08212018Headline:

Sicurezza in Porto. Rifondazione Comunista: “serve un’inversione di rotta”

Il Circolo Porto di Rifondazione Comunista augura ai lavoratori infortunati in porto pronta guarigione

17luglio 2018 da Circolo Porto ‘Eugenio Bellandi’ Rifondazione Comunista Livorno

 

I due infortuni accaduti in queste ore nel terminal Sintermar su navi Ro-Ro della Grimaldi impongono una inversione di rotta rispetto ad una situazione che ha visto il mondo del lavoro ed i lavoratori, non solo pagare gli effetti della crisi, ma anche e soprattutto sobbarcarsi anche le dinamiche conseguenti alla crescita dei traffici. Nel nostro scalo è un corso una aspra guerra tariffaria, tra le imprese in generale ed in particolare nel settore Ro-Ro, che vede gli armatori scendere a terra per scaricare sul lavoro portuale le loro difficoltà finanziarie.

Non è un mistero che proprio personaggi come Grimaldi teorizzino pubblicamente che i porti non devono guadagnare che poi è proprio quello che sta accadendo nel nostro scalo. Alle imprese che dovrebbero erogare servizi vengono proposte tariffe che non permettono di poter applicare il Contratto Unico dei porti e quindi è sulle condizioni di sicurezza ed i diritti dei lavoratori che tutto viene scaricato. Quando vengono avviati 6 rizzatori su 7 ralle ed in tre ore deve essere sbarcato e imbarcato il carico, siamo nella zona rossa dell’alto rischio sulla sicurezza. Siamo al paradosso che a fronte di una crescita dei traffici non corrisponda una crescita di qualità delle condizioni sociali dei lavoratori.

Leggiamo che il Presidente Corsini è andato sul luogo dell’incidente, per fare cosa? Una visita di cortesia? Nei turni in questione sono stati rispettate le indicazioni del documento “sulla sicurezza nello svolgimento delle operazioni portuali relative al ciclo dei rotabili,” approvato dal Comitato Igiene e Sicurezza del Lavoro del Porto di Livorno approvato il 5 Aprile 2012? La vigilanza ed il controllo vanno esercitati prima che succedano gli incidenti. Purtroppo, anche questo non è un mistero, i vertici dell’Autorità di Sistema Portuale stanno smantellando la struttura dell’ULP che è stato in passato un positivo punto di riferimento anche a livello nazionale, mentre oggi nei fatti è stato completamente smantellato il servizio ispettivo della Autorità di Sistema Portuale, essendo nei fatti presente solo in regime di reperibilità dalle 20.00 alle 08.00 ed ormai senza più alcuna professionalità specifica nella conoscenza delle regole che sovrintendono il lavoro in porto. Dobbiamo constatare come i soggetti politici e istituzionali livornesi non abbiano chiaro i danni che produrrà questo progressiva deriva di deregolamentazione.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: +2 (from 2 votes)