11202017Headline:

Aferpi, Uglm: “siamo tornati al punto di partenza”

“A quando ancora non si conosceva se ci sarebbe stato un futuro per lo stabilimento  di  Lucchini”

29agosto 2017 da RSU e Segreteria Uglm, Piombino

Poi l’arrivo di un magnate Rebrab, con un piano di diversificazione unico ed importante per un territorio vissuto da sempre in una monocultura. Finalmente tre settori ben distinti: siderurgia, agroalimentare e logistica. Rebrab addirittura premiato come uomo dell’anno!
Il salvatore, colui che avrebbe messo d’accordo tutti: chi nel DNA ha, da sempre, l’acciaio e chi, stufo della teoria ‘fumo uguale pane’ voleva un cambiamento. Impianti ecocompatibili e green economy… insomma solo un folle poteva dire di no ad un progetto del genere!

Infatti anche la nostra sigla sindacale, quel giorno in Comune, con le rappresentanze politiche nazionali e territoriali ha posto la propria firma ad un accordo che, nei propositi, avrebbe salvato tutti i lavoratori e creato nuove prospettive.
In realtà sono passati tre anni  nel timore che questo castello di sabbia crollasse, sotto il ricatto che oltre Rebrab il niente, abbiamo creato una situazione veramente pesante ed un dramma sociale con conseguenze  pesanti. Da un lato la città che vede i lavoratori in cigs come miracolati, dall’altro lato l’indotto quello diretto e non (attività commerciali e artigianali) in totale abbandono spesso senza ammortizzatori e senza un’alternativa.

“Come sindacato non stiamo ora a dire che Rebrab non ha rispettato  l’addendum; lo deve fare chi lo ha firmato e conosce integralmente il suo contenuto. Noi conosciamo solo una minima parte!. Come sindacato invece, con forza, chiediamo che il Governo intervenga in questa vicenda trovando gli strumenti più opportuni per la ripartenza della produzione e con opere immediate di bonifica legate anche a fondi europei, previsti per i Siti di Interesse Nazionale.
Forse  dovremmo coinvolgere maggiormente i lavoratori,  magari con una assemblea aperta a tutti, andare a Roma con un mandato preciso  perché è in discussione il futuro di un territorio e occorrerà il coinvolgimento di tutta la comunità se  vogliamo provare ad uscire da una non facile situazione”.

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