09212019Headline:

OMOFOBIA: Manif Pour tous, LGBT in San Lorenzo a Firenze, con Fratelli d’Italia e NCD, nell’auditorium del Consiglio Regionale Toscano, un incontro dal titolo “L’ideologia gender all’attacco delle libertà di educazione ed espressione”.

 

29 maggio 2014

1 1aManif Pour Tous (tradotto Manifestazione per tutti). nasce in Francia nel 2012, in Italia si è proposto principalmente per contrastare il disegno di legge a firma di Ivan Scalfarotto (Pd) e Antonio Leone (Pdl), contro ogni forma di discriminazione a sfondo razziale, etnico, religioso e nazionalistico o che in qualche misura rievochi vecchie culture antisociali del nazifascismo.

MANIFESTO DE LA MANIF POUR TOUS – ITALIA

1cQuesta norma, è bene ricordarlo, non è una legge ad hoc, ma un allargamento a omofobia e trans fobia della legge Mancino del 1993 che condanna l’istigazione alla violenza per motivi religiosi, etnici e razziali con pene più severe rispetto all’articolo 61 del codice penale sulle aggravanti comuni. Il nuovo articolo integra dunque le discriminazioni sull’identità sessuale. Ma non istituisce forme di riconoscimento per le coppie dello stesso sesso e non prevede la possibilità di matrimonio, consente,  invece, registri delle Unioni Civili, che comportano il riconoscimento giuridico della coppia di fatto, creati dai Comuni e Regioni.

Nell’Unione Europea ci sono paesi che consentono il matrimonio fra persone dello stesso sesso, come Spagna e Francia, e altri che individuano il matrimonio solo fra uomo e donna. Un recente rapporto di Amnesty International sostiene che in Europea non si stia contrastando adeguatamente i crimini d’odio per a omofobia e transfobia. Nell’Unione Europea, dice un sondaggio, l’80 per cento dei casi di violenza omofobica non viene denunciato.

Questo il commento del consigliere provinciale di Firenze Alessandro Cresci:

1b cresci“Nonostante cerchino di abbellirlo, spacciandolo per un incontro in difesa della famiglia, di fatto è contro le persone gay, lesbiche e transessuali. Il presidente della Regione Enrico Rossi, dopo il sollecito di tantissimi cittadini e associazioni in difesa dei diritti, non ha saputo pubblicamente prendere una forte posizione contro l’evento e non ha assicurato nemmeno che le locandine, che traggono in inganno visto che lasciano intendere che fosse il Consiglio Regionale ad aver supportato l’evento e non che gli organizzatori sono Fratelli d’Italia e Nuovo Centro Destra, fossero rifatte. Non basta che l´Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale abbia provveduto la scorsa settimana a segnalare agli organizzatori la necessità che qualunque materiale pubblicitario sull´iniziativa informasse correttamente sulla tipologia e la natura degli organizzatori, perché ciò ovviamente non è stato fatto. Lo spazio è stato concesso ai due gruppi consiliari che però non compaiono nella comunicazione esterna, generando confusione nei potenziali destinatari dell’iniziativa (operatori ed insegnanti) a cui si nasconde di partecipare ad un’iniziativa di partito. Chissà se il presidente Rossi – conclude Cresci – se lo stesso evento fosse stato organizzato invece che da Manif Pour Tous dal Klu Klux klan, contro i neri, avrebbe agito in ugual modo. In Italia anche le discriminazioni e di conseguenza le lotte alle discriminazioni esistono di serie A e serie B”.

Questo il commento, del Capogruppo Monica Sgherri, oggi in Regione: avevo scritto ai presidenti del Consiglio e della Giunta perché si ritirasse il permesso all’uso della sala, ma la richiesta non ha avuto seguito!”

monicaHo partecipato e aderito con convinzione alla manifestazione e al presidio di oggi – organizzato da numerose associazioni e movimenti – per protestare contro il convegno presso l’auditorium del Consiglio Regionale messo in piedi da “Manif pour tous” in collaborazione con i gruppi Consiliari del Nuovo Centro Destra e Fratelli d’Italia e contro la concessione della sala presso il Consiglio. Si tratta infatti di appuntamento totalmente in contrasto con i principi e le norme – a cominciare dallo Statuto – che la Regione si è data in tema di autodeterminazione delle persone per quanto riguarda l’orientamento sessuale. Proprio per questo avevo scritto nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio Regionale e al Presidente della Giunta perché venisse ritirata l’autorizzazione all’utilizzo della sala per lo svolgimento di questo evento, richiesta che non ha avuto seguito. Siamo di fronte – prosegue Sgherri – ad un associazione nota per il suo oscurantismo e le sue “crociate” su questi temi: permettere di ospitare un convegno del genere non c’entrava nulla col permettere la libertà di espressione, ma significa consentire di diffondere idee che contrastano con la libertà e i diritti di tutti. E con quanto portato avanti dalla Regione, carte alla mano. Grave quindi che si sia permesso di veicolare questi messaggi “medievali” tanto più proprio in questo contesto.

 

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