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Porto di Livorno, Bacini di Carenaggio. La Fiom “basta polemiche, c’è bisogno di lavoro”

La segreteria della Fiom Cgil provincia di Livorno interviene in merito al dibattito sui Bacini di Carenaggio

12marzo da Barbara Uloremi Ufficio stampa CGIL Livorno

La richiesta fatta alla politica è quella di concentrarsi a pungolare le Istituzioni, nella ricerca di investitori che creino nuova occupazione, piuttosto che arroccarsi in sterili polemiche.

“Riteniamo – esordisce Simone Puppo della segreteria Fiom – che la situazione occupazionale in città sia tale che occorra uscire da logiche partitiche strumentali volte ad accaparrarsi le simpatie di una parte debole, purtroppo consistente, della popolazione livornese, cioè i tanti che sono rimasti senza occupazione. A nostro avviso una buona pratica della politica dovrebbe essere quella di pressare affinché il territorio sia in grado di attrarre nuovi investimenti, piuttosto che portare avanti uno scontro riguardante ipotetiche colpe, una discussione tutta politica che non tiene conto di alcuni aspetti fondamentali: il rispetto dell’accordo di programma, gli ammortizzatori sociali al termine o già esauriti e il rispetto del Piano regolatore portuale”.

I metalmeccanici ribadiscono che non prenderanno mai parte a iniziative volte a dividere

“Molto spesso abbiamo fatto appelli alla compattezza del territorio – sottolinea la Fiom CGIL Livorno – ma il quadro sembra peggiorare costantemente, rinnoviamo quindi l’invito all’unità Istituzionale, politica e sociale del territorio, che abbia l’obiettivo di portare avanti una discussione univoca sulle necessità occupazionali”.

In merito ai bacini, la Fiom chiede il rispetto delle procedure di evidenza pubblica.

“I bacini saranno assegnati a chi presenterà la migliore offerta – precisa la categoria – ben vengano nuovi soggetti imprenditoriali che non mettano, però, in crisi realtà occupazionali collaudate e positive e che promuovano, a loro volta, buona occupazione, tenendo particolarmente conto dei lavoratori locali”.

Riqualificazione professionale dei lavoratori di Livorno, da tempo la Fiom chiede di attivare percorsi formativi per quanti hanno perso il lavoro, soprattutto nel settore della componentistica.

“Siamo stanchi – conclude Puppo – di confrontarci, soprattutto negli appalti, con aziende che comprimono il costo del lavoro e preferiscono non attingere dal bacino dei lavoratori locali, tralasciando, molto spesso, anche la qualità”.

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