05242017Headline:

Le privatizzazioni faranno male alla città

Il dilemma populista se offrire una vita rilassata al cittadino, con assistenza su ogni fronte delle esigenze personali, oppure la giostra della competizione che redistribuisca ricchezza e possibilità, affermando il proprio sé produttivo, ad oggi è un argomento politico consolidato.

15maggio 2017 da BuongiornoLivorno

In questi termini il fondamentalismo del mercato è riuscito a far ragionare così chiunque, anche chi si trova in difficoltà, e — pur di rivedere un ragionamento che ha digerito — accetta addirittura la crisi. Una sorta di rassegnazione sta colpendo chi sul mercato ha meno carte da giocarsi, lasciandolo disorientato e solo. Come se non bastasse, si celebra con disinvoltura un manager pubblico, almeno per quello che è stata la sua permanenza a Livorno, che chiude la sua carriera affermando, senza mezzi termini, che la privatizzazione di Porto 2000 farà bene a Livorno. Il privato è dinamico e porta con sé più di 90 milioni di euro, cifra che ormai nel pubblico sembra una chimera, anche se, nella sola Rosignano, una ditta che fa operazioni di recupero di una parte ridotta di monossido di carbonio dalle emissioni industriali ha preso più di 40 milioni.
Ma allora come stanno le cose?

  • Da una parte la contraddizione nella condotta del manager pubblico, che benedice il nuovo corso privato,
  • dall’altra l’impossibilità di interrompere la crisi nata dal fondamentalismo del mercato, che ha determinato il distacco tra economia reale e economia della finanza, e lascia al proprio destino gran parte della popolazione, che per incapacità o negligenza di varia natura non ha da scambiare niente sul mercato del lavoro.
  • Esistono inoltre ancora dei trasferimenti attraverso l’Accordo di Programma per lo Sviluppo che dovrebbero essere strategici per la creazione di indotti e quindi occupazione.

Affermare che il corso privatizzante è giusto va contro ogni criterio di emancipazione e riproduce nel tempo i meccanismi della guerra civile, quella che si gioca in casa, dove alla depressione causata dall’esclusione, che porta molti al suicidio, seguono atti di reazione, come la microcriminalità o qualcosa di più organizzato, come accade già in quelle zone off limits di città, in cui l’industria se ne è andata: la formazione di bande.

La gestione aziendale nella forma privata non ha nessun significato rispetto alla responsabilità politica della gestione pubblica di un’azienda, nata per svolgere un ruolo strategico affinché la buona gestione creasse effetti positivi su un intero comparto, magari un distretto. Invece sarà ora il privato con i suoi 90 milioni, nel caso della Porto 2000, a creare quel volano che la gestione pubblica non ha creato. Intanto quel capitale dovrà essere remunerato per soddisfare indici di bilancio su livelli di impieghi in altri settori, e il confronto è sempre rispetto ai mercati finanziari. Quindi soddisfatti gli indici, ci sarà un sistema a caduta sia economico che di opportunità di avviamento di circuiti nel settore turistico. Alle volte certi circuiti vengono integrati dall’azienda che li acquisisce direttamente, per coordinare l’itinerario turistico del proprio cliente.

Il problema alla base è stato che i manager pubblici non sono stati capaci di salvare il significato politico della gestione pubblica, e il fatto che ora lodino quella privata ci fa render conto che non era neanche tra le loro priorità. Poi ci chiedono perché il PD sia insopportabile. Da Serafini a Asti, questa città ne ha ospitati diversi ed oggi gli indici di bilancio sono salvi, delle aziende private che si sono insediate, ma gli indici economici e sociali sono in caduta piena. Sperare negli effetti benefici del privato è una follia e un grave atto di irresponsabilità, anche perché se i flussi di cassa sono buoni, ci si giocano sui mercati finanziari dove la liquidità si valorizza. Inoltre significa mettere in mano ad aziende private dei flussi di dati molto importanti, per una eventuale strategia di sviluppo per la città, elemento che non rientra di solito negli obiettivi di una azienda privata.

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