a Stefania Pugi, la sola attrice sul palco, coadiuvata dagli interventi di Marco Zazzeri e Luisiana Tognarini di Krios Teatro, storici collaboratori di Hystrio.

Immaginatevi una strada bianca e un puntino davanti ad una nuvola di polvere che sempre più rumorosamente si avvicina a un traguardo. Un piccolo punto che cavalca un ferro in movimento. Vi parrà di vederla, piegata in curva, attraversata dal vento, drizzarsi davanti alla vita: è la nostra Ettorina, uno scricciolo di femmina che vive il suo essere senza vergogna, una piccola tigre coraggiosa e fiera. Ma, soprattutto, una grande donna, libera e anarchica.

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