09292020Headline:

Riparazioni navali e uso dei Bacini. Al Molo Mediceo, conferenza stampa congiunta, di BuongiornoLivorno, Rif.ne Comunista, Alba, Oltre Per Livorno

“Oggi ci siamo trovati qui perché abbiamo sentito forte la necessità di individuare azioni chiare e su queste fare luce, sollecitando le amministrazioni a perseguire obiettivi di maggiore sostenibilità per la città.”

29gennaio 2017 da BuongiornoLivorno, Rifodazione Comunista, Alba, Oltre Per Livorno

“La vicenda del comparto delle riparazioni navali e dei bacini è la drammatica eredità economica, urbanistica e sociale che oggi ci troviamo ad affrontare dopo che per l’ennesima volta la città non è riuscita a capitalizzare, per se e per i territori circostanti, l’enorme valore costituito dalle sue infrastrutture e dalla sua industria. Riteniamo necessario che la politica si assuma la responsabilità di sostenere un comparto economico che potenzialmente aveva ed avrebbe potuto essere ancora oggi una fonte di reddito per migliaia di livornesi.”

  • Non possiamo perdere il pieno uso di una importante infrastruttura per il porto, come quella dei bacini nella loro piena potenzialità.
  • Il ruolo dell’Amministrazione Comunale è primario nelle decisioni insieme a quello dell’Autorità Portuale, basta rinvii e rimandi.
  • Diciamo No ad un rilancio occupazionale senza tutele e Sì ad una maggiore qualità del lavoro anche in questo settore.

“Si è lasciato andare in malora un complesso straordinario di bacini, soprattutto il bacino in muratura, uno dei più grandi del Mediterraneo. In questa fase storica per la città è necessario avere il coraggio di modificare equilibri consolidati e riaffermare il ruolo centrale dell’ente locale nell’ambito dello sviluppo socio economico portuale ed dei bacini.”

“Vogliamo che venga fatta chiarezza: l’AP non ha adeguatamente vigilato sul degrado dei bacini, mentre la loro chiusura ha causato la dispersione di una professionalità che ora non c’è più.
Il plusvalore derivante dal fatto che tale bacino è uno dei due più grandi del Mediterraneo ci convince della irrinunciabilità ad un suo uso completo, tanto più se si tiene conto della tendenza internazionale alla costruzione di navi sempre più grandi. Il progetto Darsena Europa ne è una conferma.
Sicuramente i bacini non vanno solo assegnati ma devono essere sfruttati al massimo e per questo devono essere completamente ripristinati, compresi spazi a terra e vie di accesso, senza necessariamente stravolgere il PRG. Se comune ed AP possono e condividono l’opportunità di fare una variante, questa non può riguardare solo la Bellana.”

“Il nuovo bando prevede delle limitazioni che potrebbero essere superate: in tal senso ci sono opinioni anche nettamente diverse fra gli imprenditori che devono essere valutate con trasparenza e competenza.
Il livello di avanzamento del progetto di residenzialità intorno ai bacini del Mediceo non è chiaro da sempre, così come i progetti della proprietà al riguardo. Ancora non è stato costruito niente e sicuramente esistono margini di concertazione sul tema. Devono essere escluse ulteriori operazioni immobiliari scelleratamente già consentite.”

  • Le abitazioni già edificate in Via Edda Fagni nel progetto erano ad uso foresteria a servizio del porto turistico previsto nel Porto Mediceo, diversamente da quanto risulta oggi. I margini di pianificazione devono essere sfruttati per favorire al massimo l’utilizzo efficace dei bacini e dei moli.
  • L’accesso da terra all’area dei bacini richiede una viabilità adeguata a trasporti anche eccezionali, che non è pensabile transitino dall’area pregiata del lungomare (varco alla Bellana).
  • Va da se che l’accesso viario all’area di servizio ai bacini deve essere libera da condizionamenti.
  • Vorremmo infine portare all’attenzione l’opinione pubblica su un punto cruciale: l’incoerenza fra il mancato ripristino del bacino grande ed il vincolo autorizzativo relativo al Rigassificatore OLT, situazione che mette a rischio un aspetto importante del piano della sicurezza del porto e la sostenibilità della piattaforma off shore.

“Il ruolo dell’Amministrazione Comunale è primario nelle decisioni insieme a quello dell’Autorità Portuale, basta rinvii e rimandi. L’amministrazione Comunale non ha un ruolo secondario nelle decisioni sullo sviluppo e sul piano urbanistico del Mediceo ruolo che funzionalmente si può esplicitare attraverso il Piano Strutturale che stiamo aspettando ed il nuovo ruolo nel Comitato ristretto dell’AP.
Nonostante una sorta di “vuoto legislativo locale” dell’attuale Regolamento Urbanistico per l’area dei bacini, appiattita sul piano portuale, il Comune in base alla nostra Costituzione ha la responsabilità dello sviluppo sociale ed economico di tutta la popolazione per quanto di sua competenza ed in base al principio di sussidiarietà che prevede la cooperazione tra gli Enti, Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni.
La riforma dei Porti non ha tolto prerogative ai sindaci che siederanno con un proprio delegato nel comitato ristretto: è stata istituita l’Autorità di Sistema del Tirreno Settentrionale che vede Livorno sede porto capofila dell’AdSP. “Il porto di Livorno e quello di Piombino sono interessati da cospicui investimenti nell’adeguamento delle loro infrastrutture portuali, viarie e ferroviarie. La speranza è che nell’attività dell’AdSP si realizzi una visione sistemica che eviti di creare situazioni di concorrenza fra i due scali soprattutto sul tema delle riparazioni navali.

“No ad un rilancio occupazionale senza tutele e Sì ad una maggiore qualità del lavoro”

“Chiediamo maggior sicurezza in porto sia in termini di piani di emergenza che di garanzie per i lavoratori e, non ultimo, l’apertura di un osservatorio sulla qualità della lavoro per la formazione e la tutela dei lavoratori, proprio in vista delle prossime gare ed appalto.
Il rapporto fra porto e territorio non può limitarsi al solo aumento dei volumi di traffici. Ad oggi la logistica non è altro che l’appalto di servizi che già venivano prodotti con la differenza che le guerre al ribasso peggiorano i livelli dei servizi e le condizioni sociali dei lavoratori.
A tal proposito occorre che in esso sia esplicita la richiesta di garanzia per chi vi verrà impiegato e che nei bacini si rispettino inderogabilmente i vincoli sia di sicurezza e tutela dei lavoratori sia di tutela dell’ambiente. Quest’ultima attiene alla salute dei cittadini sulla quale è tenuto a vigilare il Sindaco.
La qualità del lavoro che si va ad offrire oggi è decisamente sbilanciato verso una minore qualità e sicurezza al lavoro. Prendere quello che viene pur di creare lavoro è una scelta perseguita da molti anche in politica, ma lo sfruttamento, la mancanza di sicurezza, non possono essere ammissibili.”

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