08212018Headline:

Pisa. Caso Buscemi e nuovo Consiglio comunale tra raccolta firme e presidi la protesta continua, ma non solo

Lunedì 23 luglio, dalle ore 21 assemblea cittadina presso la sede Casa della Donna di Pisa in via Galli Tassi 8

18luglio 2018 Beatrice Bardelli, Pisa

Oltre trecento donne hanno partecipato, martedì 17 luglio, al presidio organizzato dalla Casa della Donna di Pisa davanti al palazzo comunale per chiedere pubblicamente al sindaco leghista, Michele Conti, le dimissioni del neoassessore alla Cultura, Andrea Buscemi, “dichiarato colpevole di stalking da una sentenza definitiva” come si legge nell’appello alla mobilitazione lanciato giorni fa (http://www.casadelladonnapisa.it/uno-stalker-non-puo-sedere-nellistituzione-piu-importante-e-rappresentativa-della-citta/).

Alle 14 in punto di martedì 17 luglio, giorno di insediamento del nuovo Consiglio comunale, sono arrivate in massa le donne della Casa della Donna di Pisa per occupare la piazza antistante Palazzo Gambacorti trasformata per qualche ora nello Speaker’s corner pisano.

Sostenute da molti uomini solidali, attrezzate di microfoni, manifesti e striscioni, decine di donne hanno dato vita ad una grande manifestazione democratica in risposta agli insulti ingiuriosi del neoassessore alla Cultura, Andrea Buscemi, che le ha definite sulla stampa come naziste ed  ha minacciato di querela per stalking sia Carla Pochini, presidente della  Casa della Donna, che Elisabetta Vanni, volontaria della Casa, promotrice di una petizione su Change.org che chiede le dimissioni da assessore di un uomo “dichiarato colpevole di stalking da una sentenza definitiva”. In cerchio, con indosso la maglietta di Anarkikka con la scritta “Colpevole di stalking, ora nella giunta di Pisa Assessore alla Cultura. Della violenza maschile”, moltissime donne si sono alternate nella lettura di passi della sentenza della Corte di Appello di Firenze che, il 30 maggio 2017, ha riconosciuto la colpevolezza per stalking di Buscemi nei confronti della sua ex compagna, Patrizia Pagliarone, di brani della petizione online lanciata da Elisabetta Vanni qualche giorno fa e che ha già raggiunto le 38.000 firme (https://chn.ge/2NZsJDt) e della lettera di Michele Conti inviata alla Casa della Donna in piena campagna elettorale, in risposta alle loro richieste.

Il sindaco.

Da candidato leghista, il futuro sindaco di Pisa, hanno denunciato le donne presenti al presidio, si era impegnato in prima persona riconoscendo “la stringente necessità di potenziare iniziative e interventi dell’amministrazione comunale sul tema della prevenzione della violenza sulle donne e, soprattutto, sull’aiuto concreto per le donne vittima di violenza”. Ora, da sindaco leghista in carica, ha rimosso, evidentemente, quella promessa perché ha deciso di premiare, di fatto, con la nomina ad assessore alla Cultura un uomo colpevole di stalking.

“Questa giunta vuole essere contro le donne? Non glielo permetteremo!” ha dichiarato Carla Pochini, presidente della Casa della Donna, prima di salire in Consiglio comunale per consegnare i due scatoloni con le prime 35.000 firme raccolte online a sostegno della richiesta di dimissioni di Buscemi da assessore alla Cultura.

La prima seduta del Consiglio comunale.

Mentre in piazza continuava il sit-in di protesta, in consiglio comunale si aprivano i lavori della prima seduta del mandato amministrativo a Conti. Fin da subito si è respirata un’aria molto pesante, decisamente aggressiva e arrogante sia da parte dei numerosi sostenitori del sindaco e di Buscemi (c’era anche un gruppetto di tre donne ed un uomo con la scritta sulla maglietta “Io sto con Andrea Buscemi”), sia da parte dei consiglieri di maggioranza che hanno scompigliato le carte, i ruoli e le regole, fin dall’inizio della seduta. Intanto non si capiva dove sedeva la destra e la sinistra perché i nuovi consiglieri di maggioranza si sono seduti da ambo i lati come si fosse stati ad una festa in famiglia. Fin da subito si è respirata l’aria pesante di chi si crede padrone di una istituzione e non parte integrante, sebbene di maggioranza, della stessa. Con tono padronale, appunto, un consigliere comunale è intervenuto dichiarando: 

“Abbiamo vinto noi. Staremo qui per i prossimi 30 anni. Fatevene una ragione”. “Ed il capogruppo di Fratelli d’Italia ha inneggiato addirittura al fascista Beppe Niccolai, roba intollerabile” ha commentato il consigliere di “Diritti in Comune”, Ciccio Auletta in un video (https://www.facebook.com/unacittaincomunepisa/videos/2329646253728446/) dove racconta cosa è successo realmente durante la prima seduta del Consiglio comunale.

Beatrice Bardelli: “Anch’io c’ero e sono testimone. Per ogni consigliere di maggioranza che si presentava al microfono, partiva la claque programmata. Scrosci di applausi e commenti ad alta voce dei tifosi. Un clima da stadio, il caos fatto istituzione. Atti intimidatori.”

Ad apertura del Consiglio Carla Pochini, presidente della Casa della Donna, ha consegnato al sindaco Conti i due scatoloni rosa con le 35.000 firme che hanno troneggiato per tutto il tempo della seduta consiliare sul bancone della Giunta ai due lati del Sindaco.

Una presenza ingombrante, un’accusa palese al neoassessore Buscemi che, seduto a fianco del sindaco, per quasi tutto il tempo ha tenuto lo sguardo fisso sul cellulare alzando ogni tanto la testa per fare avvicinare, più volte, una delle ragazze con la maglietta a suo favore. Intanto, Carla Pochini si era posizionata in fondo all’aula, nel corridoio centrale, proprio davanti al gruppetto dei fan di Buscemi. E’ lì che ho visto che l’uomo-fan tentava di spinger via Carla perché gli rovinava la visuale. Ad un certo punto ha cominciato a perdere le staffe, diventando aggressivo e iniziando a sbattere le mani come se la volesse picchiare. E’ dovuto intervenire un poliziotto della Digos che si è affiancato alla presidente della Casa della Donna per il resto del tempo. Un episodio gravissimo che testimonia il grave clima di intolleranza e di istigazione alla violenza che è stato messo in moto contro chi contesta la presenza in giunta di un uomo colpevole di stalking.

Ciccio Auletta: una voce nel deserto istituzionale.

In questa baraonda si è subito alzata la voce di Ciccio Auletta, consigliere di opposizione della coalizione “Diritti in Comune” (Una Città in Comune, Rifondazione Comunista, Possibile), costretto a gridare, una infinità di volte, che si dovevano rispettare le regole previste dal Regolamento comunale. Voce sprecata. La maggioranza ha gestito in modo confusionale la situazione a cominciare dal primo punto all’ordine del giorno, ovvero la nomina del presidente del Consiglio. Che la maggioranza aveva indicato in Gambini che aveva preso posto alla presidenza del Consiglio e che Auletta ha contestato a più riprese avvertendo che il consigliere, avendo un contenzioso aperto con il Comune non ancora concluso, non poteva essere nominato presidente del Consiglio. A quel punto Gambini ha annunciato di rinunciare alla nomina per andarsi a sedere tra i banchi della maggioranza. Ma Auletta è tornato all’attacco ricordando che la regola dice che un consigliere nella situazione di Gambini non può neppure “presenziare”, ovvero essere presente in aula. Ne è nato uno sketch alla Totò, con Gambini che usciva e qualcuno che lo ritirava dentro, con Gambini che usciva di nuovo ed altri che lo fermavano sulla porta. Tanto che, ad un certo punto, una signora lo ha spinto definitivamente dentro l’aula portandogli addirittura una sedia gialla che ha posizionato in cima al corridoio tra le due ali del consiglio, davanti al bancone della giunta. Una bolgia. In questa bolgia, Auletta si è alzato più volte per ripetere che la presenza di Gambini in aula era incompatibile ed ogni volta il consigliere facente le funzioni temporanee di presidente del consiglio lo minacciava di espulsione dall’aula. D’accordo con l’opposizione, Auletta ha proposto una sospensione di dieci minuti per discutere tra capigruppo per trovare una quadra sulla questione Gambini. Niente da fare. Si è deciso di passare alla votazione ma, a sorpresa, i consiglieri di maggioranza ci hanno ripensato e, per evitare il contenzioso, hanno scelto la via della fuga, abbandonando l’aula e facendo mancare il numero legale. In pratica hanno sciolto la seduta consiliare senza eleggere il presidente del Consiglio e, di conseguenza, senza nominare le Commissioni permanenti. Di fatto bloccando il lavoro di tutti i consiglieri che dovranno aspettare la fine di luglio quando si riunirà il prossimo Consiglio (il 27 o il 30, n.d.r.).

La speranza di poter discutere in Consiglio della mozione di sfiducia a Buscemi che le donne si aspettavano è decisamente svanita.

Il sindaco Conti aveva già tentato di bloccare quella mozione indigesta non inserendola all’Ordine del giorno. Violando, così, tutte le regole della democrazia istituzionale e lo stesso Regolamento del Consiglio comunale, come ha denunciato pubblicamente Auletta, tuttavia il battagliero (e competente) consigliere di “Diritti in Comune” era riuscito a farla riammettere alla discussione in aula come mozione urgente dopo aver raccolto le 8 firme necessarie con l’appoggio dei 7 consiglieri comunali del PD. “Sono stati violati i diritti dei consiglieri comunali – aveva denunciato Auletta appena saputo della scelta del sindaco di non far presentare in aula la mozione su Buscemi – per di più se si considera il fatto che la mozione riguarda un membro della sua giunta e un tema come quello della violenza sulle donne”. “Se il primo cittadino ammette un uomo maltrattante ad un ruolo istituzionale, legittima con questo gesto la violenza stessa a livello istituzionale – aveva aggiunto Elisabetta Vanni che si è fatta promotrice anche di un social bombing indirizzato al profilo Facebook del sindaco Conti.

La risposta della piazza al sindaco Conti

Usciti dall’aula, i consiglieri non si immaginavano certo che si sarebbero trovati di fronte ad una marea di donne che erano riuscite ad entrare in Comune e che battevano le mani al grido ritmato di “Dimissioni, dimissioni” e di “No alla cultura della violenza”. Approfittando del momento di smarrimento, due, tre donne della Casa della Donna, tra cui Elisabetta Vanni, si sono avvicinate al sindaco per chiedergli perché non dichiarava le dimissioni di Buscemi da assessore. La risposta è stata a dir poco sconcertante. Il sindaco Conti, prima, ha sostenuto di non poter togliere la delega ad un assessore che ha la fedina penale pulita, poi, ha parlato del suo impegno a garantire le quote rosa nella sua giunta. Incalzato come solo donne intelligenti e determinate sanno fare, Conti, alla fine, ha ammesso che non aveva letto né i documenti né la sentenza della Corte d’Appello di Firenze su Buscemi. La lacuna è stata già colmata. Al sindaco sono stati consegnati brevi manu i documenti che gli perverranno anche in modo ufficiale attraverso l’Ufficio di Protocollo. Il primo Consiglio comunale si è sciolto così, alla carlona, senza discutere di niente. La città di Pisa è in balia di se stessa, senza un Consiglio comunale operante perché non si è voluto nominare un presidente del Consiglio diverso da Gambini. Se ne riparlerà a fine luglio.

  • Le donne.

“Ancora una volta, nelle istituzioni, troviamo stereotipi e pregiudizi che negano quello che le donne raccontano – ha esordito Carla Pochini, in piazza. Ogni anno in Italia 120 donne muoiono per femminicidio ma ricordiamo che questi numeri rappresentano il culmine di tutta una serie di atti perpetrati dagli uomini che le stanno accanto. E’ sempre un uomo, non importa il colore della sua pelle. Si comincia con la violenza psicologica, poi i pedinamenti, in un crescendo che porta, alla fine, alla violenza fisica. Tutte queste fasi l’assessore alla Cultura Buscemi le ha perpetrate. Tutte! Oggi è solo l’inizio di una battaglia. Vi chiedo di essere presenti, sempre più numerosi, per partecipare alla nostra lotta che durerà mesi. Abbiamo bisogno di tutte e tutti. Intanto ci ritroveremo alla Casa della Donna lunedì 23 alle 21 (via Galli Tassi n. 8, vicino alla piazza dei Miracoli, n.d.r.) per decidere il da farsi”.

“Il sindaco Conti sta sottovalutando la vicenda – ha esordito Giovanna Zitiello, responsabile del Centro antiviolenza della Casa della Donna di Pisa – . Con le avvocate di D.i.Re valuteremo se fare anche noi una querela contro Buscemi che ci ha vilipeso ed offeso nel suo ultimo libro “Rivoglio Pisa” dove dice, tra l’altro, che ci arrivano lauti finanziamenti mentre è vero il contrario. Tutto il lavoro che noi facciamo è a livello di volontariato. Siamo un bene comune di Pisa da 28 anni – hanno concluso Carla Pochini e Giovanna Zitiello, siamo un luogo simbolico della libertà delle donne. La Casa della Donna è un simbolo della democrazia per questa città affinché la libertà delle donne possa essere affermata a voce alta. Ma c’è anche un grande silenzio. Colpevole.  E’ quello del mondo della cultura di questa città, è quello del mondo dell’Università che continua a tacere e che, finora, non si è fatto sentire”. E’ giunto il momento di farlo!”

  • Il consigliere Auletta:

“Non è vero come ha detto il sindaco che il Consiglio comunale si è sciolto a causa delle proteste. Si è sciolto perché tutta la maggioranza è uscita dall’aula perché non sapeva che pesci prendere sulla questione del presidente del consiglio comunale – ha raccontato Auletta alla marea di cittadine e cittadini indignati che lo aspettavano in piazza – . L’onda nero-verde si e sciolta come neve al sole durante il primo consiglio sull’elezione del presidente del consiglio comunale. La maggioranza di destra è scappata dall’aula ed ha fatto mancare il numero legale perché sotto scacco per l’incompatibilità del consigliere Gambini. La nostra mozione urgente di sfiducia all’assessore Buscemi così non viene discussa dall’assemblea. Siamo a una stortura senza precedenti: dopo quasi un mese dal voto, la destra blocca l’assemblea cittadina e l’attività consiliare su un caso privato. Noi abbiamo smascherato la commedia denunciando in aula ripetutamente questo comportamento grave e scorretto e alla fine li abbiamo fatti cascare. Ora è indispensabile non disperdere questa mobilitazione, per ottenere le dimissioni di Buscemi e far sì che il Consiglio Comunale cominci a funzionare regolarmente”.

Publiée par Ciccio Auletta sur Mercredi 18 juillet 2018

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