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Vicenda Aamps, Andrea Romano: “Che fine ha fatto la delibera su Retiambiente promessa dai pentastellati?”

05settembre 2016 da Andrea Romano

andrea_romanoForse in Consiglio comunale hanno iniziato ad utilizzare il calendario astrale o quello maya, perché la delibera n. 189 approvata lo scorso 10giugno impegnava il sindaco e la giunta a presentare “entro 30 giorni” un atto per formalizzare il non-conferimento di Aamps in Retiambiente (dato che per legge tale conferimento è una libera scelta del Comune), ma di giorni ne sono già passati quasi 90 e di quell’atto non c’è traccia.

aamps.

Nel frattempo però Aamps ha dato alla luce il famigerato piano industriale che vuole obbligare i livornesi a fare la raccolta differenziata, ma non per ottenere benefici economici e ambientali, ma perché il nostro inceneritore venga utilizzato proprio e sempre più da Retiambiente, per smaltire la spazzatura pisana, lucchese, massese, che dovrà finire allegramente nei nostri polmoni e, attraverso il sangue, nelle nostre cellule. Pagando, ovviamente, una cospicua tariffa al gruppo privato che si aggiudicherà il controllo della nuova azienda.

Resta il fatto che se poi la differenziata a Livorno funzionerà poco e male (c’è da giurarci, visto come è andata finora), c’è sempre la possibilità di tirar fuori dal cassetto il progetto di “mega-inceneritore”, nuovo fiammante e capace di bruciare sia la monnezza “fatta in casa” che quella importata.

Sarà per questo che i consiglieri del M5S si sono “dimenticati” di quella delibera e hanno improvvisamente smesso di litigare con il PD su Aamps e sulla privatizzazione di Retiambiente?

Facile litigare sull’amianto sepolto da 40 anni in tutta Livorno, come su altre questioni importanti per i cittadini ma innocue per certe lobby, più difficile evitare l’inciucio su un appalto gigantesco come quello di Retiambiente, del valore di circa 7 miliardi di euro, pari all’incasso della TARI in tutta l’area vasta per 25 anni.

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