11212018Headline:

Rievocazione storica a Cascina, la sinistra scrive al Prefetto di Pisa: “garantire Costituzione non consentendo parata nazista”

Luigi Dei, rettore dell’Università di Firenze, dalle colonne del Corriere Fiorentino di ieri, ammoniva sul rischio della perdita della memoria per la scomparsa progressiva dei testimoni diretti degli eccidi nazi fascisti e del significato della lotta partigiana durante i mesi infausti del passaggio del fronte nel 1944. Mai preoccupazione è stata più tempestiva.

26aprile 2018 da Emanuela Amendola (Possibile), Michele Antognoli (consigliere comunale L’Altra San Giuliano), Ciccio Auletta (candidato sindaco Una città in comune-Rifondazione Comunista-Possibile), Luca Barbuti (consigliere comunale L’Altra San Giuliano), Paola Bigongiari (segretaria Provinciale Rifondazione Comunista), Marco Ricci (consigliere comunale Una città in comune-Rifondazione Comunista Pisa)

Domani a Cascina, infatti, si terrà una presunta rievocazione storica sul passaggio del fronte nel 1944. Presunta, perché secondo un atteggiamento meschino e ipocrita si cerca di mascherare da parte dell’amministrazione cascinese quello che è un palese tentativo di riconoscimento e legittimazione della parte più ignobile e sanguinaria delle truppe coinvolte in quegli eventi. I simboli stessi dell’associazione ultimo fronte 1945, coinvolta direttamente dal comune di Cascina e riportata sulla locandina dell’evento nell’evento, sono infatti un esplicito richiamo (caratteri gotici su sfondo nero) alle divisioni combattenti delle SS, quelle divisioni e quelle truppe che sono state gli artefici principali degli eccidi che si sono perpetrati nel 1944 nel nostro territorio fino a Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto. Ci chiediamo allora perché, invece di ricordare le stragi, le deportazioni del 1944, la Sindaca di Cascina, abbia organizzato una macabra messa in scena di simbologie che si ispirano alla volontà di sopraffazione e morte.

Le divise delle SS, l’anello che portavano al dito hanno come effige principale la testa di morto, con questa effige si presentavano nelle case, nei fienili durante i rastrellamenti e con questa effige sui berretti fucilavano inermi. Crediamo che tutto questo vada fermato e per questo abbiamo inviato una formale richiesta al Prefetto di Pisa per chiederle di garantire quanto sancito dalla nostra Costituzione non consentendo lo svolgimento di una simile parata, affinché operazioni mistificatorie, apologetiche e irrispettose dei lutti e delle sofferenze che le popolazioni del cascinese e del pisano hanno subito in quegli anni siano bandite dall’agenda politica delle nostre amministrazioni.

Questa che segue la lettera in indirizzo al Prefetto di Pisa in merito alla “rievocazione storica” in agenda domani (27aprile 2018) a Cascina:

Gentile Signora Prefetta,

con la presente Le esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per la “presunta” rievocazione storica sul passaggio del fronte del 1944 che si svolgerà domani nel Comune di Cascina. Proprio ieri nel corso delle manifestazioni in occasione della Festa della Liberazione Luigi Dei, rettore dell’Università di Firenze, ammoniva sul rischio della perdita della memoria per la scomparsa progressiva dei testimoni diretti degli eccidi nazifascisti e del significato della lotta partigiana durante i mesi infausti del passaggio del fronte nel 1944. Mai preoccupazione è stata più tempestiva e da noi condivisa. Quanto domani si intende mettere in “scena” da parte dell’amministrazione cascinese sotto il velo di “una presunta rievocazione è un palese tentativo di riconoscimento e legittimazione della parte più ignobile e sanguinaria delle truppe coinvolte in quegli eventi. I simboli stessi dell’Associazione ultimo fronte 1945 (https://sites.google.com/site/ultimofronte1945/classroom-news), coinvolta direttamente dal comune di Cascina e riportata sulla locandina dell’evento, sono infatti un esplicito richiamo (caratteri gotici su sfondo nero, vedi allegato) alle divisioni combattenti delle SS, quelle divisioni e quelle truppe che sono state gli artefici principali degli eccidi che si sono perpetrati nel 1944 nel nostro territorio fino a Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto. Ci chiediamo allora perché, invece di ricordare le stragi, le deportazioni del 1944, la Sindaca di Cascina, abbia organizzato una macabra messa in scena di simbologie che si ispirano alla volontà di sopraffazione e morte. Le divise delle SS, l’anello che portavano al dito hanno come effige principale la testa di morto, con questa effige si presentavano nelle case, nei fienili durante i rastrellamenti e con questa effige sui berretti fucilavano inermi.

Crediamo che tutto questo vada fermato e ci appelliamo a Lei per chiederle di garantire quanto sancito dalla nostra Costituzione non consentendo lo svolgimento di una simile parata, affinchè operazioni mistificatorie, apologetiche e irrispettose dei lutti e delle sofferenze che le popolazioni del cascinese e del pisano hanno subito in quegli anni siano bandite dall’agenda politica delle nostre amministrazioni. Certi di una sua riposta, Porgiamo cordiali saluti

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +3 (from 3 votes)