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Province, 8 gennaio elezioni senza cittadini. S.I. non appoggerà la lista A.D.: “ è alternativa al PD ma, si caratterizza per individualismo ed esclusività”

Domenica 8 gennaio, a Livorno, così come in tutta Italia si svolgeranno le elezioni del Consiglio provinciale

5gennaio 2017 da Sinistra Italiana Livorno – Bassa Val di Cecina

Il risultato del recente referendum costituzionale ha fatto emergere chiaramente la voglia che i cittadini hanno di partecipare, e di essere democraticamente rappresentati. Non saranno i cittadini a decidere i membri del prossimo consiglio provinciale, bensì i consiglieri comunali e i sindaci della Provincia di Livorno.

Non si voterà il presidente della Provincia poiché la “disgraziata” legge Del Rio ha stabilito che il Consiglio va rinnovato ogni due anni mentre il Presidente va scelto ogni quattro, ancora non sono riusciti a spiegarne il motivo. L’aver tolto il potere ai cittadini non vuol dire averne tolto alle provincie stesse che al contrario decideranno su importanti temi come pianificazione territoriale, tutela e valorizzazione dell’ambiente, pianificazione dei servizi di trasporto, gestione delle strade provinciali, programmazione provinciale della rete scolastica, gestione dell’edilizia scolastica. La riforma delle Provincie targata PD, che non ha fatto risparmiare risorse alle finanze pubbliche, anzi tutt’altro, ha però limitato di molto la realizzazione dei progetti e dei programmi che invece le provincie dovevano attuare. Il potere si è trasferito dai consigli eletti dal popolo ai dirigenti e alla burocrazia; una riforma che a noi pare abbia poco a che fare con le parole “democrazia e partecipazione”.

Allo stesso modo purtroppo dobbiamo registrare i forti limiti in termini di costruzione, comunicazione e collegamento verso i territori rappresentati della lista Assemblea Democratica capeggiata da Giuliano Parodi e Alessandro Masoni. Ciò che stona maggiormente è la totale assenza di condivisione e partecipazione. Le candidature proposte o sono riconferme dei consiglieri provinciali uscenti o sono proposte non condivise se non tra pochi, l’estrema assenza di discussione e democraticità fa di Assemblea Democratica, non un corpo unico con i territori, ma un elemento auto celebrativo che ad oggi non ha e non potrebbe essere altrimenti alcuna incidenza politica. Avrebbe dovuto essere elemento di stimolo e proposta, fulcro di un reale movimento popolare, nonostante tutte le perplessità e le criticità che tutti noi abbiamo sulle provincie distrutte dal Governo Renzi.

Non è possibile porre come unico denominatore la battaglia contro il PD perché la costruzione di un orizzonte di sinistra e di partecipazione dal basso ha bisogno di ben altre basi. È mancata la costruzione con e insieme alle realtà organizzate in tutti i territori, a cominciare dai partiti e dalle numerose liste civiche che avrebbero potuto portare un contributo importante e forse decisivo a questa esperienza che invece oggi risulta essere l’ennesima occasione perduta. Altro elemento preoccupante è l’esclusione di realtà importanti come Cecina e Rosignano, o le esperienze delle liste civiche di alcuni comuni dell’Isola d’Elba, ad esempio, o come anche pare a noi grave che la strada intrapresa da AD nei metodi non sia certo diversa da quella del Partito Democratico, dando uno schiaffo vergognoso al sincero spirito democratico e alla partecipazione che invece poteva e doveva essere la vera protagonista anche dopo il risultato referendario del 4 dicembre.

“Un’occasione sprecata che ci costringe a non sostenere questa lista che nonostante si richiami all’alternatività al PD e alla democrazia ha poco tanto dell’uno quanto dell’altro ma si caratterizza invece per individualismo ed esclusività!”

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