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Poste e privatizzazioni, Cisl: “un’estate di fuoco per i lavoratori postali”

La denuncia del sindacato SLP-Cisl sulle condizioni dei lavoratori postali

2agosto 2017 da Rosaria Stefani, SLP Cisl Livorno

Per i lavoratori del settore postale questa è una estate torrida, e non solo motivi climatici; i servizi sono ormai al collasso e tutta la provincia di Livorno, isole comprese, è in ginocchio. 

Una situazione frutto di una politica sbagliata, che ha favorito negli anni esodi selvaggi, con la bellezza di 70 colleghi usciti dal mondo del lavoro negli ultimi tre anni, e mai sostituiti. Nonostante tutto, però, il servizio di sportelleria e recapito è andato avanti, garantito dalla buona volontà dei lavoratori. Adesso però è arrivato il punto di non ritorno, è arrivato il momento di pensare al reintegro di chi è andato in pensione o in esodo volontario, è ora di trasformare i part-time in contratti a tempo pieno, è ora di stipulare contratti a tempo determinato anche alla sportelleria, soprattutto in estate.

Impossibile, del resto, continuare così; d’estate i servizi nei paesi ad alta ricezione turistica devono essere rinforzati, per offrire servizi di qualità e non più ridotti all’osso. Impensabile che siano i direttori ad andare allo sportello o a recapitare la posta. Così facendo non svolgeranno il loro lavoro (fatto di attività gestionali e conformità) e pagheranno a caro prezzo gli eventuali, inevitabili errori. Non è possibile, poi, che i nostri operatori di sportello siano di fatto diventati commessi viaggiatori; entrano in ufficio col trolley perché non sanno mai dove saranno chiamati a lavorare. Lo stesso vale per i nostri portalettere; assomigliano ogni giorno di più a dei superman e a delle wonder woman tanto che quotidianamente sono costretti a gestire non una, non due, ma tre zone. Ingiusto, ed ingestibile. Ed ovviamente ne risentono i cittadini, perché le risorse impegnate sono del tutto insufficienti a garantire un servizio efficiente, a maggior ragione nel periodo estivo. 

“In una situazione del genere l’Azienda che fa? Rimane in silenzio, non ascolta, sorda ed indifferente alle nostre motivate lamentele. Possiamo dirlo senza tema di smentita: privatizzare Poste è servito solo e soltanto a fare cassa. Del resto lo sappiamo, il privato non guarda alla qualità dei servizi, ma soltanto al profitto, generando cittadini di serie A e cittadini di serie B. A fronte di una situazione del genere continua lo sciopero delle prestazioni aggiuntive e degli straordinari, dal 22 luglio al 20 agosto; sciopero che deve servire a tutelare i diritti dei lavoratori postali e a chiedere più attenzione per i servizi dedicati alla cittadinanza”.

 

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