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“Nessuno è nato per odiare”. 11 dicembre Meeting dei diritti umani con gli studenti, ventiduesima edizione

Il meeting è un modo per ricordare, ogni anno, l’adozione nel 1948 da parte dell’Onu della Dichiarazione universale dei diritti umani: un tema e un diritto diverso ogni anno, preceduto e seguito da un lavoro in classe. Un format consolidato. Da questa edizione l’evento è entrato a far parte del programma di attività “Giovanisì”, con cui la Regione offre opportunità di crescita, formazione e ricerca di autonomia ai giovani. Sul palco la conduzione sarò affidata quest’anno a DjCarletto e al’attore e blogger Saverio Tommasi, con la partecipazione della cantante Diana Winter.

10dicembre 2018  da Lucia Zambelli, Walter Fortini, Firenze

Torna il Meeting dei diritti umani, iniziato nel 1997 e che festeggia la sua ventiduesima edizione. Il titolo scelto per quest’anno è “Nessuno è nato per odiare” ed è una citazione di Nelson Mandela, l’attivista e politico sudafricano che ha lottato contro l’apartheid e a cui è intitolato il palazzo dello sport che ospita a Firenze ogni anno l’evento. Si parlerà infatti dell’odio per l’altro a causa del colore della pelle, del suo passato o della sua religione, ma anche della Costituzione italiana, dell’accoglienza e del rispetto per il prossimo.

“La gente deve imparare ad odiare ” disse una volta Mandela, di cui ricorre nel 2018 il centenario della nascita. Come dire: odiare è una forzatura. “E se si può imparare ad odiare . proseguiva – si può insegnare ad amare, perché l’amore è più naturale per il cuore umano che il suo contrario”.

L’appuntamento è per martedì 11 dicembre. L’evento è promosso anche quest’anno dalla Regione Toscana con il patrocinio del Comune di Firenze in collaborazione con il Mandela Forum e Oxfam Italia. Supporto tecnico di Stat.tip e organizzazione a a cura di Fondazione Sistema Toscana. Come nelle passate edizione al Mandela Forum arriveranno più di ottomila studenti e insegnanti delle scuole superiori di primo e secondo grado di tutta la Toscana: la maggior parte in treno (circa cinquemila) e gli altri a bordo di quaranta pullman. Chi non verrà a Firenze potrà comunque seguire l’evento da scuola in streaming, se gli insegnanti lo decideranno.

“Ogni anno intorno al 10 dicembre ci ritroviamo sul tema dei diritti umani in un grande spazio di Firenze, il Mandela Forum, che domani ospiterà ottomila studenti delle scuole secondarie da tutta la regione”, ha detto la vicepresidente Monica Barni, che stamani ha presentato l’iniziativa assieme a Andrea Vannucci, assessore allo sport e alle politiche giovanili del Comune di Firenze, Paolo Chiappini, direttore di Fondazione Sistema Toscana, e Donatella Diamanti, regista dell’evento fiorentino. “Questa edizione sarà molto ricca di contenuti, il 2018 è un anno importante, in cui si celebrano molti anniversari: i 100 anni della nascita di Nelson Mandela, i 70 della Dichiarazione universale dei diritti umani, e i 70 anni della Costituzione – ha ricordato Monica Barni – Un anno in cui si celebrano pilastri fondamentali per la convivenza tra persone di culture, etnie, religioni diverse. Abbiamo scelto quattro grandi temi: l’odio, l a Costituzione, Nelson Mandela, la violenza di genere. Tante iniziative che si allacciano una con l’altra e sul palco del Mandela trovano occasione per essere raccontate e rivissute da tanti giovani”. La vicepresidente ha ricordato il rapporto stilato come ogni anno da Amnesty International in occasione del 10 dicembre: “E’ una descrizione drammatica – ha commentato -, che tra l’altro mette in luce i temi su cui sta lavorando la nostra Regione, come l’accoglienza dei migranti e la costruzione di un modello di convivenza civile e solidale. Non dobbiamo mai dare per scontate – ha concluso – le libertà che abbiamo conquistato e i principi su cui si fonda la nostra democrazia”.

Il programma nel dettaglio

  • Il Mandela Forum inizierà a riempirsi dalle 9, con l’arrivo degli studenti. Alle 10.15 si entra nel vivo. Poi, verso le 12.15, il palazzetto inizierà a svuotarsi. Si parlerà di odio per l’appunto – dell’odio che sembra più che mai caratterizzare questo momento storico e dilaga sulla Rete e sui social network – ma si parlerà anche di disabilità e bullismo con la presenza di Ilaria Bidini, paladini dei diritti dei disabili. Si parlerà di migranti e integrazione, con la presenza di Sayak Liam Rijkard, uno dei vincitori del progetto Dimmi che l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano dedica alle storie di chi emigra. Si parlerà di accoglienza e rispetto per il prossimo. E infatti sul palco, assieme al presidente della Toscana Enrico Rossi, ci saranno il sindaco di Riace Domenico Lucano, don Massimo Biancalani della parrocchia di Vicofaro a Pistoia e il presidente della Regione Cala bria Gerardo Mario Oliviero.
  • Si parlerà ancora, dopo l’anno scorso, di violenza di genere, con la partecipazione dei vincitori del concorso “Mai in Silenzio” che Regione Toscana, con Controradio e in collaborazione con Siae e Unipol, ha organizzato un anno fa prima nelle scuole e adesso tra i giovani talenti della regione: per contrastare il fenomeno e promuovere attraverso la musica l’uguaglianza tra i generi nel rispetto delle diversità. Frigo, i primi classificati, “Diari della Fine” e Giada Bernardini hanno scritto ciascuno un brano originale contro la violenza di genere che è stato diffuso sulle radio e suonato in concerto in Toscana e lo riproporranno al pubblico del Mandela Forum.
  • A proposito di parole d’odio, al meeting sarà presentato il “Manifesto della comunicazione non ostile”, una carta con dieci princìpi utili a ridefinire lo stile con cui stare in rete, un impegno di responsabilità condivisa scritto e votato da una community di oltre trecento comunicatori, blogger e influencer. A farlo saranno gli ideatori Rosy Russo ed Edoardo Colombo. Non mancheranno alcune performance teatrali: “Born Free – Nati liberi” a cura di Annalisa Cima e Federico Guerri e il corpo di ballo “Rythme Afro – Clayton TheReal”.
  • Al centro di questa edizione del meeting ci sarà anche la Costituzione, di cui si celebra il 70° anniversario, con la presentazione del video realizzato con il progetto “Costituzione: la nostra carta d’identità 1948-2018” e l’intervento del professor Enrico Galliano, autore della webserie “Cose da Prof”, che ha superato i venti milioni di visualizzazioni su Facebook, e ispiratore del movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie.

L’evento si inserisce all’interno del percorso del progetto europeo “Walk the Global Walk”, che mira a dare spazi di partecipazione e iniziativa ai giovani e che avrà il suo apice nel mese di maggio 2019 con la Global Walk, che in collaborazione con Oxfam Italia ha visto la formazione di 89 docenti delle scuole secondarie di tutta la Toscana sui temi della sostenibilità e dell’inclusione nelle città. Un percorso che non si concluderà martedì 11, ma continuerà con la realizzazione di undici laboratori sui temi della cittadinanza attiva e della sostenibilità, che formeranno circa 190 ‘youth leaders’ attraverso il confronto con le autorità locali. Un’occasione di confronto che porterà alla definizione di tante idee e progetti nelle scuole coinvolte, in vista della “Settimana degli obiettivi di sviluppo sostenibile” in programma dal 6 al 10 maggio 2019. L’apice sar&ag rave; proprio il 10 maggio, con una marcia globale per i diritti umani alla quale parteciperanno, già oggi iscritti, oltre mille studenti, autorità locali e docenti da tutta la Toscana.

Nel corso del meeting saranno proiettati e premiati i video realizzati dalle scuole partecipanti al concorso. Sarà presentato anche il libro “Partigiani della memoria. Le stragi e le violenze nazifasciste in Toscana”, realizzato dall’ufficio del portavoce del presidente della Regione Toscana.

Ventidue edizioni del Meeting dei diritti umani in Toscana, dal 1997 con gli studenti delle scuole

Da Walter Fortini, Firenze

Ventuno meeting in altrettanti anni, il prossimo alle porte. La Toscana torna a ricordare, con i giovani delle scuole, i diritti che nel mondo ancora non sono assicurati: un meeting all’anno, dove nelle varie edizioni protagonisti sono stati i diritti dei bambini e la schiavitù non ovunque ancora debellata, almeno nei fatti, la povertà che sopravvive nel mondo o il diritto alla pace e a curarsi, l’acqua come risorsa che scatena le guerre e ancora (per molti) non è un diritto, l’informazione e la libertà religiosa, il diritto all’educazione, i diritti nelle rete e della cittadinanza digitale e nel 2017 la disuguaglianza nel mondo e la violenza sulle donne, spesso consumata nel silenzio.

Quest’anno, l’11 dicembre, si parlerà dell’odio per l’altro a causa del colore della pelle, del suo passato o della sua religione. E lo si farà partendo dalle parole di Nelson Madela, il politico ed attivista sudafricano che ha lottato con l’apartheid e che una volta disse che “nessuno è nato per odiare e l’amore è più naturale per il cuore umano che il suo contrario”.
La Toscana è dal 1997 che ha scelto il 10 dicembre per parlare ai giovani delle scuole, con migliaia di ragazzi, più di totomila, che arrivano ogni volta da tutte le province toscane, in pullman e con i treni: per un mattina tutti insieme al Mandela Forum di Firenze. Un meeting nato per ricordare la firma ed adozione, nel 1948, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo da parte dell’Assemblea delle Nazioni Unite. L’Onu chiese già allora di far leggere e commentare il testo nelle scuole. E così, quarantanove anni dopo, la Toscana ha deciso di fare.

  • Il primo meeting sui diritti umani coincise proprio con l’avvio delle celebrazioni del 50° anno dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Il tema fu l’abolizione della pena di morte: proprio il Granducato di Toscana abolì infatti per primo nel mondo la pena capitale per qualsiasi reato il 12 novembre 1786, anche se dopo qualche tempo la pena capitale fu ripristinata.
  • Il secondo anno la riflessione si concentrò su come passare dalle parole ai fatti, cioè con quali azioni concrete far sì che i principi contenuti nella Dichiarazione universale dei diritti umani possano diventare realtà in tutto il mondo: ne venne fuori un dibattito sulle nuove frontiere dei diritti umani, con esponenti del mondo delle istituzioni, della cultura, del giornalismo e dell’associazionismo e testimoni provenienti da varie parti del mondo.
  • I bambini sono stati i protagonisti della terza edizione: “Infanzia oltre le barriere”. Del resto nel 1999 si festeggiavano i dieci anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia, il più condiviso e secondo alcuni il più innovativo trattato sui diritti umani che sia mai stato approvato dalle Nazioni Unite. La povertà nel mondo è stata al centro dell’edizione 2000, la quarta. Nel 2001 l’attenzione si è concentrata sulle nuove schiavitù: tante storie raccontate dai diretti protagonisti, storie di lavoro minorile, storie di bambini soldato e poi ancora bambini e ragazzi che diventano merce nel mercato del sesso.

Dell’oro blu, ovvero dell’acqua che è il bene primario per tutti e che domani potrebbe essere la causa di guerre nel mondo, si è parlato nel 2002. E poi ancora farmaci e medicine nel 2003, l’informazione come diritto nel 2004, la pace nel tempo di guerra nel 2005, la Costituzione e la cittadinanza come diritto nel 2006, la libertà religiosa e il dialogo tra credenti e non credenti nel 2007, il diritto che molti diritti ancora non hanno nel 2008 – con ospite Ingrid Betancourt – e la cooperazione internazionale e la riconciliazione nel 2009. Nel 2010 il meeting sui diritti umani è stato dedicato alla libertà delle idee. Nel 2011, dopo le idee, è toccato alle persone che liberamente dovrebbero spostarsi nel mondo, ma non sempre accade. Nel 2012 si è parlato invece di diritto al lavoro, poi delle donne (nel 2013), del diritto allo sviluppo sostenibile (nel 2014), del diritto all’istruzione (nel 2015) e dei diritti al tempo di internet e sulla rete nel 2016, l’anno scorso infine della violenza sulle donne.

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