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Presentazione del libro “per un mondo libero da armi nucleari” . 24 maggio 2017 al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno

Prosegue con successo il ricco calendario di appuntamenti della “Primavera della Scienza”, il programma scientifico che il Comune di Livorno promuove ogni anno grazie alla collaborazione di numerose associazioni cittadine e giunto alla XIII edizione. Il tema di quest’anno è “Le calamità naturali: la conoscenza dei fenomeni per una possibile difesa”.

22maggio 2017 da Comune di Livorno

Il prossimo evento è in calendario per mercoledì 24 maggio alle ore 16.30 al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo in via Roma con la presentazione del libro “Per un mondo libero da armi nucleari” edito dalla Pisa University Press e curato da Enza Pellecchia, docente dell’Università di Pisa e direttore del Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace (CISP). L’evento è organizzato dal Caffè della Scienza.Accanto alla curatrice, interverranno l’assessore Andrea Morini, il rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella, il professor Francesco Lenci del Caffè della Scienza, il vicepresidente della Commissione Difesa Massimo Artini, il presidente della Provincia di Livorno Alessandro Franchi e Daniele Santi di Senza Atomica.

Il  libro contiene saggi che affrontano da diverse prospettive geopolitica, storica, etica, giuridica, la questione delle armi nucleari e la necessità del disarmo. I  temi  affrontati  sono  tanti,  ma  esiste  un  denominatore  comune  e  questo  denominatore  è  il  tema  della responsabilità. Non solo responsabilità per qualcosa, ma anche responsabilità verso qualcuno. Responsabilità  degli  scienziati,  prima  di  tutto:  quelli  che  costruirono  la  bomba  atomica,  ma  anche  quanti oggi continuano a fare ricerca in ambiti in cui libertà ed etica possono entrare in conflitto. Responsabilità di chi, politici  e  militari, decise di usare la bomba atomica. Ma c’è anche la responsabilità di noi tutti, nell’attivarci per esigere un mondo libero da armi nucleari.

La rassegna della Primavera della scienza proseguirà fino a sabato 10 giugno con tante altre iniziative, accompagnando grandi e piccini in un viaggio alla scoperta del nostro territorio e offrendo spunti di riflessione sulle molte tematiche legate a eventi naturali straordinari come terremoti e inondazioni e sui cambiamenti climatici, mai come oggi di grande attualità. Per informazioni sulla Primavera della Scienza: Ufficio Cultura Scientifica del Comune di Livorno, tel. 0586 820494, e-mail: culturascientifica@comune.livorno.it

Scheda di approfondimento del libro

Il libro, curato da Enza Pellecchia (professore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa e Direttrice del CISP-Centro Interdisciplinare di Scienze per la pace dell’Università di Pisa), contiene saggi che affrontano da diverse prospettive – geopolitica, storica, etica, giuridica – la questione delle armi nucleari e la necessità del disarmo. I temi affrontati sono tanti, ma esiste un denominatore comune e questo denominatore è il tema della responsabilità. Non solo responsabilità per qualcosa, ma anche responsabilità verso qualcuno.

Responsabilità degli scienziati, prima di tutto:

quelli che costruirono la bomba atomica, ma anche quanti oggi continuano a fare ricerca in ambiti in cui libertà ed etica possono entrare in conflitto. Responsabilità di chi – politici e militari – decise di usare la bomba atomica. Ma c’è anche la responsabilità di noi tutti, nell’attivarci per esigere un mondo libero da armi nucleari. Le parole di Gunther Anders sono, al riguardo, di straordinaria chiarezza: “per quanto confuso possa essere stato finora il problema dell’imputazione, il vero problema della colpa comincia soltanto ora. Soltanto ora, perché soltanto ora sappiamo che cosa significa la bomba. Per quanto innocenti si possa essere stati finora, ora si diventa colpevoli, se non si aprono gli occhi a coloro che non vedono ancora, se non si fanno rintronare le orecchie a coloro che non capiscono ancora. La colpa non sta nel passato, ma nel presente e nel futuro. Non soltanto gli eventuali assassini sono colpevoli, ma anche noi, gli eventuali morituri”.

Esiste dunque una responsabilità e una risposta, a cui siamo chiamati in quanto membri della comune famiglia umana.

Ed è qui, nell’appartenenza alla comune famiglia umana, che si innesta l’altro modo di guardare alla responsabilità, come responsabilità non solo per qualcosa (qualcosa che è stato fatto o che non è stato fatto), ma anche come responsabilità verso qualcuno: più precisamente, verso le generazioni future e verso le vittime delle due atomiche di Hiroshima e Nagasaki e delle migliaia di test nucleari che fino al 1990 sono stati effettuati, con grave compromissione dell’ambiente e pesanti ripercussioni sulla salute delle persone. Questa assunzione di responsabilità alimenta lo sforzo per stimolare le persone ad un percorso di empowerment, affinchè ciascuno acquisisca consapevolezza del proprio potere e non si senta semplice “pedina della storia”: al contrario, grandi cambiamenti su importanti questioni sono stati possibili proprio grazie alle voci che si sono levate decise dalla società civile, ad esempio per giungere alla messa al bando delle mine antiuomo o delle bombe a grappolo. Un analogo processo è possibile – ed è in corso – per arrivare all’approvazione di un Trattato per la messa al bando delle armi nucleari. Recentemente il movimento che esorta ad un mondo senza armi nucleari ha assunto una nuova forma, tramite la c.d. iniziativa umanitaria, che ha l’obiettivo di spostare il dibattito internazionale dalla deterrenza e dalla stabilità strategica che possono essere assicurate mediante il possesso delle armi nucleari, all’impatto umanitario e, quindi, alle ripercussioni sulle vite umane causate dall’uso delle armi nucleari.

Al di là dei contenuti, ovviamente interessanti e importanti, la presentazione del volume può essere l’occasione per riflessioni e spunti in una triplice direzione. Il libro è il risultato di quello che si potrebbe definire il “laboratorio Pisa”, con riguardo all’esperimento civico e scientifico di seguito descritto.

Il CISP-Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace dell’Università di Pisa e il Comune di Pisa (componente della rete Mayors for Peace e sostenitore della campagna Senzatomica.Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari  www.senzatomica.it), nell’anno del 70° anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasakihanno hanno promosso – dal 12 al 24 novembre 2015 – un programma di iniziative per approfondire e per esprimere la richiesta e l’impegno per la messa al bando delle armi nucleari, come già avvenuto con altre armi di distruzione di massa: un mondo libero da armi nucleari non è solo desiderabile, è soprattutto  possibile ed è affidato anche alla capacità di disarmo interiore di ciascuno di noi.

Numerosi i soggetti – scienziate e scienziati, docenti universitari, insegnanti, amministratori e amministratrici, attiviste e attivisti, artisti, persone di fede, cittadine e cittadini, associazioni – che hanno attivamente contribuito, esprimendo la ricchezza di risorse intellettuali (Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, Dipartimenti di Giurisprudenza, Fisica, Civiltà e Forme del Sapere, Scienze politiche, Medicina clinica e sperimentale, Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali; Corsi di Laurea in Scienze per la pace e in Ingegneria nucleare; INFN-Istituto Nazionale di Fisica Nucleare-Pisa, Area della Ricerca del CNR-Pisa; Sistema Museale di Ateneo, CLI-Centro Linguistico), artistiche e culturali (Cineclub Arsenale, Fondazione Teatro Verdi, Teatri della Resistenza, I Sacchi di Sabbia, Cinema Teatro Lux, Associazione Culturale Il Gabbiano, Circolo di Letture ad Alta Voce, Associazione CorreLaMente, Fondazione Sistema Toscana, Pisa Internet Festival, Pisa Book Festival, Mix-Art, Libreria Ghibellina, Club Kiwanis Pisa, GRUppo Ali Dipinte), associative (Centro di Documentazione Semi sotto la neve, La Nuova Limonaia, Il Caffè della Scienza, Convento I Cappuccini, Beati i Costruttori di Pace-Onlus) della città e la sua apertura al dialogo interreligioso (Diocesi di Pisa, Pax Christi, Chiesa Valdese, Comunità Ebraica, Comunità Musulmana, Assemblea Spirituale Locale dei Baha’ì, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Chiesa ortodossa, Chiesa protestante). Significativo è stato altresì il sostegno di prestigiose organizzazioni di ricerca sui temi degli armamenti (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo) e organizzazioni di scienziati (Pugwash Conferences for Science and World Affairs – organizzazione Premio Nobel per la pace 1995 – e USPID-Unione degli Scienziati Per Il Disarmo ONLUS). Differenti competenze  si  sono dunque incontrate e mescolate, in tanti luoghi della città, con un approccio interdisciplinare che si è rivelato prezioso e vincente, come vincente è stata la scelta di usare più linguaggi, da quello della divulgazione scientifica a quello delle varie forme di arte, per raggiungere il maggior numero possibile di persone e, soprattutto, di giovani. Lo scopo è stato quello di informare e offrire strumenti e competenze che fornissero un supporto razionale alla richiesta di un mondo libero da armi nucleari, per andare oltre il (pur importante) coinvolgimento emotivo ma anche oltre una narrazione storica che ha contributo ad accreditare le armi atomiche come “male necessario” per porre fine alla seconda guerra mondiale e poi per mantenere la pace nel mondo.

Il “laboratorio pisano” è replicabile? SI: per questo, per offrire spunti, sarebbe importante coinvolgere i potenziali nodi di una rete da creare anche a Firenze: il Rettore per l’Università, organizzazioni per la pace, Senzatomica, ecc.

Significatività della data della presentazione: 27 marzo, mentre a New York accade un fatto di importanza straordinaria, si aprono i lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per avviare i negoziati per la discussione e approvazione di un Trattato Internazionale per la messa al bando delle armi nucleari. La seconda sessione sarà a metà luglio. Il governo italiano ha votato contro (ritenendo “divisivo” un Trattato per la messa al bando e preferendo un approccio graduale al disarmo) e ancora non si sa se parteciperà comunque ai negoziati. Ma anche se il Governo italiano non ci fosse, ci sarà comunque – simbolicamente, anche attraverso questa iniziativa – l’Italia degli enti locali, ovvero il livello di governo più vicino ai cittadini. E non è un caso che Firenze e la Toscana siano in prima linea e possano essere leader di un movimento degli “enti locali per un mondo libero da armi nucleari”: numerose sono infatti le adesioni a Mayors for peace e  a Senzatomica in tutta la Toscana. Rinnovare il grido “le città non sono bersagli!”

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