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Via Francigena in handbike: “Un applauso alla determinazione di Pietro”

Una Via Francigena aperta e accessibile a tutti, senza ostacoli, fruibile e vivibile anche da persone con esigenze speciali

Firenze, 06aprile 2016 da Federico Taverniti

Pietro Scidurlo.E’ con questa idea che lo scorso 28 marzo è partito il viaggio in handbike di Pietro Scidurlo, paraplegico, e dei suoi compagni. Oltre 830 km, da Somma Lombardo, in provincia di Varese, fino a Roma, dove l’arrivo è previsto per il prossimo 12 aprile. In mezzo tutto il tratto toscano della Via Francigena, circa 370 km, passando da Avenza, Lucca, Gambassi Terme, Siena e ancora giù, fino a S. Quirico d’Orcia e Radicofani prima di entrare nel Lazio.

Pietro Scidurlo, che porta avanti le sue iniziative attraverso Free Wheels Onlus, associazione da lui fondata insieme ad alcuni amici volontari, ha intrapreso la pedalata lungo la Francigena insieme a suo padre Bartolomeo, Pino Baldissera, Roberto D’Amato (disabile in handbike) e Giancarlo Cotta Ramusino.

Il tratto toscano della Via Francigena è l’unico dell’intero percorso italiano ad essere interamente fruibile in sicurezza e ben segnalato. Lungo i 370km ci sono aree di sosta attrezzate, punti di approvvigionamento di acqua potabile e servizi dedicati. Disponibile anche una rete WiFi (57Hotspot dislocati in 19comuni lungo il percorso, con un progetto in corso di estenderla con altri 30 punti). L’offerta ricettiva (calcolata in un raggio di 1km dal tracciato escursionistico) conta 1200 strutture con netta prevalenza dell’extralberghiero (il numero arriva a 2600 se consideriamo le strutture nei comuni attraversati). La Regione, con delibera di giunta, ha approvato i tre tipi di tracciato: escursionistico, in bici e a cavallo ed inviato al Mibact la richiesta di riconoscimento ufficiale all’interno del percorso italiano.

“Un applauso alla determinazione di Pietro”

“Sarebbe stato un vero piacere incontrare Pietro –ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi– e fargli i complimenti di persona per la sua iniziativa, ma una serie di incontri istituzionali, compresa una due giorni a Bruxelles, mi impedisce di farlo. “Farò tesoro dell’esperienza di Pietro –ha aggiunto– per migliorare ancora di più l’accessibilità del percorso e fornire agli operatori economici locali le indicazioni da lui suggerite sul potenziamento dell’accoglienza. Mi auguro di poterlo incontrare presto per conoscerlo e farmi raccontare il suo viaggio”.

La Via Francigena sul sito della Regione

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