09222018Headline:

Modello Piombino: Aferpi chiede di non essere sottoposta al controllo degli organismi tecnici pubblici

Le osservazioni alla richiesta di Aferpi, di non assoggettabilità alla V.I.A.

10agosto 2016 da Coordinamento Art.1 – Camping CIG
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piombino RebrabFornoAferpi aveva attivato nel gennaio 2016, nei confronti della Regione Toscana, la procedura preliminare per la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.). Nel giugno 2016 ha rinunciato a tale procedura  e il 27 giugno  ha richiesto alla Regione Toscana l’avvio del “procedimento di verifica di assoggettabilità”  relativa al  Nuovo Assetto dello Stabilimento Siderurgico Aferpi .

In parole più semplici, Aferpi chiede di non essere sottoposta, per la proposta nuova acciaieria elettrica, (un forno elettrico e due colate continue) al controllo degli organismi tecnici pubblici, delle istituzioni  e della società civile circa l’ entità dell’ impatto dei nuovi impianti sull’ambiente e sulla salute dei  cittadini e circa le misure da adottare per minimizzare tale impatto.

La manovra di Aferpi è censurabile  sotto tre aspetti fondamentali:

1) La dilazione

Con questa ultima  richiesta  Aferpi ha interrotto la procedura di V.I.A. avviando un nuovo iter , della durata prevedibile di 90 giorni, molto probabilmente dall’ esito negativo, che determinerà, al termine,  la necessità  di un nuovo avvio della procedura di V.I.A. (per  la quale la legge prevede il termine a 150 giorni, prorogabili se il richiedente presenta delle integrazioni al progetto). Se non avesse interrotto la prima richiesta di   procedura di fase preliminare per la V.I.A. , l’ iter avrebbe potuto concludersi a settembre 2016. Ora sarà necessario attendere la primavera del 2017. Il risultato per l’ azienda è quello di avere costruito un alibi per i ritardi nella realizzazione del progetto, in parte allineando  i ritardi “autorizzativi” con quelli derivanti dai problemi finanziari di Aferpi, che notoriamente non riesce a trovare finanziatori per la realizzazione dei nuovi impianti. Nella evenienza di esisto positivo della nuova richiesta ( che a noi apparirebbe incomprensibile) Aferpi non riuscirebbe ad abbreviare i tempi di realizzazione (rallentati soprattutto dagli aspetti finanziari)  ma  guadagnerebbe  “mano libera” nella progettazione, eliminando i “fastidi” di un confronto approfondito con gli organi preposti e con la popolazione.

2) Il merito

L’ acciaieria elettrica ( da un milione di tonnellate) è un impianto di grandi dimensioni, che consuma grandi quantità di energia; che produce grandi quantità di scorie; che pone problemi di impatto ambientale per emissioni di fumi e polveri, rumori , metalli pesanti; che ha un parco rottami notevolmente più grande dell’ attuale; che può’ emettere, come ci informa la letteratura tecnico-scientifica, PCB e Diossine in quantità maggiori di quelle generate dagli impianti  della tipologia preesistente in Piombino. Molto dipende da come e dove si costruiscono gli impianti, per cui diventa essenziale il controllo degli organismi tecnici pubblici preposti onde poter intervenire, in fase di progettazione,  con eventuali prescrizioni e indicazioni ai fini della tutela ambientale e del contenimento dell’ inquinamento di aria, suolo e acque.

Aferpi ha acquistato uno stabilimento in cui si effettuava solo laminazione, rispetto alla quale una acciaieria elettrica prevedibilmente pone notevoli problemi ambientali aggiuntivi. Anche rispetto al vecchio ciclo integrale (cioè con Cokeria, Altoforno e Convertitori) una acciaieria elettrica pone specifici e rilevanti problemi di impatto (es. diossine, metalli pesanti, rumore) , se non progettata con criteri moderni e attenzione all’ambiente. Sarebbe pertanto inconcepibile una “esenzione” dalla V.I.A. per impianti di questo genere

3) Il messaggio

La procedura di V.I.A. non comporta solo l’ intervento degli organismi pubblici preposti alla valutazione ma anche quello della società civile, delle associazioni e dei singoli cittadini che hanno facoltà di segnalare problematiche di impatto ambientale che necessitano di attenta valutazione e di soluzioni progettuali adeguate. Noi crediamo che Il voler sottrarsi alla V.I.A., oltre che soluzione strumentale dilatoria, serva ad affermare la libertà dell’ Azienda, per l’ avvenire,  dai vincoli ambientali e di sicurezza, forte anche del ricatto occupazionale cui è esposta la collettività della Val di Cornia. Sono messaggi preoccupanti di incomunicabilità tra l’ Azienda e la collettività, messaggi che azzerano la partecipazione democratica su argomenti altamente sensibili come la tutela dell’ ambiente e della salute.

piombino Camping CIG

Per i motivi su esposti riteniamo che la richiesta di non assoggettabilità non abbia fondamento normativo, sia un ulteriore pericolo per una zona già problematica dal punto di vista ambientale, sia del tutto inopportuna per l’avvio di una costruttiva convivenza tra esigenze della produzione ed esigenze dell’ ambiente e della salute dei lavoratori e dei cittadini; chiediamo quindi con decisione che venga respinta dalla Regione.

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