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“Ribelliamoci alla guerra, alla repressione, al militarismo per rilanciare l’azione antimilitarista”. 13 maggio 2017 Federazione Anarchica Livornese

Sabato 13 maggio presso la Federazione Anarchica Livornese in Via degli Asili 33 a Livorno, dalle ore 17:30 è in agenda un dibattito pubblico sul tema dell’antimilitarismo. Alla conclusione dell’iniziativa seguirà, dalle ore 20, un aperitivo.

11maggio 2017 da Dario Antonelli, Collettivo Anarchico Libertario

La guerra è vicina. È nei tagli ai servizi e alla sanità, è nei licenziamenti e nel peggioramento delle condizioni di lavoro, è nella disoccupazione e nella miseria che ci vengono imposte, è nel controllo sociale e nella repressione.Nel 2017 le spese militari in Italia ammontano a 23,4 miliardi, 64 milioni al giorno.

  • Gran parte di questi soldi saranno spesi per nuovi armamenti (5,6 mld),
  • (1,28 mld) per finanziare missioni militari,
  • (9 mld) per mantenere le truppe e riempire le tasche degli ufficiali.

Negli ultimi dieci anni le spese militari in Italia sono aumentate del 21%. Mentre per i servizi, per la scuola, per la sanità, per gli ammortizzatori sociali mancano sempre soldi, per il settore militare non mancano mai, e quest’anno l’86% degli investimenti del Ministero dello Sviluppo Economico per l’industria nazionale andranno alla produzione bellica. Per sostenere l’apparato militare e i settori ad esso collegati il governo impone il peggioramento delle nostre condizioni di vita e di lavoro.

Non si tratta di una questione puramente economica.

Di fronte alla perdita di fiducia nei confronti dei governanti, lo Stato deve fare affidamento sull’apparato militare, di sicurezza e di controllo. Non si tratta quindi solo di una questione di bilancio, ma della necessità politica di militarizzare la società per poter attuare le solite politiche di rapina e sfruttamento. L’opposizione alla guerra parte da qui, dall’opposizione ai decreti repressivi del governo, che vogliono vietare le manifestazioni, dal contrasto all’impiego dei soldati nelle strade delle nostre città, dalla lotta per migliori condizioni di vita e di lavoro, contro l’esercito e l’industria bellica, dalla lotta per liberarci dalle basi militari e dai poligoni, dalla nostra lotta quotidiana per la libertà.

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