11212018Headline:

Meccanici tedeschi, cosa si cela dietro la riduzione della settimana lavorativa

In rete non si trova ancora il testo integrale dell’accordo tra Governo e metalmeccanici in Germania. Molto è stato scritto e detto anche in casa nostra, ma questa intesa è esportabile anche in Italia e in altri Paesi ed è veramente una intesa positiva?

9febbraio 2018 di Federico Giusti

Intanto l’economia tedesca non è quella italiana, i dati  della disoccupazione italiana sono quasi all’11%, quella giovanile supera il 32%, il tasso di inattività è quasi al 35%.

Analogo discorso per le retribuzioni, quelle italiane in 10 anni hanno perso potere di acquisto anno dopo anno, peggio di noi sta la Grecia e qualche altro paese dell’EU allargata ma siamo decisamente nelle ultime posizioni.

Un accordo del genere in Italia sarebbe impossibile, perché né i sindacati né Confindustria lo sosterrebbero.

La Germania ha una economia in crescita e un tasso di disoccupazione tra i più bassi in assoluto, un consolidato sistema sociale senza dubbio più funzionante del nostro, da qui nasce l’accordo con i meccanici che prevede tuttavia anche maggiore flessibilità oraria e di mansione. Trattasi di accordo pilota per 900mila lavoratori, quindi non ancora una intesa valida erga omnes, per tutti i meccanici che  in Germania superano 3,9 milioni.
Una trattativa sicuramente positiva (fino a che punto?) ma, da qui a farne un modello ne corre. Intanto le richieste di aumento salariale erano del 6%, l’accordo vale per 27 mesi e prevede aumenti salariali del 4,3%, 100 euro di indennità relativa ai mesi di gennaio e febbraio, premio annuale di 400 euro (parte fissa) a cui si aggiungerà una parte legate al secondo livello di contrattazione.  Ma il bonus può anche essere ritirato dall’azienda qualora dovesse trovarsi in difficoltà, quindi una intesa collegata all’andamento dell’industria, alla crescita di fatturato e dei titoli in borsa, aumenti contrattuali dipendenti dallo stato di salute delle imprese.
Ma il punto saliente dell’ accordo del Baden-Württemberg è la settimana corta, diminuisce l’orario ma anche la retribuzione al contrario del passato, quando i meccanici tedeschi ottenevano riduzione dell’orario a parità di salario (sta qui la contraddizione principale). Uno degli elementi taciuti è proprio legato all’usura degli operai, la tecnologia di Industria 4.0 non ha diminuito i carichi di lavoro e lo stress, gli operai sono sempre più usurati, un po’ come accade nelle fabbriche della Fca tra malattie, infortuni e depressioni.

Gli operai non riescono più a garantire 30anni di fabbrica ai medesimi ritmi, da qui nasce l’accordo per ridurre gli orari e al contempo le retribuzioni, si è disposti ad un sacrificio economico per conservare il posto di lavoro, la produzione sarà garantita assumendo forza lavoro più fresca e sfruttabile, da spremere per anni.

Gli operai, allora, con due anni di anzianità possono scegliere la settimana di 28 ore (7 ore in meno di quella attuale ferma a 35 ore)  per un periodo che va da sei mesi ai 24 per poi tornare al full time, una riduzione per potere accudire familiari, figli o anziani. In alternativa si concedono alcuni giorni di assenza non retribuita  In questo modo ci guadagna il capitale perché la riduzione è solo temporanea, permette il recupero psicofisico dell’operaio che lavora meno ma percepisce anche minore salario, lo stato sociale risparmia in quanto la assenza da lavoro è legata a ragioni ben determinate come accudire figli e anziani.
Allo stesso tempo il tempo di lavoro, determinato o indeterminato con 40 ore settimanali aumenta, quindi se da una parte si diminuisce l’orario, dall’altra aumenta superando quelle positive “rigidità” imposte dalle lotte sindacali . Le aziende potranno compensare le ore della settimana corta (che pagheranno meno) aumentando l’orario settimanale ad altri lavoratori meno usurati, si afferma così la flessibilità a tutto campo. Il lavoratore si assenterebbe in ogni caso perché i troppi impegni familiari generano stress, a quel punto meglio accordare una settimana più corta e meno pagata così lo stato risparmia anche sulla cura degli anziani e della prima infanzia, allo stesso tempo la tecnologia potrà sperimentare nuove tecniche e nuove metriche del lavoro .

Questa intesa è poi funzionale alla nuova maggioranza di governo Cdu/Csu e Spd che proprio sulle tematiche del lavoro rischia di implodere visto che i socialdemocratici chiedono di accordare aumenti come richiesto dai sindacati e di rafforzare i tempi indeterminati. L’intesa per i 900 mila meccanici forse metterà tutti d’accordo nell’interesse del capitale tedesco, quindi sarà il caso che i profeti della via operaia tedesca inizino a rivedere il loro facile entusiamo.

Fatevi una idea da soli: http://www.ildiariodellavoro.it/adon.pl?act=doc&doc=67153#.Wnyd-OfSLIU

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +1 (from 1 vote)