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Pensioni. Sentenza della Corte Costituzionale, un colpo durissimo inferto ai pensionati/e

La decisione della Consulta ricade sulle spalle dei più deboli

27ottobre 2017 da Barbara Uloremi, Ufficio stampa Cgil Livorno

La sentenza della Corte Costituzionale, che ha respinto le censure di incostituzionalità del decreto-legge 65 del 2015 in tema di perequazione delle pensioni, è un colpo durissimo inferto a centinaia di pensionati e pensionate. Tutto nasce dalla norma della Legge Fornero che aveva bloccato,  per il 2012 e il 2013, l’adeguamento automatico all’inflazione delle pensioni con un importo mensile di tre volte superiore al minimo INPS (circa 1.450 euro lordi).

  • La norma era stata bocciata dalla stessa Corte costituzione nell’aprile del 2015.
  • Il governo era corso ai ripari dando ai pensionati interessati una parte di quanto tolto.

Di fronte a questo lo SPI CGIL si era reso disponibile, in forma gratuita, a sostenere le ragioni dei pensionati con alcune cause pilota. Nella provincia di Livorno centinaia di pensionate e pensionati avevano aderito alla nostra iniziativa. Quattordici tribunali italiani e una sezione della Corte dei conti, nei mesi scorsi, avevano accolto le istanze fatte dai pensionati su quanto deciso dal governo,  esprimendo un giudizio di legittimità e di violazione dei principi di proporzionalità e adeguatezza di quanto restituito, rinviando il tutto alla Corte Costituzionale per un ulteriore pronunciamento.

La Corte costituzionale in questi giorni si è espressa ed ha riconosciuto giusto quanto concesso dal governo, giustificando quanto deciso a problemi di equilibrio dei conti pubblici, come dire, era giusto restituire quanto tolto ma non si può in ragione dello stato dei conti pubblici e di quanto ci chiede l’Europa. 

In un paese dove l’evasione fiscale ammonta ad oltre 110 miliardi gli unici a pagare la crisi economica sono ancora una volta i pensionati. Resta  quindi irrisolto il problema del reddito dei pensionati, che in questi ultimi anni ha perso sensibilmente di valore e non è stato degnamente rivalutato. A questo punto  c’è assolutamente bisogno di un nuovo meccanismo di rivalutazione delle pensioni che sostenga.

“Lo SPI CGIL, nel ringraziare le pensionate e i pensionati che avevano aderito alla nostra iniziativa contro il Decreto, rinnova il suo impegno continuando la battaglia intrapresa.”

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