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Succede al Pronto Soccorso di Cisanello

Pazienti che attendono per ore nelle sale di attesa in Pronto Soccorso prima di poter accedere a visite e cure, non è una novità nè a Pisa, nè in altri Presidi Ospedalieri

31 gennaio 2018 redazione Pisa

La carenza di organici e posti letto è cosa nota. Non a caso il nostro Sistema Sanitario risulta essersi collocato al disotto della media Europea, dove tra varie ‘riorganizzazioni e razionalizzazioni’ di fatto si è riuscito soltanto ad abbassare il livello di qualità ed efficienza del sevizio. Ma quanto stiamo assistendo al Pronto Soccorso di Cisanello (Pisa) è qualcosa che sembra andare oltre le normali criticità a cui doverci abituare, emerge un basso livello organizzativo e mancanza di visione di insieme nella dirigenza, l’impressione è quella di un lento e progressivo deterioramento di professionalità e di capacità di coordinamento. Ne è una ennesima testimonianza la denuncia postata sul profilo Facebook di una paziente che fattasi visitare dal medico curante di famiglia, in via precauzionale, le consiglia di recarsi al Pronto Soccorso per toracoalgia. Dopo l’accettazione e un primo elettrocardiogramma, è stata invitata ad attendere in sala di aspetto, una attesa di oltre nove ore senza alcun altro controllo o spiegazioni come ripotiamo testualmente:

Ieri, il giorno 29/1/ alle ore 12, mi sono recata al Pronto Soccorso di Pisa per toracoalgia, accompagnata da una richiesta de mio medico curante, dove mi hanno assegnato il codice verde. Dopo aver eseguito un Elettrocardiogramma mi hanno mandato ad attendere la visita del medico nella Sala di Attesa dove sono rimasta tutto il giorno. Non mi è stato fatto nessun prelievo ematico per valutare il movimento enzimatico (come da protocollo) e, nonostante le mie sollecitazioni non sono stata vista da nessuno. Verso le ore 20.15 mi è stato detto che mi avrebbero chiamato per visita, prelievo ed Rx torace al modulo D. Così sono arrivata fino alle 21.15 quando ho deciso di andarmene visto l’insostenibilità della situazione (tutto il giorno su una sedia) dovuta alla stanchezza, al digiuno e allo stress. Concludo che, meno male probabilmente era solo broncospasmo, altrimenti se fosse stata una cosa seria sarei schiattata lì. Aggiungo come ex dipendente dell’Azienda che la professionalità è tutto un’altra cosa! E ora sono maledettamente incazzata!

Il punto è che ha fronte di alcune patologie che non siano in Codice Rosso o Giallo, i Pronto Soccorsi risultano incapaci, quantomeno inadeguati se non addirittura impotenti nel garantire un servizio all’altezza delle crescenti richieste, questo è un problema che ormai viene segnalato da anni. Allora, se in casi come quello segnalato, al Pronto Soccorso Ospedaliero non è possibile avere risposte, a chi o dove è possono ottenere le cure e l’assistenza necessaria, in assenza di possibilità di ricovero e di presidi attrezzati sul territorio (tipo Ospedali di Comunità o Centri ambulatoriali di quartiere o frazione)?

  • Nei casi Come quello descritto, il protocollo prevede l’esecuzione di un elettrocardiogramma e un primo prelievo per registrare il movimento degli enzimi cardiaci, prelievo da ripetere, dopo la visita del medico, nelle 12 ore successive fino alla messa in sicurezza del paziente, rimane pertanto inaccettabile il far attendere per lunghe ore un paziente, senza informazioni e monitoraggio, in sale di attesa, oltretutto su dure e scomode sedie esposte a correnti d’aria ogni qualvolta si aprono le porte automatiche.

Non sta a noi dare giudizi o proporre soluzioni, cosa che compete a responsabilità specifiche, nostro compito resta tuttavia quello di segnalare quelle carenze, che anche in periodi difficili, potrebbero essere risolte con una migliore programmazione tra territorio e Presidi Ospedalieri, capace di rispondere alla crescente domanda di servizi e di salute.

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