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Per la rassegna Cinema Donna: ” Vergine Giurata “ al Centro Artistico Il Grattacielo di Livorno, il 12 marzo

Per la rassegna “Cinema Donna”, in collaborazione con l’Associazione Evelina De Magistris, domenica 12 marzo alle ore 17:30  presso il Centro Artistico “Il Grattacielo” Via del Platano 6 a Livorno, la proiezione del film di Laura  Bispuri “Vergine Giurata”

9marzo 2017 di Donatella Nesti, Livorno

Tratto da l’omonimo romanzo di Elvira Dones  con Alba Rohrwacher, Flonja Kodheli, Lars Eidinger, Luan Jaha, Bruno Shllaku, il film narra le vicende di Hana orfana albanese, accolta in casa da Gjergi, un montanaro con moglie e una figlia più o meno dell’età della ragazza, Lila.

Ma la cultura arcaica che abita quelle regioni, seguendo il severo codice del Kanun, mortifica e reprime il femminile e Hana si ritrova a compiere una scelta drastica: diventare una vergine giurata, ovvero giurare verginità eterna e assumere un’identità maschile.

Per tutti Hana diviene Mark, Mark Doda. Ma qualcosa di vivo pulsa e si agita sotto le nuove vesti. Quella scelta diviene la sua prigione. Quel luogo immenso improvvisamente le sta stretto. E’ così che Mark decide di intraprendere un viaggio a lungo rimandato. Lascia la sua terra, arriva in Italia e qui percorre un cammino che è un continuo e sottile attraversamento di due mondi diversi e lontani: Albania e Italia, passato e presente, maschile e femminile.

Un film coraggioso e sorprendente presentato al festival di Berlino che, grazie all’ottima interpretazione  di Alba Rohrwacher, ci permette di conoscere un mondo arcaico ma ancora attuale. Il Kanun è infatti il più importante codice consuetudinario albanese. Da secoli regola la vita sociale nelle zone più arretrate dell’Albania, soprattutto nel nord. Il codice si occupa di diritto civile e penale disciplinando numerosi aspetti come la famiglia, il matrimonio, i contratti, il lavoro, la proprietà, i delitti infamanti e il risarcimento dei danni. Non c’è momento della vita comunitaria di cui il Kanun non si occupi minuziosamente. Proprio nei libri dedicati alla parola data, all’onore personale e alla vendetta di sangue, si comprende perché l’area balcanica composta dall’Albania settentrionale, dalla Macedonia e dal Montenegro è l’ultima regione tribale europea. Parola data, vendetta di sangue, e assoluta solidarietà tra i membri della famiglia, caratterizzano l’albanese come “uomo d’onore”.

Alla donna che diventa vergine giurata viene riconosciuto il diritto di proclamarsi uomo, di comportarsi come tale e di acquisire tutti i diritti che il Kanun riserva esclusivamente agli uomini. Dell’esistenza di questo fenomeno si hanno testimonianze da almeno 200 anni.

Oggi si contano un centinaio di vergini giurate, che abitano tra il Kosovo e le aree confinanti in Albania, mentre prima il fenomeno era sviluppato anche in Serbia, in Montenegro e in Bosnia. Per diventare una vergine giurata (Burnesha) la donna è obbligata alla totale astensione dalla vita sessuale. Si veste come gli uomini, poiché l’abbigliamento maschile viene visto  come un elemento che legittima il giuramento della conversione fatto davanti a 12 uomini del villaggio. Dopo il giuramento la vergine assume un comportamento maschile, prende un nome da uomo, si arma, può fumare, bere e mangiare con gli uomini nella stanza dove alle donne non è permesso restare. Inoltre acquisisce il diritto di gestire, comprare e vendere proprietà, può partecipare alla guerra e alla vendetta tra i clan e ha pari diritti rispetto agli altri uomini. Ma non potrà mai contrarre matrimonio o stringere relazioni con nessuno dei due sessi.

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