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l’Ivass: responsabilità civile sanitaria, ecco i dati

3gennaio 2018 di Giovanni Langella

L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, l’Ivass, fa il punto, per la prima volta in Italia, sui dati statistici ufficiali relativi alla responsabilità civile sanitaria in Italia.

Il periodo preso in considerazione è quello compreso tra gli anni 2010 e 2016.

Tutti i dati

Cosa emerge dal Bollettino dedicato a questo particolare segmento del mercato assicurativo? Il primo dato di interesse è quello relativo ai premi assicurativi del 2016: il valore è pari a 592 milioni di euro. Anno su anno si registra anche una diminuzione dei sinistri denunciati da parte delle compagnie: -20 per cento rispetto ai dati del 2015, per un totale complessivo di 15.360 unità.

E’ fuga dal mercato

Questo particolare segmento di mercato (per sapere di più sul mondo assicurativo puoi leggere gli approfondimento dedicati al settore dal portale Fissovariabile) , proprio per la sua complessità, fa registrare una vera e propria fuga da parte delle compagnie di assicurazioni. I numeri aiutano a tracciare un quadro del comparto: circa 300 mila unità di personale e quasi 5 mila strutture (di cui poco più di 700 pubbliche) assicurate, in netta diminuzione sugli anni precedenti. Il 95 per cento dei premi assicurativi afferisce a sole 13 imprese operanti, ben sei estere e con una sola compagnia italiana nel segmento delle strutture sanitarie pubbliche.

L’analisi

Lo studio, condotto e reso noto dall’Ivass, divide i dati in tre macrocategorie di assicurati:

  • strutture sanitarie pubbliche,
  • strutture sanitarie private
  • e medici e operatori sanitari.

Presenta i principali indicatori quantitativi che fanno riferimento a due diverse tipologie di coperture assicurative:

  • le acquisite tramite polizze assicurative per i rischi da r.c. sanitaria
  • e quelle che le strutture sanitarie pubbliche costituiscono tramite autoritenzione del rischio.

Approfondimento

Guardando nel dettaglio il dato relativo alla raccolta complessiva è possibile affermare che i 592 milioni di premi raccolti nella r.c. sanitaria rappresentano solo il 14,1 per cento dell’intera raccolta dei premi del ramo r.c. generale. Le imprese italiane portano il dato a perdere un’ampia fetta della percentuale, che scende all’8,7 per cento. Ammonta a 25,4 per cento per le imprese estere che hanno rafforzato la loro presenza nel comparto tra il 2012 e il 2016. Secondo quanto riportato dall’Ivass, poi, la r.c. sanitaria è caratterizzata da una concentrazione di mercato che mostra una netta superiorità rispetto all’andamento del settore di appartenenza. Infatti, l’anno scorso i premi raccolti dalle prime 5 e dalle prime 10 imprese hanno registrato il 71,3 per cento e l’89,7 per cento del totale della raccolta. Guardando, invece, al settore generale le quote diminuiscono sensibilmente, toccando quota rispettivamente il 48,5 per cento e al 69,3 per cento.

Analisi dei premi

Il volume dei premi raccolti nel 2016 è stabile rispetto al dato fatto registrare nell’arco del 2015, quando ha toccato quota 592 milioni. La divisione tra strutture sanitarie pubbliche, private e operatori sanitari è così ripartita: 

  • 284 milioni di euro per le pubbliche,
  • 93 milioni per le private
  • e, infine, per gli operatori sanitari 215 milioni euro.

Uno sguardo ad ampio raggio

  • Il valore complessivo della raccolta premi, tra il 2010 e il 2016, ammonta a 4.555 milioni di euro.
  • Le strutture assicurate sono in tutto 4.916 strutture (di queste le pubbliche sono 721) e gli Operatori Sanitari sono 302.965 (di cui 73 per cento medici).
  • In questo arco di tempo è sensibilmente diminuito il numero delle strutture pubbliche che hanno scelto di assicurarsi.
  • Diminuisce, ma in maniera più contenuta, pari a -23,8 per cento, il numero delle private.
  • Cresce, invece, sensibilmente il dato dei medici e sanitari assicurati: +76,3 per cento.
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