11202017Headline:

Al centro del dibattito a sinistra, all’Arena Astra: “Porto di Livorno come punto di transito o come nodo logistico?”. Report

9settembre da Barbara La Comba, Oltre per Livorno

Alla festa della Sinistra al circolo Arci Arena Astra, venerdì 8, si è svolta la tavola sul tema: “porto di Livorno come punto di transito o come nodo logistico?” a cui hanno partecipato:

 

  1. il sindaco Filippo Nogarin,
  2. Maurizio Colombai, coordinatore Porti Filt-Cgil nazionale,
  3. Francesco P. Mariani, segretario generale Assoporti,
  4. Massimo Provinciali, segretario generale Autorità di Sistema del Mar Tirreno
  5. Mario Sommariva, segretario generale Autorità di Sistema del Mar Adriatico Orientale.
  6. A moderare: Vladimiro Mannocci, responsabile portualità PRC Livorno.
  7. Livorno, non solo deindustrializzato ma desertificato economicamente.
  • Mario Sommariva

“L’autorità dovrebbe essere parte del meccanismo dell’economia comprendendo l’attività di trasformazione, non solo usando la leva della logistica. Anche il processo di concentrazione di grandi gruppi ha soffocato l’industria locale. Questo processo monopolistico avviene senza strumenti di regolazione efficaci. Grave deficit per la politica dello sviluppo economico del governo.”

  • Francesco P. Mariani

“I porti sono termometro dell’economia nazionale. I porti come l’Italia non hanno saputo rispondere alla sfida dell’interazionalizzazione. La concentrazione del commercio va di pari passo con la concentrazione dello shipping, processi che scommettevano sullo sviluppo senza limiti con il gigantismo oggi sopravvivono con la concentrazione dei gruppi e con l’inserimento forte della finanza. Questo ha indebolito le condizioni dei lavoratori e delle economie locali. La portualità diffusa va difesa, importante non chiudere i porti ma metterli in rete ridistribuendo i servizi. Con quale criterio? L’economia.”

Ma, quale economia, quella dei grandi gruppi o quella delle economie locali?

  • Massimo Provinciali

“Grazie al piano regolatore del porto Livorno ha un vantaggio strategico. Gli ultimi tre anni molto è maturato e si è trasformato in porto, tanti altri lavori intanto che si studiava la Darsrna Europa sono stati fatti. Se il comune non riesce a riparare il ponte di santa Trinità in venti anni, tre anni persi per la darsena Europa non sono poi così tanto…; sul fronte del lavoro in aiuto ad una grande impresa nel porto… il porto aspetta solo chi giri la chiave…”

  • Maurizio Colombai

“Alcuni porti stanno aiutando l’economia dei territori. Porti che si mettono in rete non necessariamente aiutano il territorio. In molti porti si perde tempo, come a Livorno, per capire chi deve fare qualcosa. Le amministrazioni devono fare dei passi indietro e fare in modo che non si creino conflitti ne’con l’Europa ne’con i lavoratori. Il regolamento europeo di partenariato sociale va rispettato, ridurre a pochi il potere decisionale non accelera lo sviluppo. Aggregazioni e fondi finanziari indicano un accerchiamento che non si fermera’al porto. I lavoratori diventano merce da buttare per chi, armatore, gestisce oggi troppi terminal e puo’spostare a suo piacimento gli interessi.”

  • Filippo Nogarin

“Condivido chi mi ha preceduto con delle eccezioni. Si deve anzi partire da questa analisi di persone molto competenti. Le elezioni amministrative sono il momento in cui i cittadini influenzano le scelte, poi bisogna dare fiducia. Livorno e’stata pensata come una portocitta’, invece oggi portualità municipi sono slegati. Non succede solo a Livorno. In America si è detto no al gigantismo navale, dobbiamo fare come loro, oltretutto da noi i fondali non lo permetterebbero. La modifica con riduzione della darsena Europa era necessaria ed il mercato stesso mi ha dato ragione. Il project financing eèun sistema anglosassone che serve per fare gli investimenti che lo stato non riesce più a fare, per cui va accettato. E’ importante che il territorio sia rappresentato nel porto. I fondi finanziari non aiutano il territorio

Finito la sua declaratoria il sindaco lascia la sala sostenendo che le battaglie siano da fare nelle sedi istituzionali non nelle assemblee. 

Tralasciando le ironie un po’ fuori luogo di Provinciali, vorremmo dire al sindaco che peccato manchi l’adeguamento del piano regolatore del comune dopo gli “stralci anticipatori” fumosi approvati nel 2014. Questo mancato aggiornamento del piano strutturale potrebbe essere un problema per il Project della porto 2000. Se cambiassero i punti di riferimento regolatori cambierebbe anche al sostenibilità dei progetti. In pratica, per evitare futuri conflitti Livorno si dovrà adattare al progetto del privato, un armatore…? Speriamo si rimedi prima dell’assegnazione al vincitore…e speriamo che si smetta con questi scontri molto sgradevoli fra città e porto, brutto modo che nasconde conflitti che bloccano una vera ricostruzione. 

Gli altri relatori si trattengono a rispondere a domande sui rischi dello sviluppo del porto.

Massimo Provinciali, comunque da solo difende le scelte fatte e, il dibattito si sposta sui bacini. Conferma che a far finanziare la ristrutturazione del bacino in muratura saranno i privati…, e non coloro che lo hanno danneggiato…

“Che dire, non è stato proprio un messaggio di speranza di prossimo sviluppo quello che questi amministratori ci hanno dato. Ma meglio comprendere. Un grazie per l’organizzazione ed il coordinamento a Vladimiro Mannocci.”

https://www.facebook.com/PRCLivorno/videos/1815058018725530/ https://www.facebook.com/PRCLivorno/videos/1815563502008315/

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