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Modello Piombino, Aferpi. Rossi: “La Regione ha fatto la sua parte. Il Governo imponga il rispetto degli accordi”

 
Il presidente della Toscana Enrico torna a parlare di Aferpi e delle acciaierie ex Lucchini di Piombino, dopo l’incontro che c’è stato ieri a Roma con il ministro allo sviluppo economico Calenda

“Rebrab si è impegnato a presentare il piano industriale entro marzo. Come Regione intanto noi abbiamo fatto tutto quanto ci competeva e di più”.

8febbraio 2017 da Walter Fortini

“E’ troppo tempo che attendiamo – incalza Rossi – Rebrab faccia davvero adesso la sua parte. Ma anche il Governo – aggiunge – si faccia garante dell’accordo di programma firmato con l’allora presidenza del Consiglio e metta alle strette l’imprenditore algerino sulla base di un cronoprogramma serrato, affinché risponda dopo i troppi mesi di silenzio”. “Altrimenti – conclude Rossi – si trovino altre soluzioni. Noi non siamo parenti di nessuno e quel che ci interessa è solo una prospettiva di ripresa dell’attività produttiva e dell’occupazione”.

Il presidente della Toscana ricorda il ruolo svolto fino ad ora dalla Regione.

“A noi non può essere rimproverato nulla. Abbiamo concesso tutte le licenze e i permessi necessari. Abbiamo messo a disposizione anche i nostri finanziamenti, per quanto possibile: c’è la possibilità di ottenerli dai fondi europei ed anche da altri fondi che possono garantire per il capitale circolante”. “Quel che chiediamo – conclude Rossi – è la riapertura del forno elettrico e quindi la ripresa della produzione dell’acciaio, assieme alle altre iniziative promesse e capaci di garantire l’occupazione per oltre duemila lavoratori. Il ministro ieri ha fissato per l’imprenditore algerino una dead line a fine giugno. Ci aspettiamo adesso che l’imprenditore faccia davvero tutto quello che deve fare affinché l’azienda non deperisca ancora e lavoratori e territorio abbiamo prospettive. Altrimenti, appunto, che si individuino pure altre soluzioni”.

“La produzione dell’acciaio – annota sempre Rossi – non è una produzione priva di un interesse nazionale, come è ovvio. Lo Stato interviene con decisione anche sull’Ilva”. Che si faccia, dunque, altrettanto a Piombino.

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