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Tangenziale Nord-Est di Pisa: “Lo ‘Sblocca Italia’ dà il via libera ad un’opera concepita 40 anni fa

“L’alternativa razionale è sistemare le strade esistenti, fra cui quelle ora sterrate, e puntare sull’armonia del paesaggio”

Image and video hosting by TinyPic22luglio 2016 admin

Il Presidente Rossi ha annunciato la delibera di Giunta sulla tangenziale Nord-Est di Pisa, che contiene lo schema di accordo con la Provincia di Pisa e i Comuni di Pisa e San Giuliano Terme per la progettazione definitiva dei primi lotti funzionali, con uno stanziamento di poco più di un milione di euro per la progettazione. Per Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra:

“l’amore di Rossi per lo ‘Sblocca Italia’ e per le grandi opere inutili e vetuste volute dal governo nazionale non ha limiti. Il Rossi innamorato dà il via ad un’ennesima grande opera figlia di un modello di viabilità vecchio, concepito ormai una quarantina d’anni fa in base ad un’idea di sviluppo che ha mostrato la corda. Non solo così non si produce ricchezza durevole per le comunità ma si distruggono le preziose e insostituibili risorse del nostro territorio, rendendolo più povero e vulnerabile”.

“La tangenziale è una lama di cemento che spaccherebbe in due la piana pisana, frammentando ulteriormente un’area già attaccata da fenomeni di sprawl urbano. Un’operazione che andrebbe a costare un’ottantina di milioni, con impatti pesantissimi sia sull’ambiente e sul paesaggio, sia sul piano socio-economico. Oltretutto, si progetta una megaopera inutile proprio nel mentre si afferma che mancano le risorse per mettere mano alla così detta viabilità minore e non si investe a sufficienza per realizzare un sistema dei trasporti pubblici sostenibile e accessibile a tutti”.

“La tangenziale finirebbe solo per degradare ulteriormente la piana pisana. Una piana attraversata dall’Acquedotto Mediceo, un’opera di grandissima importanza storica e monumentale, che rischia il crollo. Ma per salvare e mettere in sicurezza l’acquedotto si dice che i soldi non ci sono.”

“Eppure un’alternativa razionale e poco costosa esiste e su questo insisteremo in Consiglio regionale. Come ha più volte segnalato Legambiente, tra l’ospedale di Cisanello e la via del Brennero c’è già una viabilità che permette di aggirare la città. Per il tratto restante basta andare a leggere quanto lo stesso Comune di Pisa ha scritto nel Piano Urbano del Traffico del 2000, quando proponeva di sistemare e completare il reticolo stradale esistente, comprese alcune strade ora sterrate”.

Concludono Fattori e Sarti: “Nella piana pisana le risorse andrebbero spese in tutt’altro modo, recuperando le aree periurbane, sviluppando un’agricoltura biologica e di qualità, lavorando ad una ricucitura del territorio che permetta ai sistemi naturali di rimanere vivi e attraenti anche per il turismo, in armoniosa connessione con il patrimonio paesaggistico, storico e artistico della zona, realizzando un parco agricolo che ospiti un’agricoltura sostenibile e offra un’alternativa economica basata sulla tutela del paesaggio e della biodiversità.”

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