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Parte Domenica 2 Luglio l’edizione 2017 del Mojotic!

Come ogni estate riparte il Mojotic Festival, uno dei più importanti festival italiani. E come ogni estate il cartellone è strepitoso

28Giugno 2017 di Michele Faliani

Anche quest’anno, come nel 2016, il Mojotic ha dovuto fare i conti con una defezione: il concerto dei Grandaddy, che doveva inaugurare questa nuova edizione, è stato cancellato a causa della morte del bassista della band. Ma il resto del cartellone è stupefacente, e prevede anche il recupero del concerto dei Primal Scream annullato lo scorso anno. Ecco il calendario completo:

La band ha portato per tutta l’Europa, il Regno Unito, l’America, il Canada e l’Australia l’emozionante musica del loro album di debutto Islands conquistando ad ogni tappa un numero sempre crescente di fan. Dopo l’uscita dal gruppo del chitarrista Joey Haynes, i Bear’s Den oggi si muovono in tour con una band di sei membri che ruota intorno al nucleo creativo composto dal cantante e chitarrista Andrew Davie e dal polistrumentista Kev Jones. Ispirato, fra le altre cose, dai dipinti di Edward Hopper, i romanzi di Raymond Carver e il film ‘America Oggi’ di Robert Altman, Red Earth & Pouring Rain è un album intensamente personale che sfugge alle mode e alle facili classificazioni. Musicalmente nell’album si percepisce un’evoluzione sorprendente della band che riesce a creare un’alchimia perfetta fra le sue radici folk, che restano evidenti, e nuovi riferimenti al rock anni ’70 e ’80: Fleetwood Mac, The Eagles, e, in particolare, l’atmosfera notturna di Darkness On The Edge Of Town di Bruce Springsteen. Si sentono anche influenze più moderne di artisti quali The National e Sufjan Stevens.

Tra le band-icona che hanno contribuito alla diffusione del celtic punk in tutto il mondo, i Flogging Molly hanno da poco ultimato le registrazioni del loro sesto album in studio, “Life Is Good” (Vanguard Records) che sarà disponibile dal prossimo 2 giugno. 
In”Life Is Good” emerge ancor più, rispetto al passato, l’attenzione della band per tematiche politiche e sociali nonché la loro innata capacità di costruire e raccontare “storie” minuziosamente, attraverso arrangiamenti e liriche.
Nati a Los Angeles nel 1997, i Flogging Molly hanno sempre sfidato ogni categorizzazione di genere: l’originalità delle loro canzoni è un tratto distintivo che evidenzia la loro inesauribile creatività. La band è stata infatti capace di fondere punk rock, strumenti celtici – violino, mandolino e fisarmonica – assieme a progressioni blues e musica tradizionale irlandese; mettono però in chiaro una cosa, “Non siamo una band tradizionale” afferma il frontman Dave King che continua:

”We are influenced by traditional music and inspired by it, but without question we put our own twist on it.”

“Chaosmosis” – questo il titolo del nuovo disco-  pubblicato il 18 marzo 2016 è il successore di “More Light” (2013), accolto entusiasticamente dalla stampa britannica. Ad anticipare il nuovo lavoro di studio è il singolo “Where the Light Gets In” che vede la presenza di Sky Ferreira come guest vocalist. I Primal Scream sono considerati dei veri e propri profeti del rock psichedelico, che riescono sempre a mescolare con la forza sovversiva del punk. Il punto più alto della loro storia musicale è “Screamadelica” un capolavoro che ha aperto la strada alla mescolanza tra rock ed elettronica, creando un vero e proprio caleidoscopio sonoro, con elementi di pop, rock, techno, house e psichedelia. Pubblicato nella primavera del 1991, “Screamadelica” (ripubblicato nel 2011 in occasione del ventennale) è oggi considerato una pietra miliare della storia della musica britannica Novanta. L’album fu anche un successo  commerciale, e valse al gruppo un Mercury Prize.

È un grande anno per Tash Sultana: il suo World Tour ha registrato il tutto esaurito ovunque ed è stata invitata a partecipare a festival di alto profilo tra cui il Laneway 2017. I suoi singoli “Jungle” e “Notion” sono arrivati ai primi posti della classifica australiana triple j e il video di Jungle, registrato dalla sua camera, è diventato virale ottenendo in pochissimo tempo oltre 2 milioni di visualizzazioni e 22.000 condivisioni su Facebook in una settimana. Dal momento in cui ha messo le mani su una chitarra all’età di tre anni, l’artista ha sviluppato velocemente uno stile unico che ha subito affascinato il pubblico. I pezzi polistrumentali di Tash sono taglienti, il modo in cui suona la chitarra, il finger tapping delle percussioni e il suo beatboxing hanno sbalordito il pubblico. Tash scrive, registra, produce e suona tutti i suoi pezzi da zero sul palco. La sua voce è magica: ha un dono naturale per la melodia e il virtuosismo con cui suona la chitarra è di un altro pianeta.

Ad ottobre 2016 è uscito il quarto album della band inglese, Friends, che è entrato subito in Top20 in molti paesi europei. Riconfermando il loro stile unico sia nella scrittura che dal vivo. A gennaio è uscito il nuovo ed energico singolo “Don’t want to feel it all” https://youtu.be/OPeQ-Tmb30M. Dopo il successo del disco d’esordio, To Lose My Life, accompagnato da hit come Farewell To The Fairground, Death e To Lose My Life, che ha vertiginosamente scalato le classifiche di vendita piazzandosi al numero 1 in UK, i White Lies pubblicano nel 2011 il loro secondo album, Ritual, prodotto da Alan Moulder (già collaboratore di Depeche Mode, N.I.N., Smashing Pumpkins) anch’esso conquista le classifiche inglesi, piazzandosi in pochi giorni al terzo posto. 
Dal vivo il trio originario di Ealing è capace di dipingere atmosfere scure e allo stesso tempo adrenaliniche, rendendo i loro show davvero unici. I testi poetici sono scanditi dalla voce decisa e teatrale di Harry Mc Veigh e accompagnati dal basso e dalla batteria rispettivamente di Charles Cave e Jack Lawrence Brown. Si confermano una tra le live band più emozionanti della new new-wave inglese.

Sono passati 34 anni da quando Stephen William “BillyBragg, giovane ragazzo dell’Essex che sarebbe diventato il più importante cantautore politico britannico, ha pubblicato il suo primo lavoro, “Life’s a Riot with Spy Vs Spy”. Un mini album contenente 7 canzoni voce e chitarra elettrica che rimandano alla tradizione delle protest song di Woody Guthrie e Phil Ochs. A questo segue “Brewing Up with Billy Bragg”, e il ‘difficile terzo album’ “Talking with The Taxman About Poetry”. Contemporaneamente al successo musicale cresce, in Bragg, anche la volontà di un maggior attivismo politico e, nel 1984, appoggia pubblicamente lo sciopero dei minatori inglesi nella controversia contro il governo di Margaret Thatcher. Nel 1986 Bragg, insieme a Paul Weller e a Jerry Dammers, fonda il “Red Wedge”, un’organizzazione nata con lo scopo di supportare e raccogliere fondi per il partito laburista in vista delle imminenti elezioni nazionali. Nello stesso anno pubblica “Talking with the Taxman about Poetry” che si rivela il suo miglior successo commerciale, raggiungendo l’ottava posizione nella UK Albums Chart. A due anni di distanza esce “Workers Playtime”. L’album ottiene buoni risultati, raggiungendo la posizione numero 17 della classifica inglese e facendo capolino in quella americana. Dopo essersi giocato la carta pop con “Don’t Try This at Home” nel 1991, torna alle origini con “William Bloke”. Nel 1998, dopo un concerto tributo a Woody Guthrie a Central Park, Nora Guthrie, figlia della leggenda popolare Woody, invita Billy a comporre, insieme ai Wilco, la musica per una serie di canzoni inedite del padre. Il risultato è “Mermaid Avenue”, album che ricevere la nomination ai Grammy. A questo seguono “England, Half-English” del 2002, “Mr Love & Justice” del 2008, “Pressure Drop” del 2010, e “Tooth and Nail”, decimo album solista pubblicato nel 2013. Registrato in soli cinque giorni nello studio dell’acclamato compositore / produttore Joe Henry a Pasadena, è un album molto personale. Come lo stesso cantautore ha affermato, questo lavoro è il risultato di un lungo e difficile percorso interiore che nel 2011 lo ha portato a interrogarsi sulla propria vita. E poi “Shine a Light”, suo undicesimo album, pubblicato lo scorso Settembre, in cui Bragg torna a lavorare con Joe Henry per un viaggio musicale attraverso la storia della mitica ferrovia americana. Il loro viaggio inizia alla Union Station di Chicago e termina, dopo 65 ore e 2.728 miglia più tardi, a Los Angeles, ‘cercando di ricreare la storia della ferrovia americana e la musica che ha ispirato’. L’Observer lo ha definito ‘a muscular chronicle’, e l’album ha raggiunto il primo posto nella classifica degli album UK in America.

Will Toledo inizia la sua carriera nel 2010 a Leesburg, Virginia, sotto lo pseudonimo di Car Seat Headrest. La scelta del nome ricade sulla decisione di registrare le parti vocali dei suoi primi album sul sedile posteriore dell’auto di famiglia per avere maggiore privacy.
I brani, a volte lunghi e complessi, risuonano di irresistibili melodie e di immediatezza emotiva. Il songwriting è tagliente, letterario, culturalmente onnivoro, in grado di spaziare tra tematiche diverse come la gioventù, la morte, l’amore e la depressione.

Car Seat Headrest può contare su una ricca fanbase: migliaia di persone connesse profondamente all’approccio onesto e non filtrato di Will alla scrittura e all’esecuzione. Il gruppo ha ricevuto l’attenzione di Pitchfork, Rolling Stone, The New Yorker, Paste, Stereogum.

L’approccio del duo si fonda ben presto su una matrice intrigante ed avvolgente, che li fa accostare al mondo dream pop. Il debutto del duo avviene nel 2005 con Apple Orchard, molto apprezzato sul web, ma anche grazie a un lungo tour di 64 date in 17 diversi Stati americani, come supporto ad artisti del calibro di Cat Power, Grizzly Bear e Fleet Foxes. Nel 2006 esce l’album d’esordio, l’omonimo Beach House, caratterizzato da un clima melodrammatico e da suoni lo-fi. In seguito il duo di Baltimore nel 2008 da alle stampe DEVOTION, inserito nell top list degli album migliori dell’anno da Pitchfork. E’ tuttavia con TEEN DREAM, pubblicato negli Usa da SUB POP e in Europa da Bella Union nel 2010, che Scally and Legrand vengono definitivamente consacrati come i paladini del dream pop e si fanno apprezzare in tutto il mondo riscuotendo un incredibile successo di pubblico e critica. Victoria partecipa inoltre al brano Two Weeks dei Grizzly Bear. Con lo stesso gruppo collabora al brano Slow Life, facente parte della colonna sonora del film The Twilight Saga: New Moon. A maggio del 2012 arriva il quarto album: BLOOM. La formula rimane sostanzialmente immutata: la produzione, come nel precedente Teen Dream è affidata a Chris Cody, già produttore di Yeah Yeah Yeahs, Tv on the radio e Blonde Redhead, alla voce e alle tastiere troviamo Victoria e Alex alla chitarra. I testi si fanno un po’ più cupi, per ammissione della stessa Victoria, con numerosi riferimenti alla morte e alla perdita dell’innocenza, ma lo stile rimane inconfondibile. Il 26 maggio 2015 il duo annuncia il nuovo album Depression Cherry prodotto dalla stessa band con l’aiuto di Chris Coady e registrato allo Studio in the Country di Bogalusa, in Louisiana.Il quinto lavoro della band, viene descritto da Legrand e Scally come «un ritorno alla semplicità» L’album è un grande successo e viene letteralmente esaltato dalla critica di mezzo mondo e selezionato come uno dei migliori album degli ultimi anni. Pochissimi mesi dopo arriva del tutto inaspettatamente un nuovo lavoro “Thank You Lucky Stars” che conferma lo stile, le atmosfere e la grandezza del precedente lavoro, trasformando il duo in una vera e propria istituzione.

Domanda: come si fa ad eguagliare o addirittura superare un album impareggiabile, totalmente coinvolgente, e così ampiamente acclamato dalla critica come If You Leave, album di debutto del 2013 dei Daughter? Semplice: puntando sempre più in alto. Queste le premesse per il nuovo album del trio londinese composto da Elena Tonra (voce, chitarra), Igor Haefeli (chitarra) di origine svizzera e il francese Remi Aguilella (batteria). Profondamente audace e diretto, questo nuovo lavoro è ancora più coinvolgente del suo tanto lodato predecessore. Il record trasuda profondità, il suono è infinitamente più ricco. I cardini della band sono ben saldi, ma quello a cui si assiste è un vero senso di apertura a nuove idee. Il lavoro del co-produttore Vernhes è stato fondamentale in questo processo. “Nicolas è stato meraviglioso”, dice Tonra. “Viviamo a Londra, e avevamo iniziato a scrivere le canzoni lì […] per noi è stato davvero utile andare in un altro luogo per registrare, solo per avere un cambio di scena. Lavorare con Nicolas è stata una vera e propria iniezione di energia”. “Sono un maniaco del controllo, quindi è difficile lasciarsi andare”, aggiunge Haefeli, “ma ho trovato molto di me in lui. […] Ha portato una qualità di registrazione che non sarebbe stata possibile altrimenti”. “Not To Disappear” è un album drammatico, un caleidoscopio di emozioni, epico e molto più ambizioso del primo lavoro della band.
“Per me, la musica è come un Jenga molto fragile”, dice Haefel. “Se si sposta un pezzo, allora se ne deve spostare un altro per mantenere l’equilibrio. Elena è un’artista “pura” – lei riesce a catturare il “momento”. In questo siamo diversi, opposti, ma penso sia questo a portare un po’ di “magia”.
I testi – sempre opera di Tonra – sono più schietti, riflettono ancora più onestamente il suo pensiero. “Esprimere le proprie emozioni non è una debolezza, ma una vera e propria forza”, dice, “(In passato) ho usato la poesia per nascondere molti di miei pensieri, ma ora non c’è velo”. Desiderosi di un nuovo approccio ai loro video musicali, i Daughter hanno chiesto a Iain Forsyth & Jane Pollard (registi del film di Nick Cave 20,000 Days on Earth) di creare tre video per Not To Disappear. L’autore Stuart Evers è stato incaricato di scrivere tre racconti – ‘Dress’, ‘Window’ e ‘5,040’ – basandosi su alcuni brani di Not To Disappear. I video di Iain & Jane sono l’interpretazione di questi racconti. ‘Doing The Right Thing’ (ispirato al racconto ‘Dress’) è il primo della trilogia video. Il video affronta il delicato tema della demenza e della sua reazione debilitante, e gli effetti che si riflettono sulla famiglia. Il video di Jane & Iain dei ‘Doing The Right Thing’ è un compassionevole ritratto.

La prevendita dei biglietti è disponibile sulle abituali piattaforme di ticketing, oppure sul sito ufficiale della manifestazione (insieme alle altre informazioni riguardanti il festival) all’indirizzo www.mojotic.it

 

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