09202017Headline:

Older than America, la giornata dedicata ai Nativi Americani all’Ex Cinema Aurora: report, foto e video

Un’eccellente serata, quella di sabato 10 giugno, all’Ex Cinema Aurora. Molte persone hanno partecipato all’evento dedicato ai popoli nativi d’America e che ha visto, per l’occasione, la collaborazione tra Ex Cinema Aurora e l’associazione Wambli Gleska.

15Giugno 2017 di Michele Manfrin e Michele Faliani

La serata ha avuto inizio alle 18:15 con la conferenza dal titolo “I nativi d’America ieri e oggi: e quale futuro?” a cura dell’associazione Wambli Gleska (Ong); conferenziere dell’iniziativa il Prof. Alessandro Martire, Ambasciatore della Nazione Lakota presso l’Alto Commissariato per i diritti umani della Nazioni Unite di Ginevra, nonché Presidente di Wambli Gleska. Molti i temi affrontati. Dalle problematiche  attuali che tali popoli devono affrontare, alla storia di questi e la loro cultura. Sebbene il focus della conferenza fosse rivolto al presente, continui sono stati i richiami alla storia e alla cultura dei popoli del continente della Tartaruga (nord America).

Ma risulta infatti difficile trattare gli eventi e i problemi odierni se non si ha conoscenza del passato. Quindi un percorso storico che ha condotto dall’assoggettamento allo sterminio – fisico e culturale – passando dalle “ riserve indiane ”, alla proibizione di praticare e vivere la propria spiritualità (fino 1978) alla sterilizzazione forzata per il controllo delle nascite (condotta fino al 1976), per giungere a temi e problemi che riguardano non solo i popoli Nativi ma anche noi, come i problemi ambientali e quelli legati alla malnutrizione e a uno stile di vita insano. Riguardo a questi ultimi due punti, si è parlato delle vicende legate al DAPL (Dakota Access Pipeline), ovvero, l’oleodotto che sottoporrebbe a serio rischio di incidente e distruzione l’ambiente, Madre Terra. Come detto si è discusso di malnutrizione e, più in generale, dello stile di vita insano che ha generato una diffusione incredibilmente spaventosa del diabete mellito di tipo 2; si calcola che circa l’80% delle persone Native sia affetto da questa malattia. Tra le principali cause del diabete mellito di tipo 2 vi è l’obesità; un problema comune al “ mondo occidentale ”. Uno stile di vita insano a partire dall’alimentazione con cibi e bevande zuccherate, prodotti industriali con “ guazzabugli ” chimici e alcool – che è anche una piaga sociale, insieme all’abuso di droghe – e la grande incidenza che ha una vita fortemente sedentaria. 

Oltre a questo dobbiamo considerare anche la dimensione psicologica che ne deriva da una vita caratterizzata da perdita e crisi dell’identità, bassi tassi di scolarizzazione e alti tassi di disoccupazione, discriminazioni razziali ed estrema povertà, dentro e fuori le prigioni a cielo aperto chiamate “ riserve ”, in quei non-luoghi proprio nel cuore degli Stati Uniti d’America e nella marginalizzazione delle sue metropoli. Si è parlato di popoli che portano avanti la propria resistenza da più di 500 anni. Per la propria storia, le proprie tradizioni e la propria identità. Per la libertà in armonia con Madre Terra e con tutto il creato.

In serata c’è stato il doppio concerto di due cantautrici native americane: ha aperto Kelly Caballero (tribù Tongva, California), che con un breve set voce ed ukulele ha eseguito quattro brani totalmente inediti: “Hope rising” e “Black snake killer” (dedicata alla lotta contro il Dakota Access Pipeline) i momenti migliori. Subito dopo è stata la volta di Raye Zaragoza, della tribù Pima, attualmente impegnata nel suo primo tour europeo, di supporto all’uscita del suo album d’esordio “Fight for you”. I brani del bel lavoro (e quello tratto dal primo Ep), eseguiti in solo voce e chitarra, hanno mantenuto la stessa forza ed intensità che hanno su disco. Merito della gran voce di Raye, e di canzoni costruite su armonie dal forte impatto pop rock ma che hanno testi importanti: “Madre Terra protegge tutti noi / Ma se la tratti senza rispetto / Che messaggio lasci ai tuoi bambini?” (In the river) e “Salviamo i fiumi e i mari / salviamo la Terra e gli alberi / Come puoi prendere quello che vuoi e dire che siamo liberi?” (Fight for you). Un bellissimo concerto, dall’alto tasso emotivo, per due ‘angry girls’ delle quali sentiremo sicuramente parlare.

La galleria fotografica della conferenza:

La galleria fotografica del set di Kelly Caballero:

La galleria fotografica del set di Raye Zaragoza:

Alcuni video della serata:



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