Ed Harcourt ai Giardini Luzzati di Genova – Report e photogallery

Una notte sospesa ai Giardini Luzzati: Ed Harcourt conquista Genova con eleganza e cuore

11 Maggio 2026, di Michele Faliani

Terza tappa italiana del tour europeo per il cantautore londinese, che nella serata del 7 maggio 2026 ha fatto tappa ai Giardini Luzzati, trasformando il cuore del centro storico genovese in un piccolo rifugio di malinconia folk e poesia notturna.

Prima del concerto, passeggiando tra  i tavolini ancora affollati dell’area all’aperto, Ed si è lasciato andare a qualche battuta con noi, confessando toccandosi il ventre ed usandi il suo classico sarcasmo britannico di avere “un problema serio con il cibo italiano”, frase che ha immediatamente il nostro sorriso. Tante chiacchiere, dalle sue frequentazioni con Marianne Faithfull e con Liam Gallagher, sui dischi che tiene nel suo juke-box originale degli anni 60, della musica che gli ha cambiato la vita. E poi giù, scendendo le scale dell’area archeologica dei Giardini Luzzati, dove sui resti di un anfiteatro romano del I° secolo è stato allestito un locale per musica live dall’acustica eccellente e dal fascino indiscutibile.

Le luci si abbassano poco dopo le 21:30, mentre l’aria tiepida che arriva dal mare si mescola alle prime note di “Under the Still and Lonely Sky”. Chitarra acustica, microfono rétro e atmosfera intima: bastano pochi minuti per trasportare i presenti in una dimensione sospesa, fatta di folk crepuscolare e confessioni sussurrate. Il silenzio rispettoso del pubblico accompagna ogni parola, quasi come se il tempo si fosse fermato tra i muri antichi della città.

Con “By The Light Of The Silver Morning” il live acquista maggiore intensità emotiva. La voce di Ed oscilla continuamente tra fragilità e passione, mentre il piano accompagna il brano con eleganza minimale. I Giardini Luzzati diventano così un salotto dove ogni canzone sembra assumere un valore ancora più personale.

Il musicista londinese passa poi al pianoforte per “God Protect Your Soul”, regalando uno dei momenti più toccanti della serata. Le note si diffondono lente nello spazio aperto del locale e il pubblico resta immobile, completamente catturato da quell’equilibrio perfetto tra oscurità emotiva e delicatezza melodica.

Tra i momenti più intensi del concerto arriva anche “Hanging With The Wrong Crowd”, dedicata al sottoscritto poiché “hai fatto tanti chilometri per venire a sentirmi, amico mio”. Il ritmo in 3/4 e il leggero gusto cinematografico del brano si fondono con il contesto urbano notturno di Genova, creando una scena quasi da film indipendente americano.

Lo splendore della performance continua con “The Violence Of The Rose”, eseguita al piano con straordinaria intensità. Non è soltanto la qualità della voce a colpire, ma la sincerità con cui Ed riesce a riempire ogni singola pausa e ogni nota. È proprio questa autenticità a rendere il concerto qualcosa di molto più profondo di una semplice esibizione dal vivo.

Le emozioni proseguono senza cali durante “The Low Spirits”, mentre “Poor Misguided Fool” e “She Falls Into My Arms” trasformano definitivamente la serata in un viaggio romantico e malinconico. Coppie abbracciate sul ballatoio, persone con gli occhi chiusi e bicchieri alzati verso il palco, perfino una ragazza che scoppia in lacrime pensando ad un amico scomparso che viene consolata da Ed in persona: l’atmosfera ai Giardini Luzzati assume i contorni di una piccola celebrazione collettiva della vulnerabilità.

Una versione strepitosa di “Born in the 70s” e una incredibile “Until Tomorrow Then” tutta giocata sugli strati di loop station chiude il main set con Ed che decide di scendere tra il pubblico, cantando circondato dai fan a pochi centimetri di distanza. Un momento semplice ma potentissimo, accolto da un lungo applauso che invade tutto il locale.

Dopo qualche minuto di richieste insistenti, il cantautore torna sul palco per un breve encore. “El Magnifico”, title track del suo album del 2024, che viene proposta in una versione totalmente unplugged tra luci soffuse e silenzio assoluto, con Harcourt che indossa il cappello da alpino che ha comprato nel pomeriggio in uno stand del raduno che parte il giorno dopo.

Oltre novanta minuti intensi, essenziali, privi di qualsiasi artificio scenico. Solo canzoni, emozioni e una straordinaria capacità narrativa. In una Genova già piena del profumo dell’estate imminente, Ed ha dimostrato ancora una volta come bastino una voce sincera e pochi strumenti per creare qualcosa di davvero memorabile.

Grazie a PMA Promotion e ai Giardini Luzzati per l’ospitalità.

La scaletta del concerto:

1. Under the Still and Lonely Sky
2. By The Light Of The Silver Morning
3. God Protect Your Soul
4. The Music Box
5. Mercurial
6. A Ghost Walked Through Me
7. The Violence of the Rose
8. Hanging With the Wrong Crowd
9. Strange Beauty
10. The Low Spirits
11. Shadowboxing
12. Born in the ’70s
13. Baby’s Gone to Seed
14. She Fell Into My Arms
15. Poor Misguided Fool
16. Those Crimson Tears
17. Black Dress
18. Apple of My Eye
19. Until Tomorrow Then
Encore:
20. El Magnifico

La photogallery del concerto:

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