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Porto di Livorno, BuongiornoLivorno: “Facciamo il punto della situazione”

Il Porto di Livorno è da tempo inserito nella rete dei trasporti europei (rete Ten-T), struttura che stabilisce i corridoi principali dei trasporti nel mercato unico.

13gennaio 2017 da Tavolo Economia e Lavoro #BuongiornoLivorno

Il nostro scalo è destinato a diventare un nodo molto importante della rete, anche grazie agli investimenti infrastrutturali che concorreranno agli aumenti di traffico, quali la nuova linea ferroviaria recentemente inaugurata nonché la famigerata Piattaforma Europa.

Il governo europeo attuale, infatti, indica nell’investimento infrastrutturale una assoluta priorità per lo sviluppo, tenendo conto però dei vincoli finanziari legati ai meccanismi di aggiustamento tra finanza pubblica e finanza privata. La Piattaforma Europa quindi potrebbe essere un esempio di come la teoria di governo comunitario si potrebbe trasformare in una realtà concreta.

Nella vicenda globale relativa agli investimenti nel nostro scalo però ad un certo momento si vede entrare in scena il fondo inglese Infracapital, costola per le infrastrutture della società di investimento globale M&G, interessata ad acquisire attività già operanti sul porto, inserendosi nell’assetto societario della Darsena Toscana (principale terminal contenitori del porto livornese) e cercando anche di acquisire quote di GIP (Gruppo Investimenti Portuali). Questo nuovo ingresso ci fa azzardare l’ipotesi di un loro probabile interessamento alla futura Piattaforma Europa più che alla proprietà di azioni di società già operanti sul porto.  Per di più è facile verificare il collegamento tra Bei (banca europea degli investimenti) e Infracapital, visto che l’una certifica l’altra, assicurandone l’affidabilità.

L’impostazione imprenditoriale che ne risulterebbe metterebbe il fondo Infracapital nella posizione di dominare il mercato sia della cellulosa che dei containers del nostro scalo, e di ottenere quindi una posizione molto più solida di ogni altra vista fino ad oggi in Toscana, cosa che ne assicurerebbe un imperio tale che sarebbe difficilmente contrastabile da altri soggetti interessati alla futura Piattaforma Europa. 
Inoltre la nomina ufficiale del presidente Autorità Portuale è caratterizzata dall’insediamento di un uomo dello Stato esperto nella realizzazione infrastrutture.

In questo ipotetico scenario sembra proprio che la Piattaforma Europa un giorno sorgerà davvero.

Il nodo centrale che ci interessa maggiormente è però il capire come queste politiche di investimento si dimostrino inclusive in termini di redistribuzione locale dei redditi e dei livelli di benessere, intesi anche in senso sociale, da riversare sul territorio che va ad ospitare queste infrastrutture.
A livello locale vale la pena ricordare che con la riforma Delrio sono state apportate notevoli modifiche alla governance portuale. In primis sono stati completamente estromessi gli enti locali dall’iter decisionale relativo alla nomina dei presidenti delle Autorità di Sistema, lasciando tutto in mano allo Stato concertando esclusivamente con le Regioni.

In secondo luogo sono stati soppressi i comitati portuali (di cui faceva parte i Sindaci oltre che dai rappresentanti della camera di commercio, degli armatori, degli imprenditori, degli spedizionieri, degli agenti marittimi, degli autotrasportatori e dei lavoratori delle imprese che operano nel porto) e subentrano i comitati di gestione. Questo nuovo organo, nel nostro caso, sarà formato dal presidente della nuova Autorità di Sistema Portuale (e quindi da un incaricato dello stato), da un rappresentante designato dalla Regione, da due rappresentanti designati rispettivamente dai due sindaci (Livorno e Piombino) e da un rappresentante dell’autorità marittima (capitaneria).
I rapporti di forza perciò saranno ben diversi adesso, essendo questo nuovo organo composto da solo 5 membri rispetto ai circa 20 del passato, cosa che teoricamente potrebbe far ben sperare in una posizione più forte dell’amministrazione locale. Però la norma non prevede che sia direttamente il sindaco a presiedere alle riunioni del comitato di gestione (nonostante quello di Livorno abbia anche il ruolo di presidente della Commissione Anci Città Portuali), ma di un suo rappresentante esperto.

Quindi il Comune già pesantemente indebolito dalla riduzione di trasferimenti dello Stato nel suo bilancio consolidato non potrà neanche più intervenire direttamente su quello che era il legame tra Porto e Città, tanto declamato dal legislatore in materia urbanistica, se non riuscendo a scegliere un rappresentante con competenze tecniche di rilievo ma soprattutto che abbia una abilità politica molto spiccata, nonché sia un uomo di estrema fiducia dell’amministrazione.

Sembra proprio che la popolazione sarà sempre più esclusa dalle scelte e che i titolari delle politiche decisionali saranno i nuovi soggetti sovralocali ed imprenditoriali.

Nel caso in cui poi la nostra ipotesi trovi effettivo riscontro nella realtà, c’è da sottolineare che Infracapital, presenta una serie di criticità connesse alla sua natura giuridica e legislativa e al suo diretto accreditamento come soggetto etico e sociale da parte della Banca Europea, che non risponde al nostro ordinamento.
Si vedano a tale proposito i seguenti riferimenti:
http://www.eib.org/attachments/strategies/environmental_and_social_practices_handbook_en.pdf

Infracapital, infatti, gestisce fondi istituzionali tra i quali di solito il maggior apporto finanziario proviene da fondi pensione e fondi privati di risparmio, che fanno raccolta di liquidità sul territorio europeo. Se l’investimento fatto dal loro gestore dovesse sottrarre potere e opportunità sul territorio si potrebbe aprire un conflitto latente tra chi è integrato nel sistema socio-economico e chi ne resta escluso.
Siamo in una fase storica dove i soggetti di governo reale sono altri rispetto a quelli a cui eravamo abituati o che auspicheremmo. Se i rapporti di forza sono questi tutta la normativa sulla partecipazione e sulla tutela del territorio sarà da considerare sorpassata.

“#BuongiornoLivorno rivendica il ruolo politico sul territorio e vuole proteggere le istanze locali dalle inconsistenze sociali del dirigismo europeo, frutto di contrattazioni tra Bruxelles e operatori di finanza privata. Ad oggi i livelli di disoccupazione in Europa stanno aumentando. #BuongiornoLivorno ha la lucidità per sostenere quanto la gestione della finanza pubblica abbia poco di sociale, sia in termini di inclusione occupazionale che di tutela del territorio. L’attenzione si sposterà, per forza di cose, sugli atti autorizzatori e sui punti dei contratti posti in essere per la realizzazione dell’infrastruttura, nonché sulla capacità del partito di governo locale di esprimere orientamenti e compiere scelte inclusive a favore della popolazione.”

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